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La diarrea del viaggiatore può colpire tutti

agosto 8, 2019 10:00 am

In estate e soprattutto quando le vacanze sono organizzate movendosi da una città all’altra è molto facile provare i sintomi della diarrea: coliche acute e abbondanti feci liquide

La dissenteria o diarrea è un disturbo caratterizzato da spasmi dolorosi in tutta l’area addominale è frequenti scariche di feci liquide. La diarrea è più frequente mentre si viaggia a causa delle abitudini alimentari scorrette, oppure per carenze igieniche e quindi alcuni batteri possono essere i primi responsabili.

 

Se l’origine della diarrea è digestiva

Questo tipo di diarrea è provocata dal cattivo funzionamento dello stomaco, del fegato e del pancreas, che non riescono a metabolizzare le sostanze introdotte con l’alimentazione. Il cibo quindi giunge nell’intestino non frammentato: qui subisce il processo della fermentazione con il risultato di irritare le pareti intestinali. In altri casi, il problema è scatenato da un’eccessiva produzione di bile: questa situazione si verifica a causa di un’indigestione o di un’esagerata assunzione di alcolici. La dissenteria, infine, può comparire anche durante l’influenza, quando il virus che provoca la malattia colpisce l’apparato gastrointestinale.

 

Quando sono i parassiti a provocare la diarrea

Poi ci sono le forme di dissenteria più serie, dovute alla presenza di parassiti come nella salmonellosi:  i sintomi compaiono circa ventiquattro ore dopo l’ingestione del cibo contaminato. Il dolore è acuto e improvviso, diffuso a tutta la regione dell’addome, con la comparsa di feci liquide. Se l’intossicazione è sostenuta da stafilococchi, i sintomi sono gli stessi della salmonella, ma si manifestano più velocemente. Quando il responsabile è l’Escherichia coli, frequente nei i bambini, compare accompagnata da nausea, vomito, febbre, scariche frequenti e a volte febbre.

 

La terapia della diarrea

L’esame delle feci è necessario per individuare il parassita responsabile, ma non sempre questo riesce a essere individuato a meno che non si esegua l’esame nei primi giorni di malessere. Nell’attesa di consultare il medico, è importante bere il più possibile per reintegrare i liquidi persi con le feci. E’ utile anche assumere cibi astringenti come carote e riso bollito. Tra i cibi da evitare : il latte, a meno che non si tratti di quello materno, e gli alimenti di origine animale  e pesce crudo. Il medico potrà dopo la visita prescrivere l’assunzione di antibiotici per combattere le intossicazioni batteriche.

 

La diarrea del viaggiatore

Se i dolori, acuti e simili a fitte, si presentano accompagnati da dissenteria in seguito ad un viaggio nei paesi tropicali, è bene rivolersi subito ad un gastroenterologo o ad un esperto di malattie tropicali: potrebbe trattarsi di un’infezione contratta attraverso l’acqua o i cibi contaminati dall’ameba, un parassita. Spesso il disturbo si manifesta anche con febbre e presenza di muco e sangue nelle feci. Per prevenire la dissenteria, se si ha in programma un viaggio in un luogo a rischio, ricordarsi di ingerire soltanto cibi cotti e bere acqua e latte bolliti. La carne, la frutta e la verdura crude sono da evitare assolutamente. Lavare la frutta non è sufficiente, poiché spesso l’acqua stessa contiene le cisti dell’ameba. E’ necessario consumare solo cibi cotti ed evitare spremute e bevande preparate con acqua non sterilizzata. Altra regola importante è bere soltanto acqua minerale e disinfettarsi spesso le mani.

 

Giorgia Andretti

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