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Incontri ravvicinati sul fondo del mare

agosto 7, 2019 1:00 pm

I fondali marini e anche il bagnasciuga possono nascondere insidie non pericolose, ma sicuramente dolorose: sono gli aculei di ricci di mare, punture di tracine e ustioni di medusa

L’ambiente marino è affascinante e la vacanza al mare è un toccasana per tutti. Tra le onde e sul fondale si possono però incontrare creature decisamente poco simpatiche responsabili di ferite o di dolorose ustioni. A volte è possibile prevenirle, ma se si è feriti è opportuno correre subito ai ripari. Ecco alcuni consigli degli esperti della Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e I Disordini Immunologici – WAidid.

 

Le meduse

Forse per consolarsi, si dice che le meduse vivono soprattutto nell’acqua pulita. Non è del tutto vero: le meduse proliferano un po’ ovunque e amano anche i mari dove trovano residui di spazzatura e microrganismi dei quali si cibano. Incontrarle può essere facile ovunque ci si trovi, anche se nelle zone del Mediterraneo ci sono esemplari meno pericolosi. Le ustioni da contatto da medusa comunque causano bruciore e prurito intenso, mentre sulla pelle si forma una zona eritematosa e gonfia, che può dare luogo alla formazione di una bolla. Se capita di essere toccati da una medusa, assolutamente non deve essere applicato alcol, aceto o ammoniaca, come si suggeriva una volta. Si deve invece disinfettare con acqua di mare, meglio se tiepida e poi applicare del bicarbonato medicando successivamente la parte con un gel a base di cloruro d’ alluminio. Non bisogna strofinare o grattare perché si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate.

 

I ricci di mare

Si nascondono soprattutto nei fondali sassosi. Per questo sarebbe opportuno, se ci si reca in zone di mare di questo tipo, indossare scarpine protettive in gomma e farle indossare anche ai propri bambini. Gli aculei dei ricci di mare non sono velenosi, ma dolorosi sì. Se capita di poggiarvi sopra un piede o di toccarli con una mano gli aculei possono penetrare in profondità nella pelle si avverte dolore. In questo caso è opportuno calmare il bambino che sicuramente piangerà, quindi ci si deve rivolgere a un medico che provvederà a rimuovere gli aculei con una pinzetta sterile. In seguito disinfetta la ferita e prescrive un prodotto antibiotico contro l’infezione. Per qualche giorno si deve tenere il piede a riposo.

 

La tracina o pesce ragno

Sono piccoli pesci che vivono nei fondali sabbiosi da due a cinque metri di profondità. Sono dotati di aculei sul dorso che vengono innalzati come aghi quando il pesce sente di essere in pericolo. Può capitare che, passeggiando o giocando sul bagnasciuga, si poggi una mano o un piede sui suoi aculei. Questi penetrano nella pelle e rilasciano una tossina che provoca un dolore immediato molto intenso, il punto di inoculazione del veleno si arrossa e si gonfia. Talvolta possono comparire formicolii, perdita di sensibilità nella parte interessata dalla puntura, nausea, vomito e febbre. Per alleviare il dolore bisogna sciacquare la parte colpita con acqua dolce. Procedere, eventualmente, con la rimozione degli aculei conficcati nella pelle. Poi, considerando che il calore distrugge il veleno e ne blocca la diffusione, è utile mettere il piede sotto la sabbia molto calda o anche acqua calda: questo dona un’immediata sensazione di sollievo. Evitare assolutamente di applicare ghiaccio o ammoniaca. Il veleno della tracina non è considerato pericoloso per l’uomo, anche se il dolore intenso può sfociare in nausea, vomito e qualche linea di febbre, soprattutto nei più piccoli. Vediamo cosa fare come pronto soccorso estivo.

 

Sahalima Giovannini

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