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Neonato con pertosse grazie ai no-vax. Indagine ASL

giugno 10, 2019 10:00 am

A Rimini, l’Azienda Sanitaria Locale ha avviato un’indagine su una coppia di genitori: il loro figlio neonato è ricoverato con pertosse, contagiato probabilmente, dai fratellini non vaccinati

La città di Rimini torna al centro della cronaca sanitaria con il caso di un bambino di due mesi, ricoverato d’urgenza a Rimini. A seguito della terapia antibiotica non è più in pericolo di vita ma l’ASL romagnola ha avviato un’indagine sulla famiglia. Il piccolo di soli due mesi, quindi non poteva ricevere il vaccino, questo può essere somministrato solo al compimento del sessantesimo giorno di vita in combinazione con l’esavalente. Nessuno dei suoi fratelli più grandi, in età scolare, era stato mai vaccinato. La vicenda è riportata dai quotidiani riminesi. Il bimbo fortunatamente è stato dimesso ma ha rischiato per se stesso e per il rischio di contagiare altri piccoli.

 

La responsabilità verso i figli passa dalla protezione in tutti i sensi

L’ASL offrirà ai genitori le vaccinazioni previste dal decreto Lorenzin: la famiglia ha novanta giorni di tempo per mettersi in regola e, nel caso in cui dovesse rifiutare, scatteranno le sanzioni. A Rimini quelle previste dall’ordinanza comunale ai genitori no-vax hanno già raggiunto i diecimila euro. È questo un episodio che deve far riflettere le persone che, senza alcuna competenza scientifica e senza fondamenti reali, si ostinano a rifiutare le vaccinazioni. Il piccolo di due mesi, per fortuna, è riuscito a riprendersi grazie a una cura con antibiotici. Non tutti i bimbi però riescono a uscirne bene: ci sono stati diversi casi analoghi, in cui neonati di pochi mesi hanno contratto la malattia hanno perso la vita. La stessa cura con gli antibiotici può avere effetti collaterali e impoverire il microbioma intestinale così, importante per il benessere di un neonato. La vaccinazione per la pertosse fa parte di quelle consigliate alle donne in gravidanza  proprio per proteggere il neonato nei primi mesi di vita. L’ostinazione a non farla equivale alla mancata protezione verso i propri figli.

 

La pertosse, una delle malattie infettive più pericolose per i neonati

Si tratta di una malattia causata dalla Bordetella pertussis, un batterio che riesce ad introdursi nell’organismo con estrema facilità quando si viene in contatto con una persona affetta: per esempio altri bambini o adulti che sono portatori sani oppure che sono affetti da una forma così leggera da non dare segni esterni. I sintomi all’inizio sono quelli del raffreddore, poi possono trasformarsi in tosse che ostacola il respiro, attacchi di vomito, difficoltà ad alimentarsi. La pertosse è tollerata abbastanza bene dai bambini di età superiore ai tre anni, che in genere la superano senza problemi, mentre nei piccoli può dar luogo a complicazioni a carico di bronchi, polmoni e cervello.

Le vaccinazioni sono sicure

Il vaccino vecchio, non acellulare, poteva provocare dolore e arrossamento nella parte dell’iniezione. Oltre a queste manifestazioni a volte possono comparire sonnolenza, irritabilità, convulsioni, episodi di vomito e diarrea. Oggi si usa il vaccino acellulare, può provocare soltanto un lieve innalzamento della temperatura. Fino a qualche tempo fa, soltanto il 35% circa dei bambini veniva sottoposto al vaccino antipertosse, forse a causa dei numerosi effetti collaterali. Il vaccino acellulare, invece, dovrebbe tranquillizzare le mamme, poiché gli effetti collaterali, come abbiamo visto, sono davvero ridotti al minimo. Inoltre, può essere somministrato indistintamente a tutti i bambini. Il vecchio vaccino è consigliato ai bambini con fratelli maggiori che frequentano già la scuola o l’asilo,  quindi sono più esposti al rischio di contagio. È sicuramente opportuno parlarne con il pediatra.

 

Lina Rossi

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