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Allergie alimentari, rischi dall’immunoterapia orale

maggio 15, 2019 10:00 am

Potrebbero esserci dei limiti nell’immunoterapia orale somministrata contro le allergie alimentari ai bambini: studio internazionale rileva aumento dei casi di manifestazioni allergiche

L’immunoterapia desensibilizzante è sicuramente un trattamento essenziale per la prevenzione delle manifestazioni allergiche respiratorie, soprattutto per l’asma. Questa pratica potrebbe avere però qualche limite o, per lo meno, richiedere qualche attenzione in più nella somministrazione. Secondo uno studio condotto da cinque centri internazionali, tra i quali il Bambino Gesù di Roma, la desensibilizzazione o immunoterapia orale per i bambini con allergia all’arachide accresce il rischio di anafilassi e di altre reazioni serie. Sembra infatti che i bambini a cui è stato somministrato  il trattamento, compaiano il triplo degli episodi.

 

Forme di allergia alimentare: i più colpiti sono i bambini

Le allergie alimentari sono più frequenti nei bambini e gli alimenti più a rischio sono il latte e i suoi derivati ma anche arachidi, mandorle, nocciole o crostacei. La reazione allergica si presenta con sintomi cutanei: dermatite, orticaria e prurito. A volte possono  comparire gonfiore delle labbra ed edema del laringe o disturbi dell’apparato gastroenterico come la diarrea, meteorismo e dolori addominali. Più raramente llle forme allergiche possono provocare sintomi respiratori: rinite ed asma. Essendo anche queste reazioni allergiche IgE mediate, gli esami sono gli stessi indicati per le allergie a pollini e acari. Per avere una diagnosi certa è però possibile eseguire un ulteriore accertamento dopo aver effettuato gli esami descritti sopra. Per la gestione della diagnosi bisognoa eliminare dalla dieta, per qualche settimana, l’alimento sospettato. Quando il paziente si sente meglio l’alimento sospeso viene reintrodotto. Se ricompaiono i sintomi è necessario fare ulteriori accertamenti con l’allergologo. Per la prevenzione, l’unico sistema davvero sicuro è evitare di assumere l’alimento incriminato, controllando le etichette dei prodotti alimentari perché in certi casi il cibo potrebbe essere presente in forma occulta in altri alimenti. Per esempio, nei salumi è presente una certa quantità di latte. Le cure per le allergie  prevedono il ricorso a vari farmaci, come antistaminici e cortisone orale o per via iniettiva nel caso di orticaria, antistaminici per la rinite, broncodilatatori e cortisone per via endovenosa in caso di asma.

 

I rischi dell’immunoterapia orale

I ricercatori hanno confrontato i risultati di dodici indagini cliniche sull’immunoterapia orale per l’arachide per un totale di oltre mille soggetti coinvolti, scoprendo che i bambini sottoposti a desensibilizzazione avevano avuto il triplo degli episodi di anafilassi rispetto al gruppo che evitava l’allergene senza trattamenti o a cui era stato somministrato un placebo. L’immunoterapia orale è un trattamento il cui obiettivo è rendere meno sensibile l’organismo all’alimento che scatena l’allergia attraverso la somministrazione ripetuta nel tempo di quantità crescenti dell’allergene, fino ad arrivare a dosi di mantenimento. L’obiettivo è innalzare la soglia di tolleranza, ridurre il rischio di reazioni gravi in caso di contatto involontario e migliorare la qualità di vita. Lo studio dimostra però che l’immunoterapia orale comporta più rischi che benefici ai bambini con allergia alimentare, soprattutto verso le arachidi. Gli allergeni alimentari innescano risposte infiammatorie più violente rispetto a quelli respiratori. Un raffreddore, uno stato d’ansia, una intensa attività fisica, che influenzano il modo in cui il corpo interagisce con la terapia. In questi casi i livelli di protezione raggiunti con la desensibilizzazione possono abbassarsi e la somministrazione di dosi di allergene prima ben tollerate può scatenare una reazione avversa. È quindi essenziale confrontarsi bene con il pediatra e con l’allergologo che segue il bambino con allergia alimentare, prima di decidere di sottoporlo a un trattamento che potrebbe non avere i benefici sperati.

 

Lina Rossi

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