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Esami del sangue ai bambini, quando farli

aprile 18, 2019 10:00 am

Dall’emocromo al PCR, anche i bambini qualche volta devono sottoporsi agli esami del sangue e delle urine. Capiamo insieme a che cosa servono e come non stimolare la paura

Sarebbe bello evitare ai bambini controlli un po’ fastidiosi come l’esame delle urine e soprattutto del sangue, che presuppongono l’impiego di siringa e ago. A volte però può essere necessario effettuarli, per esempio se il bambino ha un’infezione o se si sospettano malattie come la celiachia, per esempio, da accertare. Per questa ragione è importante affrontarli con serenità e sapere perché sono necessari. L’atteggiamento consapevole e rilassato dei genitori è il primo passo per far stare tranquillo il bambino. I bambini piccoli non manifestano un grande disagio alla vista dell’ago anche se la maggior parte non ama questo momento. L’ago, anche se in modo minimo, stimola il dolore, ma soprattutto rappresenta una invasione nella fisicità del bambino. Oltre a stare il più tranquilli possibile, i genitori dovrebbero collaborare con i sanitari per tenere fermo e calmo il bambino, evitando minacce o sgridate. Alla fine, come premio per essere stato buono, ci vuole una bella colazione con tutto quello che preferisce, visto che con ogni probabilità è stato digiuno.

 

Esame delle urine, quando vanno fatte

Va detto, prima di tutto, che non occorrono esami di alcun tipo prima che un bambino sia sottoposto ai vaccini. È solo importante che stia bene in salute, senza febbre o mal di gola. Se si sospettano allergie in base agli accertamenti del pediatra, si possono eseguire test come il Prick o il Rast per escludere eventuali reazioni allergiche. Anche l’esame delle urine non è necessario prima dei vaccini: può essere prescritto, invece, se il piccolo ha avuto un problema di cistite oppure un episodio infiammatorio. Ci si procura un contenitore sterile. Se possibile, il bambino dovrebbe prima emettere un primo flusso di urina, quindi trattenerla ed effettuare una accurata igiene locale. A questo punto si può procedere con la raccolta delle restanti urine, che vanno poi portate al centro analisi.

 

L’emocromo e gli indici di infiammazione

L’emocromo consiste nel conteggio delle cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, per valutare le loro caratteristiche principali sia in quantità sia nella qualità. L’emocromo fornisce informazioni sullo stato di salute del bambino e deve essere necessariamente interpretato dal pediatra. Piccole anomalie infatti non significano che ci sia necessariamente un problema di salute. La PCR – proteina C reattiva e la PCT – pro calcitonina sono due esami del sangue utili per verificare la presenza di infiammazioni o infezioni in corso e adottare la cura corretta. Sono entrambe proteine prodotte dal fegato nella fase acuta di molte infezioni. In corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive, per esempio, il livello di PCT – pro calcitonina aumenta leggermente, mentre aumenta in modo più evidente e in poche ore in caso di infezioni batteriche. Per questa ragione è un buon indicatore per l’avvio della terapia antibiotica. Lo stesso vale per la PCR che è però meno specifico perché il livello può alzarsi sia per infezioni batteriche sia per altri tipi di infiammazioni.

 

Esami utili anche per i più giovani

Qualche volta possono essere prescritti esami che, di solito, vengono indicati negli adulti perché permettono di scoprire disturbi che possono presentarsi anche nei più piccoli. Le transaminasi, per esempio, rappresentano un indice di danno al fegato ma il loro aumento è poco specifico, perché può essere causato anche da infezioni generiche o dall’assunzione di alcuni farmaci. Il pediatra può farne richiesta se il bambino assume particolari farmaci oppure se si sospetta una intossicazione che può aver alterato la funzionalità del fegato. Anche colesterolo e trigliceridi possono essere richiesti, perché oggi molti ragazzi sono sovrappeso oppure obesi e i valori di grassi nel sangue possono rappresentare la spia di malattie cardiache in futuro. Infine, nel caso di prelievo è utile effettuare anche la misurazione della glicemia e dell’emoglobina glicosilata, il livello di zuccheri nel sangue: se è eccessivo, può essere una spia di diabete, malattie purtroppo oggi sempre più diffusa.

 

Giorgia Andretti

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