prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Pertosse, reale pericolo per i più piccoli

aprile 10, 2019 10:00 am

La pertosse è una malattia infettiva sottovalutata: nei neonati, ovvero nei bambini al di sotto dei tre mesi di età, può causare serie complicanze. Per questo è essenziale il vaccino

Di pertosse si parla poco rispetto ad altre malattie infettive come il morbillo. Forse è considerata meno pericolosa, ma nel primo anno di vita tali complicanze possono essere particolarmente serie. Negli ultimi anni si è assistito a un ritorno di questa malattia, in forma di piccole epidemie. La motivazione di questo triste evento è da imputarsi direttamente al venir meno della vaccinazione, fortunatamente in via di ripresa.  Purtroppo, sono molti i ragazzini che non hanno ricevuto l’immunizzazione dell’esavalente,   vaccino contenente appunto anche il vaccino verso la pertosse e per questa ragione tanti bimbi erano stati contagiati. Si erano verificati anche alcuni decessi nei bambini di pochi mesi. Per questa ragione, è necessario continuare a difendere i più piccoli attraverso la cosiddetta immunità di gregge, che si esplica attraverso la vaccinazione.

 

Pertosse, non solo una tosse più intensa!

La pertosse è una malattia provocata dalla Bordetella pertussis, un batterio che può colpire a ogni età.  Negli adulti e negli anziani, i sintomi della pertosse sono poco definiti e possono far pensare a una forma di bronchite. Nei bambini, invece, soprattutto in quelli piccoli, si manifesta con i tipici accessi di tosse costituiti da 20 o anche 30 colpi consecutivi che impediscono addirittura di respirare e che possono causare accessi di vomito. La sequenza di colpi di tosse è seguita da una lunga e acuta inspirazione simile al raglio di un asino. Per questo la pertosse viene volgarmente detta anche tosse asinina. Possono comparire anche malessere, febbre, debolezza, inappetenza. A volte la malattia si complica provocando encefalite e polmonite, pericolose soprattutto nel caso dei bambini e dei ragazzi. Se contratta nel primo anno di vita, può anche causare il decesso, cosa che avviene in un caso su mille.

 

Farmaci ma soprattutto vaccino

La pertosse si affronta con gli antibiotici attivi contro la Bordetella, quindi eritromicina, azitromicina, claritromicina e rokitamicina. Il trattamento è utile per eliminare la Bordetella e quindi per evitare la diffusione della malattia. È però poco efficace nel ridurre il rischio di complicanze, soprattutto dellencefalite. Per evitare di contrarre la malattia l’unica arma resta quindi il vaccino, anche al di là del primo anno di vita. I vaccini di oggi,  rispetto a quelli del passato, sono di tipo acellulare e non contengono le tossine responsabili degli effetti collaterali dei vaccini di una volta. In Italia, il vaccino acellulare contro la pertosse è presente nel nuovo vaccino esavalente, che immunizza contro sei malattie: oltre alla pertosse, è attivo contro difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus influenzae tipo b (Hib), poliomielite e tetano. È quindi importante approfittarne, perché chi si sottopone a vaccino ha la probabilità di contrarre la malattia è inferiore di ben otto volte rispetto a chi non si vaccina affatto. Si deve effettuare il vaccino nel periodo tra il 12° e il 15° mese di vita, ricordandosi di effettuare richiami a cinque  anni e a dodici anni. Anche gli adulti o comunque i ragazzini non vaccinati dovrebbero effettuarlo, anche se le conseguenza, per loro, sono meno serie: infatti rischiano di diffondere la malattia e di veicolarla ai piccolissimi, che nei primi due mesi di vita non possono ricevere il vaccino.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI