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Mononucleosi infettiva detta anche malattia del bacio

aprile 3, 2019 1:00 pm

Dal nome romantico la mononucleosi infettiva è tutt’altro che piacevole: può essere sottovalutata e scambiata per una banale influenza e quindi non curata a dovere

La mononucleosi infettiva conosciuta come la malattia del bacio perché una delle modalità di contagio è proprio il bacio sulla bocca: l’infezione è per questo molto diffusa tra i più giovani. Però, non è solo il bacio il tramite per la diffusione. Il virus patogeno, detto di Epstein-Barr, si diffonde anche con l’uso in comune di posate, bicchieri, oggetti personali che entrano in contatto con la saliva e le mucose delle persone affette. Per questa ragione è diffusa anche nelle mense scolastiche e universitarie, nei campeggi e in tutti quei luoghi dove è alta la frequentazione di molte persone e l’igiene lascia leggermente a desiderare.

 

La mononucleosi è spesso scambiata per influenza

Quando colpisce una persona, il virus di Epstein Barr si diffonde facilmente tra quelli che le stanno attorno. L’incubazione del virus è lunga, anche di 30-45 giorni. Compaiono quindi febbre, dolori articolari mal di testa, ingrossamento delle ghiandole linfatiche e della milza, ittero, colorazione giallastra delle mucose degli occhi e agli esami del sangue le transaminasi, gli elementi che indicano danno epatico, mostrano livelli molto elevati. Se non compare ittero, può essere scambiata per una lieve forma influenzale. Spesso la mononucleosi regredisce da sola, ma può dare luogo a complicanze come faringite, dolore alla milza, ittero, anche se raramente. In caso di incertezza è sufficiente recarsi dal medico di famiglia, che è in grado di effettuare una diagnosi in base alla descrizione dei sintomi. Per confermare la diagnosi, il medico prescrive esami del sangue specifici per la ricerca degli anticorpi diretti contro il virus. Per tenere a bada i sintomi, sono sufficienti alcuni farmaci antinfiammatori.

 

Il virus di Epstein-Barr – Ebv –  perché è un rischio

La mononucleosi infettiva si cura semplicemente con riposo a letto e assunzione di antipiretici contro la febbre. Non tutti quelli che entrano in contatto con il virus però sviluppano l’infezione.

L’aspetto più preoccupante è che, di recente, si è diffusa la notizia che il virus di Epstein-Barr è correlato all’insorgenza di alcuni tipi di tumori, per esempio il carcinoma rinofaringeo, alcuni tumori della mucosa gastrica e due tipi di linfomi: il linfoma di Hodgkin e il linfoma di Burkitt. Nei soggetti con Aids, l’infezione dell’Ebv può causare linfomi del sistema nervoso centrale. Questo virus ha la capacità di infettare il sistema linfatico, replicandosi prima nelle cellule dell’epitelio di naso e faringe, per poi diffondersi nelle ghiandole salivari e nei linfonodi dei tessuti orofaringei. Può quindi raggiungere i linfociti B del sangue, la milza e il fegato.

È bene precisare che solo una minima parte di coloro che entrano in contatto con il virus di Epstein-Barr sviluppa in seguito forme tumorali. Il rischio è soprattutto per le popolazioni asiatiche e dell’Africa del nord, dove questo agente infettivo è endemico. Una cura vera e propria non esiste: è importante osservare norme igieniche essenziali per evitare la trasmissione del virus.

 

Lina Rossi

 

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