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A primavera le allergie sono i primi fiori a sbocciare

aprile 2, 2019 10:00 am

Nasi gocciolanti, occhi lucidi, starnuti e difficoltà a respirare. Ecco i sintomi delle allergie di primavera, tipicamente legate alla presenza, nell’aria, dei pollini della gemme fiorite

Il clima un po’ pazzo, caldo e secco già a febbraio, quest’anno ha anticipato la fioritura delle piante. Ed ecco arrivare, prima del solito, le allergie di primavera con tutti i sintomi correlati: naso colante, starnuti a salve, prurito e bruciore agli occhi, nei casi più seri fa la sua comparsa anche l’asma. Per fortuna oggi è disponibile il vaccino meglio conosciuto come l’immunoterapia specifica.

 

Pollini,  i veri responsabili delle allergie

I pollini, le cellule riproduttive maschili prodotte dalle piante durante la fioritura, sono dei granelli leggerissimi che vengono trasportati dal vento per raggiungere altri esemplari vegetali della stessa specie per fecondarli. Nei mesi più a rischio, tra marzo e settembre, l’aria è completamente satura di questi pollini e il picco massimo è raggiunto nelle ore centrali della giornata. Durante il loro viaggio i pollini vengono a contatto con le mucose dell’area naso-occa-occhi o addirittura inalati. Le allergie di questo tipo sono causate dall’azione degli anticorpi IgE – immunoglobine di classe E, prodotti da specifiche cellule del sangue sviluppate con lo scopo di proteggere l’organismo dalle infestazioni parassitarie. Nei soggetti allergici questi anticorpi riconoscono i pollini o, meglio, le sostanze fondamentali denominati allergeni, come elementi nocivi e reagiscono in modo anomalo, attivando gli eventi responsabili dei disturbi tipici delle reazioni allergiche.

 

I sintomi dell’allergia

Le allergie ai pollini sono quasi sempre di tipo respiratorio. Più raramente i pollini possono essere responsabili di forme di orticaria. Spesso l’allergia si sviluppa come asma, un’infiammazione cronica della mucosa delle vie aeree, spesso caratterizzata da una maggiore reattività dei bronchi. Questi ultimi, quando entrano in contatto con l’allergene, si contraggono e ostacolano il passaggio dell’aria. I sintomi dell’asma, quali la tosse, il respiro sibilante, il fiato corto e il senso di costrizione del torace, possono essere più o meno seri secondo i casi specifici. Oppure, può comparire rinite allergica, un raffreddore causato da un’infiammazione della mucosa nasale. Che causa una serie interminabile di starnuti, naso chiuso, una fastidiosa sensazione di solletico alla gola e prurito al naso. A volte questo raffreddore è accompagnato da disturbi agli occhi, come bruciore, prurito, lacrimazione e fastidio per la luce. Possono comparire anche mal di testa e fastidi alle orecchie.

 

L’allergologo è lo specialista delle allergie

La vista medica specialistica è il primo passo per individuare una allergia. La prima fase prevede una visita approfondita e un colloquio  tra il medico specialista e la persona. Le domande dello specialista saranno orientate, principalmente, a carpire informazioni circa l’incidenza familiare, la storia evolutiva dei disturbi allergici, le modalità e la frequenza di manifestazione e delle reazioni, il decorso e i sintomi delle stesse. Inoltre, si devono effettuare esami. Il Prick test,   il più diffuso, consente di individuare le sostanze alle quali una persona è allergica. L’esecuzione è semplice: si applica una goccia di estratto di allergene sulla pelle, in genere nell’avambraccio, e poi si punge la zona con un apposito ago. Se la persona è allergica, si manifesta, entro 15-20 minuti, un pomfo, in prossimità del quale la pelle è rilevata, arrossata ed è presente una sensazione di prurito. Questo test è affidabile, specifico e del tutto indolore, infatti, viene praticato abitualmente anche ai bambini.

 

Allergie: le cure possibili

La terapia sintomatica prevede l’impiego di determinati tipi di farmaci: gli antistaminici di ultima generazione, sono in grado di inibire, in modo altamente specifico e per lungo tempo, i recettori ai quali si attacca l’istamina, responsabile delle manifestazioni allergiche sono utili, soprattutto nella rinite allergica, e i broncodilatatori ad azione rapida, indicati specificamente in caso di asma. Nella categoria di farmaci sintomatici, rientrano anche i cromorni, che in realtà hanno una valenza più preventiva, e più recentemente gli antileucotrieni. L’efficacia anti-infiammatoria degli anti-leucotrieni sembra essere potenziata dalla contemporanea assunzione di cortisonici per via topica. La terapia anti- infiammatoria si basa essenzialmente sull’utilizzo di cortisonici per via inalatoria topica (nasale, bronchiale) ed è indicata sia nella rinite sia nell’asma bronchiale. Tali farmaci appaiono in grado di modificare significativamente il decorso delle malattie allergiche ed i più recenti presentano scarsi effetti collaterali anche se somministrati per periodi prolungati. La somministrazione di farmaci anti- infiammatori viene spesso associata ad altre farmaci per potenziarne e stabilizzarne l’efficacia nel tempo, come, per esempio i broncodilatatori. La cura più risolutiva è senza dubbio la somministrazione del vaccino, è in grado di desensibilizzare, progressivamente l’organismo nei confronti dell’allergene più rilevante. L’allergene viene somministrato, per via sottocutanea o, più recentemente per via sublinguale, in dosi minime e crescenti.

 

Sahalima Giovannini

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