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Ricovero in ospedale, quando è realmente necessario

febbraio 28, 2019 10:00 am

Febbre altissima, disidratazione, diarrea con sangue o perdita di coscienza o dei sensi. Questi sono i casi in cui i bambini piccoli dovrebbero essere tenuti in osservazione in ospedale

Tutti noi abbiamo in mente la tristissima vicenda accaduta a Torino pochi giorni fa: il piccolo Giacinto, di soli venti giorni, ha perso la vita per una polmonite ad ingestis. Si tratta di una forma di polmonite dovuta all’ingestione di qualche sostanza, in questo caso, probabilmente un po’ di latte, che dalla bocca è passata alle prime vie respiratorie e quindi ai polmoni. I medici del pronto soccorso presso il quale mamma e papà lo avevano portato, respirava a fatica, non si nutriva ed appariva debole e sonnolento, hanno ritenuto che si trattasse soltanto di una rinite: in altre parole, di un semplice raffreddore. Il bambino è stato quindi dimesso, ma una volta a casa ha perso conoscenza. Sarà la magistratura a fare luce sulla vicenda, nel frattempo è importante che i genitori dei bambini molto piccoli, al di sotto dei sei mesi di vita, sappiano quando è opportuno portare il piccolo in ospedale.

 

Febbre, se supera i 38,5° e il pediat4ra non è reperibile

Un bambino con febbre deve essere sempre visto dal pediatra curante o portato al pronto soccorso se ha meno di tre mesi, anche se non compaiono altri sintomi. Nei bambini più grandi occorre una visita medica urgente se la febbre è alta, non si abbassa con gli antipiretici e se è accompagnata da altri segnali come vomito e cefalea che non migliorano con i farmaci. Se la febbre è accompagnata da convulsioni, soprattutto se il bimbo è di età inferiore ad un anno, va portato subito al pronto soccorso. Anche il mal di testa con febbre alta e rigidità dei muscoli è opportuno che venga visto da un pediatra.

 

Vomito, più di cinque in poche ore

Episodi di vomito ripetuto, più di 5 in poche ore, e non riesce ad assumere liquidi, il bambino va portato subito in ospedale. Lo stesso discorso vale se oltre al vomito il bambino ha scariche di diarrea. Se infatti non riesce ad assumere liquidi perché li rigetta, può andare incontro a disidratazione ossia a eccessiva riduzione dei liquidi nel corpo, una situazione che può esporre a un collasso e che mette in pericolo la vita. Si può capire se il bambino è disidratato perché il pannolino è asciutto, ha la fontanella visibile, gli occhi sono incavati e cerchiati, la pelle e la mucosa della bocca sono asciutte e se quando piange non compaiono lacrime. Il vomito con sangue, di colore caffè o con contenuto verde scuro vanno valutati al Pronto Soccorso appena possibile.

 

Tosse, quando è tale da togliere il respiro

Un bambino molto piccolo con tosse andrebbe visto dal pediatra. Non si intendono i due-tre colpetti di tosse che emette il bimbo, perché gli è andata di traverso un po’ di saliva o latte, ma una tosse che dura a lungo e che causa difficoltà a respirare, il piccolo respira con la pancia, ha rientranze alle coste e alla fossetta alla base del collo, è pallido, presenta delle interruzioni respiratorie.  Il bambino deve essere immediatamente sottoposto all’attenzione dei medici, anche se la tosse è del tipo abbaiante, simile al verso di una foca, febbre elevata e salivazione abbondante.

 

Cadute, quando ha battuto la testa

Il trauma cranico è una questione molto delicata nel caso dei bambini. Un bambino che batte la testa ma immediatamente reagisce piangendo vuol dire che probabilmente non ha subito un danno serio. Se però è molto piccolo è bene portarlo comunque da un medico, soprattutto se non si era presenti al momento della caduta come può succedere se cade dal lettino. A qualsiasi età il bambino va subito ricoverato se inizia a vomitare a getto e se è preda di sonnolenza, al punto di non riuscire a tenere gli occhi aperti.

 

Sahalima Giovannini

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