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Acetone: perché compare e quali i rimedi più efficaci

dicembre 20, 2018 1:00 pm

Acetone, ovvero: un caos temporaneo del metabolismo attivato dal bisogno energetico supplementare. Il sistema nutrizionale utilizza i grassi quando non dispone più di zuccheri

E’ doveroso ribadire: l’acetone è solo un modo diverso per introiettare energie quando l’organismo non dispone più di grassi, non è quindi una malattia ma solo una transitoria fase metabolica. L’organismo quando non ha più a disposizione gli zuccheri, inizia ad utilizzare i grassi per soddisfare il suo fabbisogno di energia. Questo processo è conosciuto come chetogenesi perché vengono metabolizzati i corpi chetonici. Il disturbo in genere si manifesta nella prima e seconda infanzia, quando già le richieste energetiche sono maggiori, lentamente il processo va scemando fino a non comparire più dopo la pubertà, circa dodici anni. e si presenta sempre più raramente fino a circa i 12 anni, scomparendo poi con la pubertà. Le situazioni recidive sono abituali ad intervalli più o meno regolari ma imprevedibili.

 

Perché l’acetone

Non essendo l’acetone una malattia, il fattore psicologico potrebbe essere una delle cause dello spostamento del metabolismo verso un maggior consumo di grassi.  Le emozioni intense possono rendere i bambini emotivamente instabili al pari di uno sforzo fisico intenso. Entrambe le situazioni richiedono un dispendi di energia supplementare. L’alimentazione non adeguata ad un bambino a esempio: troppi grassi e cioccolato possono scatenare vomito intenso dal classico odore acetonemico.

 

Il sintomo principe dell’acetone è il vomito

Il vomito è irrefrenabile oltre che frequente fino a portare il bambino ad una situazione di disidratazione estrema.  Talvolta, a seconda della intensità e della frequenza del vomito, la disidratazione si accompagna a cefalea e dolori addominali acuti quasi a simulare un attacco di appendicite. L’odore dell’alito è caratteristico, è simile all’acetone o all’aceto di mele ed è dovuto al composto chimico dell’acido acetilacetico e all’acido beta-ossi butirrico, metabolita terminale dei grassi. In genere la crisi acetonemica si risolve spontaneamente nel corso di 24 – 48 ore

 

La terapia dell’acetone

Premesso che la crisi di acetone passa spontaneamente ma proprio per l’effetto della disidratazione, il bambino potrebbe aver la necessità di ripristinare il valore degli elettroliti. La terapia quindi deve mirare al loro ripristino: la reidratazione prima di ogni altra cosa. La metodica della reidratazione deve essere lenta e costante: l’acqua deve essere offerta a cucchiaini. Una strategia è quella di preparare dei cubetti di ghiaccio a cui è stato aggiunto uncicchiato di zucchero, far succhiare uno di questi cubetti di ghiaccio è i rimedio prioritario. Preparati alcalinizzanti non vanno assolutamente e usati: Non vanno assolutamente somministrate sostanze alcalinizzanti, pH superiore a 7, possono infatti accentuare l’alcalosi da vomito. È bene però sottolineare che il vomito è solo un sintomo che può essere presente in diverse malattie, il vomito dovrà essere indagato dal medico per stabilire la natura dell’acetone.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

direttore scientifico guidagenitori.it

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