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Sangue dal naso, spontanea o traumatica: cosa fare

novembre 27, 2018 10:00 am

Epistassi, ovvero: perdita di sangue dal naso è un evento frequente nei bambini e quasi sempre non è preoccupante. Solo in alcuni casi ci si deve rivolgere al pediatra per approfondire

L’epistassi, o, come la chiamano tutti, la perdita di sangue dal naso è un evento che riguarda molti bambini. Può essere sufficiente uno sforzo fisico, una corsa o uno starnuto per provocare la perdita di sangue dal naso. Spesso dietro a questa manifestazione non c’è alcun problema e il flusso di sangue si arresta dopo qualche minuto. Ecco come ci si deve comportare se l’emorragia si presenta con una certa frequenza oppure, se subentra una reale difficoltà nel cercare di arrestarla.

 

Epistassi: trauma e capillari deboli

La causa che più spesso provoca la perdita di sangue dal naso è un microtrauma a carico dei vasi sanguigni del naso, già indeboliti. Esempi di microtraumi sono un colpo ricevuto nella zona del naso, uno starnuto improvviso, il soffiarsi il naso con una certa energia. Normalmente questi fatti non sono sufficienti a provocare l’emorragia: la perdita di sangue si manifesta infatti se al microtrauma si accompagna uno stato di indebolimento dei vasi sanguigni, provocata da vasodilatazione o infiammazione. La vasodilatazione, cioè l’aumento di volume del diametro dei vasi, si verifica spesso quando la temperatura esterna è molto elevata, fatto che si verifica per esempio durante l’estate. L’infiammazione, invece, colpisce i vasi sanguigni durante l’inverno e la primavera, la causa è il raffreddore. L’epistassi si manifesta soprattutto nei bambini piccoli: a causa dell’età la mucosa nasale è molto più fragile rispetto a quella degli adulti e quindi più sensibile ai microtraumi. Vanno soggetti a questo disturbo anche i piccoli che soffrono di rinite allergica e che in alcuni periodi dell’anno vengono colpite da forti raffreddori.

 

Come si affronta il problema dell’epistassi

L’emorragia può essere fermata comprimendo il lato del naso dal quale esce il sangue. Nella narice va poi inserito un piccolo batuffolo di cotone, se possibile inumidito con qualche goccia di acqua ossigenata o di un farmaco vasocostrittore. Il batuffolo va tenuto ben premuto sulla zona per almeno dieci minuti. E’ necessario far sedere la persona con la schiena eretta. Il capo deve essere ripiegato in avanti e possibilmente si dovrebbe appoggiare sulla fronte una borsa del ghiaccio o un panno bagnato con acqua fredda, per favorire l’arresto del flusso. E’ sbagliato piegare il capo all’indietro, il sangue scenderà in gola. Se con questo sistema il sangue non si arresta è opportuno andare dal medico per approfondire le cause dell’epistassi. Una visita specialistica è sempre consigliabile se il problema si presenta con una certa frequenza. Nel frattempo, per impedire che il disturbo si verifichi, è bene evitare gli ambienti surriscaldati e, se possibile, i microtraumi al naso che si possono subire durante lo sport o, nel caso dei bambini, giocando con gli amici. Le persone che vanno soggette a rinite allergica devono essere curate con farmaci spray nasale, utili per decongestionare la mucosa.

 

Epistassi: un possibile problema di coagulazione

I problemi di coagulazione fanno sì che, una volta avviata l’emorragia, il sangue non riesca a fermarsi per difetto nella coagulazione. Può essere un problema presente fin dalla nascita, oppure acquisito. I problemi congeniti sono da rapportarsi all’emofilia e la malattia di Willebrand. Sono caratterizzati dalla carenza nel sangue di una proteina, rispettivamente il Fattore VIII e il Fattore IX: questa carenza comporta difficoltà di coagulazione e quindi emorragie frequenti ed abbondanti, compaiono fin dall’infanzia non solo al naso, ma anche in altre parti del corpo. L’unica terapia possibile è la somministrazione, tramite trasfusione, della proteina che manca. I problemi acquisiti sono sempre legati alla diminuzione, nel circolo sanguigno, delle piastrine, le particelle che fanno sì che il sangue costruisca il coagulo necessario per fermare la perdita di sangue. I disturbi di coagulazione sono presenti fin dalla nascita e vengono diagnosticati già dai primi mesi di vita, quindi chi ne soffre sa a quale problema può andare incontro e quindi con il tempo impara a comportarsi nel casi di emergenza e a evitare le situazioni a rischio.

 

Lina Rossi

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