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Quando un bambino non cresce

Febbraio 18, 2010 12:34 pm

È molto importante distinguere tra condizione patologica e normale variante del processo di sviluppo. Due le situazioni più comuni: bassa statura familiare e ritardo costituzionale. Una statura viene definita “bassa” se la sua misura si trova al di sotto del 3° centile. In altri termini: un bambino viene considerato basso se tra 100 soggetti della…

Quando un bambino non cresce

È molto importante distinguere tra condizione patologica e normale variante del processo di sviluppo. Due le situazioni più comuni: bassa statura familiare e ritardo costituzionale.

Una statura viene definita “bassa” se la sua misura si trova al di sotto del 3° centile. In altri termini: un bambino viene considerato basso se tra 100 soggetti della sua stessa età è tra i 3 più bassi o addirittura al disotto del più basso dei cento bambini considerati. La maggior parte dei bambini con statura al 3° centile o poco al di sotto sono normali e appartengono a due condizioni, che possono essere considerate solo delle varianti normali del processo di crescita: la “bassa statura familiare” e il “ritardo costituzionale di crescita”.

La bassa statura familiare
Consideriamo prima la “bassa statura familiare”. Un bambino con “bassa statura familiare” ha di regola entrambi i genitori o per lo meno uno dei due con una statura ai limiti bassi della normalità, che per il maschio è di circa 162-165 cm e per la femmina tra 150 e 155 cm.
La sua curva di crescita è caratteristica. Il neonato nasce con peso e lunghezza normali (circa 3 Kg e mezzo e 50 cm): dal 3° mese la velocità di crescita di questo lattante diminuisce progressivamente così che verso la fine del primo anno di vita o durante il secondo la sua statura si trova ai limiti bassi della norma, cioè intorno al 3° centile. Dal 3° anno di vita la velocità di crescita di questi soggetti è uguale a quella dei bambini di statura superiore per cui la statura rimane costantemente intorno al 3 centile.
La maturazione ossea (che può essere valutata con la semplice Radiografia della mano e polso di sinistra) è normale,cioè corrisponde all’età cronologia e se ne discosta solo di poco (di circa 1 anno). Infine, questi bambini iniziano la pubertà in epoca normale (intorno agli 11 anni nelle femmine e 12 nei maschi),la progressione dei caratteri sessuali è regolare e i soggetti cessano di crescere intorno all’età di 18 anni i maschi e i 16 anni le femmine. La loro statura finale corrisponde alla statura media dei genitori (detta anche statura bersaglio): questa può essere calcolata come la media delle stature dei 2 genitori aggiungendo 13 cm se il soggetto è maschio e togliendo 13 cm se femmina. Naturalmente la statura finale del soggetto con “bassa statura familiare” non corrisponde esattamente a quella “bersaglio”, ma se ne può discostare solo di pochi centimetri.

Il ritardo costituzionale di crescita
I soggetti con “ritardo costituzionale di crescita” si comportano, per la quanto riguarda la crescita staturale, come i bambini con “bassa statura familiare”, ma la loro pubertà inizia più tardi: oltre 13 anni nelle femmine e 14 anni nei maschi.Una volta iniziata, la pubertà procede regolarmente e questi adolescenti raggiungono la statura finale più tardi ,intorno a 20 anni i maschi e a 18 le femmine. A differenza dei soggetti con “bassa statura familiare” essi hanno una età ossea ritardata, in genere di circa 2 anni o anche di più e spesso uno dei 2 genitori ha presentato una pubertà in ritardo (ad esempio la madre ha avuto il menarca (cioè la prima mestruazione) intorno ai 14- 15 anni.

I limiti delle terapie mediche
Poiché le condizioni di “bassa statura familiare” e di “ritardo costituzionale di crescita” sono solo delle “varianti normali del processo di crescita”, non esiste una terapia. D’altra parte, ciò è facilmente comprensibile in quanto i bambini con queste condizioni sono per definizione sani. I tentativi effettuati con la somministrazione di ormone della crescita hanno dimostrato complessivamente che durante il primo anno la velocità di crescita staturale aumenta (ad esempio, può essere di 2-3 cm superiore a quella dell’anno precedente ) ma la statura finale è identica a quella che il soggetto avrebbe raggiunto se non avesse effettuato la terapia o al massimo,secondo alcune esperienze peraltro non confermate da altre, superiore solo di pochi centimetri (meno di 5-6 cm).
La somministrazione di farmaci a base di aminoacidi o di sostanze che in teoria dovrebbero stimolare la secrezione di ormone della crescita non ha alcun effetto sulla crescita staturale. Nei maschi con “ritardo costituzionale di crescita” in cui l’assenza di pubertà può creare gravi problemi psicologici ,una volta superata l’età di 15 anni circa, si può somministrare per un breve periodo (3-4 mesi) un preparato a base di testosterone (o di derivati).Questo intervento, che in realtà serve solo ad anticipare la pubertà, non produce effetti negativi sulla statura finale e d’altra parte permette all’adolescente di superare un periodo difficile sul piano psicologico.
Con lo stesso intento nella femmina si può somministrare un preparato di estrogeni, sempre per un breve periodo (3-6 mesi) ma questa terapia è di regola non necessaria in quanto la adolescente femmina eccezionalmente presenta i problemi psicologici secondari alla tardiva comparsa dei caratteri sessuali.

 

Prof. Brunetto Boscherini

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