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Broncopolmoniti sotto controllo

Dicembre 18, 2009 12:59 pm

La diagnosi spaventa ma grazie agli antibiotici le conseguenze più gravi si registrano solo in casi rari. Quel che conta è che si arrivi ad individuare in tempi brevi la terapia giusta. Il termine broncopolmonite o polmonite, riferito al sospetto diagnostico di malattia in un bambino, è visto con grande paura da tutti i genitori.…

Broncopolmoniti sotto controllo

La diagnosi spaventa ma grazie agli antibiotici le conseguenze più gravi si registrano solo in casi rari. Quel che conta è che si arrivi ad individuare in tempi brevi la terapia giusta.

Il termine broncopolmonite o polmonite, riferito al sospetto diagnostico di malattia in un bambino, è visto con grande paura da tutti i genitori. In realtà oggi la grande maggioranza di queste malattie non crea particolari difficoltà di diagnosi e di terapia, tanto che moltissime forme non vengono nemmeno ricoverate in ospedale.

I timori appartengono al passato
Perché allora si teme una polmonite o, in altre parole come si giustifica questa apparente stranezza per cui una malattia semplice incute così tanto timore?
Le infezioni delle basse vie aeree, che hanno nelle broncopolmoniti e nelle polmoniti le forme che interessano le porzioni estreme dell’albero respiratorio, hanno rappresentato per molti anni una delle principali cause di morte dei soggetti di ogni età, compresa quella pediatrica.
L’introduzione degli antibiotici, il miglioramento delle possibilità assistenziali a domicilio ed in ospedale, anche con l’uso dei respiratori automatici, l’elevarsi delle condizioni igienico sanitarie della popolazione sono tutti fattori che hanno migliorato la prognosi di ogni forma di broncopolmonite e polmonite. Ciò ha comportato una rilevante riduzione della mortalità che oggi è estremamente contenuta e, di fatto, limitata ad alcuni dei casi che colpiscono i prematuri, i bambini cardiopatici, quelli con preesistente patologia polmonare e quelli con gravi sindromi da immunodeficienza congenita o acquisita.

I sintomi, la diagnosi e la cura
Il bambino con broncopolmonite o polmonite (la distinzione tra le due forme è più teorica) si presenta in genere come un soggetto con febbre, tosse e con un respiro più frequente e più difficoltoso del solito. Proprio la frequenza del respiro permette di distinguere con facilità, sul piano puramente clinico, le broncopolmoniti dalle semplici bronchiti e dalle tracheiti. Si dice che una frequenza respiratoria superiore a 50 battiti al minuto nel lattante dia la pressoché assoluta certezza dell’esistenza di una polmonite.
La visita medica e la radiografia del torace confermano la diagnosi e forniscono elementi per decidere se è indicato o meno il ricovero in ospedale. L’atteggiamento dei pediatri più attenti è quello di limitare il ricovero ai casi nei quali siano già presenti complicanze locali (pleurite) o generali (sepsi), a quelli che sono a rischio di un’evoluzione negativa.
La scelta di una sistematica terapia antibiotica in tutti i casi di broncopolmonite sembra urtare contro quanto si sa sull’origine di queste malattie del bambino. Naturalmente la scelta dell’antibiotico deve essere quanto più possibile corretta ed adatta al tipo di germe responsabile.

 

Prof. Nicola Principi

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