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Cosa fare quando sale la febbre

Novembre 27, 2009 12:18 pm

L’aumento della temperatura è una reazione del corpo alle aggressioni esterne. Come valutarne la gravità? Come farla scendere? Quando è necessario chiamare il pediatra? La febbre è una reazione sana del corpo alle aggressioni esterne. La temperatura corporea è normalmente tra 36 ° ed i 37° gradi centigradi sia nel bambino che nell’adulto sano. E’…

Cosa fare quando sale la febbre

L’aumento della temperatura è una reazione del corpo alle aggressioni esterne. Come valutarne la gravità? Come farla scendere? Quando è necessario chiamare il pediatra?

La febbre è una reazione sana del corpo alle aggressioni esterne. La temperatura corporea è normalmente tra 36 ° ed i 37° gradi centigradi sia nel bambino che nell’adulto sano. E’ presente una variabilità durante la giornata, al mattino è più vicina a 36° ed alla sera più vicina a 37° gradi. La rilevazione della temperatura misurata nella mucosa del sederino é mediamente di 0,5 ° centigradi più alta di quella misurata contemporaneamente a livello cutaneo. Per esempio un bambino che abbia 36,7° sotto l’ascella misurerà allo stesso momento 37,2° al sederino. La temperatura corporea viene chiamata febbre quando supera i 37° a livello cutaneo e quindi 37,5 ° al sederino.

Le cause della febbre
L’organismo umano è dotato di un meccanismo autoregolatore con il compito di tenere la temperatura entro limiti ottimali, per far svolgere al corpo correttamente le proprie funzioni. Esistono infatti recettori specifici che inviano al cervello le informazioni relative alla temperatura corporea. L’ipotalamo, area all’interno del cervello, deputato alla regolazione del sistema neurovegetativo mette in moto sistemi di riscaldamento o di raffreddamento tramite la sudorazione, la vasodilatazione, la vasocostrizione e il brivido per riportare la temperatura corporea ad un livello ottimale. Nella maggior parte dei casi la febbre non deve preoccupare i genitori, perché essa costituisce la risposta dell’organismo a un’infezione virale o batterica. La temperatura febbrile è infatti una normale ed utile difesa dell’organismo contro i germi, una temperatura più alta (38-40°) ha un effetto sterilizzante sui germi, impedendone la crescita e la moltiplicazione. Inoltre lo stato febbrile aumenta la produzione di leucociti (globuli bianchi) i quali combattono le infezioni. La presenza di febbre quindi, è un segno che il meccanismo corporeo di autodifesa sta lavorando a pieno ritmo.

Le condizioni del bambino
I bambini sviluppano temperature più elevate rispetto agli adulti, e questo rialzo è necessario per la difesa contro gli agenti patogeni. Inoltre nei più piccoli, anche fattori banali come la normale attività fisica, lo stress emotivo, l’abbigliamento, la temperatura ambientale possono provocare un modico rialzo della temperatura. Fattori più seri possono essere: la disidratazione, l’eccessiva attività fisica, le punture d’insetti, le reazioni allergiche e tossiche, le infezioni virali o batteriche.
Per valutare le condizioni del bambino la cosa più importante da fare non è la misurazione della temperatura ma osservare il suo aspetto e il suo comportamento. Un bambino con la febbre può essere pallido o arrossato, essere caldo al tatto e avere la pelle secca o sudata. Può essere inappetente, lamentare dolore o non riuscire a dormire. Ogni bambino si ammala a suo modo: ci sono bambini che girano allegramente per tutta la casa anche con la febbre alta, e bambini che appaiono depressi e bisognosi di riposo. Non è necessario obbligare un bambino con la febbre alta a letto, anche se un fisico riposato combatte meglio la febbre e limita le complicazioni. Le condizioni generali di vostro figlio sono il metro per valutare la gravità della situazione.

Cosa fare per tenere sotto controllo la febbre

  • La febbre aumenta la velocità metabolica di tutto l’organismo: quando il suo metabolismo è accelerato, il bambino perde facilmente liquidi e peso corporeo. Abbassare la febbre fa sentire meglio il bambino e previene eventuali complicanze, prima tra tutte la disidratazione.
    Per prevenire la disidratazione è essenziale fornire al bambino generose quantità di liquidi: proponetegli ghiaccioli a base di succhi di frutta, acqua minerale, zuppe e succhi di frutta diluiti.
    Bisogna provvedere ad una nutrizione ad alto contenuto vitaminico e proteico.
  • Non obbligate il bambino a mangiare se non ha fame. Entro pochi giorni ricomincerà a mangiare normalmente.
  • Non copritelo troppo né surriscaldate la sua cameretta, ma provvedete ad arieggiarla regolarmente e brevemente, la temperatura ideale è 20°.
  • Un bambino malato ha bisogno di sentirsi protetto: vuole bere dal biberon, vuole stare in braccio, è più sensibile e suscettibile. Non spazientitevi e non abbiate timore di viziarlo: sentirsi circondato da cure amorevoli è un’ottima medicina. Appena starà bene, tutto rientrerà nella norma.

Quando chiamare il medico

  • Sempre e subito se il bambino ha meno di sei mesi, è bene sapere che nel neonato il controllo della temperatura corporea non è ancora ben sviluppato, quindi è consigliabile valutare la situazione obbiettiva nel suo insieme senza fermarsi alla sola rilevazione della temperatura.
  • Se il bambino ha una temperatura superiore a 39°C e non si risolve con le normali misure di controllo della febbre entro quattro ore.
  • Se la cura prescritta dal pediatra non fa diminuire la febbre nell’arco di due o tre giorni.
  • Tutte le volte in cui vi sembra di notare qualcosa di anormale nel comportamento di vostro figlio.

L’intervento farmacologico
Quando il rialzo termico è lieve, non è necessario alcun intervento farmacologico. I farmaci antipiretici (antifebbrili) più comunemente utilizzati in età pediatrica sono il paracetamolo, l’aspirina, la novalgina e alcuni antinfiammatori non steroidei. Va sottolineato che questi servono solo a bloccare il sintomo del rialzo termico e che comunque si ripresenterà quando, dopo quattro-sei ore tali farmaci saranno stati eliminati dall’organismo. E’ quindi evidente che al farmaco contro la febbre andrà associato, secondo il parere del medico curante, un farmaco che curi la causa della febbre (es. infezione delle alte vie respiratorie o una malattia esantematica : varicella, morbillo, ecc.). Le malattie infettive dell’infanzia sono prevalentemente virali o batteriche. Sotto i quattro anni di età prevalgono le forme virali. In caso di origine batterica è utile associare ai farmaci antifebbrili un farmaco antibiotico, che invece non ha alcuna azione nelle malattie infettive di origine virale. Inoltre per ridurre la temperatura si possono eseguire spugnature tiepide o bagni a temperature moderate e l’uso di lenzuola raffreddate.

 

Dott. Giovanni Benedetti Valentini

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