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H1N1: cosa dobbiamo sapere

Novembre 2, 2009 12:43 pm

Cresce la preoccupazione dopo la morte di una bambina campana, ma la paura e l’allarme peggiorano le cose. Servono ora informazioni corrette: facciamo il punto insieme. Mentre le scuole di ogni ordine e grado sono decimate dall’influenza e molte famiglie sono alle prese con la febbre dei propri figli ecco che piomba nelle case italiane…

H1N1: cosa dobbiamo sapere

Cresce la preoccupazione dopo la morte di una bambina campana, ma la paura e l’allarme peggiorano le cose. Servono ora informazioni corrette: facciamo il punto insieme.

Mentre le scuole di ogni ordine e grado sono decimate dall’influenza e molte famiglie sono alle prese con la febbre dei propri figli ecco che piomba nelle case italiane la drammatica notizia della morte di una bambina campana di 12 anni colpita dal virus H1N1, la cosiddetta influenza A o influenza suina. L’ansia è inevitabile, ma la paura e l’allarme, con conseguente affollamento di studi medici e Pronto soccorso, possono persino peggiorare la situazione favorendo la diffusione del virus. Quel che serve ora, sottolineano le associazioni dei pediatri, sono informazioni corrette e azioni di prevenzione mirate. È importante, ad esempio, ricordare subito che non tutti i bambini che in questo momento sono al letto con la febbre sono, per fortuna, bambini colpiti dall’influenza H1N1: nella maggior parte dei casi si tratta di una normale forma influenza o, persino, parainfluenzale. Per quel che riguarda poi la prevenzione ci sono due strade maestre: da una parte il rispetto di alcune semplici regole quotidiane che ognuno di noi può mettere in atto, dall’altra l’avvio della campagna di vaccinazioni che le Regioni, che nei giorni scorsi hanno ricevuto le prime dosi, sono ora in grado di avviare nel rispetto delle direttive emanate dal ministero della Salute. Vediamo allora di capire insieme cosa dobbiamo sapere di questa influenza H1N1 e come dobbiamo comportarci per proteggere i nostri bambini e prevenire eventuali rischi.

I sintomi
L’influenza H1N1 è un’infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi simili a quelli classici dell’influenza stagionale e di altre virosi respiratorie. Ecco come si manifesta:

  • Insorgenza dei primi sintomi generalmente brusca e improvvisa;
  • Febbre che può essere più o meno elevata, superiore ai 38° C che dura 3-4 giorni.
    Tosse;
  • Dolori al petto durante la respirazione e la tosse;
  • Mal di gola;
  • Dolori muscolari e articolari;
  • Mal di testa talora forte;
  • Brividi, debolezza e malessere generale;
  • Diarrea e vomito (talvolta).

Questo tipo d’influenza si trasmette attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, per via diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata) ma anche per via indiretta (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici come rubinetti, maniglie, telefoni, piani di lavoro, corrimani che sono poi toccati da altre persone). I virus H1N1 possono rimanere infettanti per alcune ore nell’ambiente esterno, prima di essere inattivati dall’essiccamento e dall’azione degli agenti atmosferici. Si può facilmente comprendere il perché l’influenza A si diffonda più facilmente nelle collettività frequentate da ragazzi e giovani che sembrano essere più suscettibili di contrarre l’infezione, quali ad esempio le scuole, piuttosto che fra le persone adulte.

La prevenzione
Il rimedio più efficacie per proteggersi contro il virus è la prevenzione attraverso le misure igieniche finalizzate a contenere la diffusione dei virus responsabili dell’influenza A:

  • Coprire con un fazzoletto, possibilmente di carta, naso e bocca quando si starnutisce e gettarlo nella spazzatura dopo averlo usato;
  • Lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 15 secondi specialmente dopo avere tossito o starnutito e dopo aver frequentato luoghi pubblici, sono utili ed efficaci anche detergenti per le mani a base di alcol;
  • Cercare di evitare contatti con persone malate;
  • Se si contrae la malattia o ai primi sintomi, consultare telefonicamente il proprio pediatra e rimanere a casa per almeno 7 giorni dall’inizio dei sintomi e almeno 24 ore dopo la guarigione e limitare i contatti con altre persone per evitare di infettarle;
  • Evitare di toccare occhi, naso e bocca con mani non lavate perché i germi si diffondono proprio in questo modo;
  • Indossare una mascherina chirurgica se si hanno i sintomi dell’influenza e se si devono condividere spazi comuni con altre persone; le mascherine bloccano le goccioline di saliva emesse con tosse, starnuto o parlando, evitando così la contaminazione dell’ambiente.

La vaccinazione
Il vaccino per l’influenza A è arrivato alle Regioni nei giorni scorsi, l’organismo competente per la distribuzione e somministrazione. Le direttive ministeriali indicano, come soggetti da sottoporre a vaccinazione in modo prioritario i soggetti con età compresa tra i 6 mesi e i 17 anni, portatori di patologie croniche, come ad esempio i diabetici, gli asmatici, i cardiopatici e il personale sanitario. Immediatamente dopo i ragazzi con gravi patologie sono da considerare priorità, le donne in gravidanza tra il secondo e il terzo trimestre. La vaccinazione può essere eseguita presso i centri di cura specifici per le malattie croniche presso i quali i pazienti sono seguiti, nei centri di vaccinazione delle Aziende Sanitarie Locali e presso i pediatri. A oggi sono poche le Regioni che si sono dotate di un servizio di raccordo tra i centri di cura e i pediatri di base, ma è auspicabile che la vaccinazione sia praticata il prima possibile per evitare la diffusione dell’influenza A.

Raccomandazioni
Sia la Società Italiana di Pediatria (SIP) che la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) invitano i genitori a non affollare i Pronto Soccorso o gli studi dei pediatri per casi non realmente critici che possono essere gestiti differentemente consultando preventivamente il proprio pediatra di famiglia che saprà consigliare al meglio i genitori. Anche perché i Pronto Soccorso e gli studi medici sono luoghi in cui può avvenire più facilmente la trasmissione della malattia.

 

Dott. Antonio Palma
Pediatra di Famiglia Segretario Regionale FIMP Lazio e Consigliere Nazionale SIP

 

Ha collaborato:
dott.ssa Rosalba Trabalzini

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