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I rischi dell’intolleranza al fruttosio

Settembre 10, 2009 12:42 pm

Di natura ereditaria, si presenta quando il bambino inizia ad assumere il latte artificiale o all’inizio dello svezzamento. Va contrastata abolendo dalla dieta frutta e verdura. Il fruttosio è lo zucchero contenuto nella frutta, nelle verdure, nel miele e nel saccarosio. Viene inoltre usato per la preparazione di dolci, del latte artificiale, di numerosi alimenti…

I rischi dell’intolleranza al fruttosio

Di natura ereditaria, si presenta quando il bambino inizia ad assumere il latte artificiale o all’inizio dello svezzamento. Va contrastata abolendo dalla dieta frutta e verdura.

Il fruttosio è lo zucchero contenuto nella frutta, nelle verdure, nel miele e nel saccarosio. Viene inoltre usato per la preparazione di dolci, del latte artificiale, di numerosi alimenti per bambini e per dolcificare bevande.

La causa
L’intolleranza al fruttosio sostanza è causata dalla carenza o assenza totale, nel fegato, intestino tenue e rene, di un enzima, la Fruttosio 1 – fosfatoaldolasi B, indispensabile per il catabolismo, cioè la demolizione della molecola del fruttosio 1 – fosfato, con formazione di altre sostanze, utilizzate per varie vie metaboliche. In assenza di tale enzima il fruttosio, non degradato, si accumula nelle cellule del fegato, dei tubuli renali, dell’intestino tenue, causando danni istologici e alterazioni di numerosi parametri ematici ed urinari. La malattia è trasmessa ereditariamente da genitori entrambi portatori sani del difetto genetico e si manifesta solo nei figli che abbiano ricevuto questa disfunzione sia dal padre che dalla madre (omozigoti). Le probabilità per una coppia di portatori sani di avere un figlio malato è del 25% (un figlio su quattro). In effetti, l’intolleranza ereditaria al fruttosio è abbastanza rara: colpisce un neonato su circa 30mila.

I sintomi
La precocità e la gravità dei sintomi sono in stretto rapporto con l’età nella quale è iniziata l’introduzione del fruttosio e la quantità assunta. Mentre il lattante viene ancora alimentato al seno si presenta perfettamente sano e asintomatico, poiché lo zucchero presente nel latte è il lattosio che non contiene fruttosio; i disturbi iniziano con lo svezzamento e l’arrivo di frutta, verdure, miele. I sintomi si manifestano più precocemente se il bambino è alimentato con latte artificiale, che contiene generalmente saccarosio in quantità piuttosto elevate e, in alcuni casi, anche fruttosio. Il bambino allattato artificialmente arriva ad assumere quotidianamente 3-6 gr. per chilo di peso di saccarosio. I sintomi sono quindi di tipo acuto: vomito, diarrea, pallore, crisi di ipoglicemia con sudorazione, convulsioni, sino allo stato shock, talora con conseguenze letali. Se la diagnosi non è fatta in tempo, perdurando la somministrazione di fruttosio, il bambino manifesterà inappetenza ostinata, arresto di crescita, segni e sintomi di compromissione del fegato, del rene e dell’apparato gastroenterico. La lesione epatica consiste nell’aumento del tessuto connettivo (fibrosi) e nella degenerazione grassa (statosi). Nelle forme gravi, non tempestivamente curate, può evolvere verso la cirrosi, non più reversibile.

La prognosi
L’esito della malattia dipende dalla precocità della diagnosi e dal trattamento. Infatti, una volta eliminato il fruttosio dalla dieta, si assiste a una rapida regressione dei sintomi clinici, ad una ripresa della crescita e si ottiene uno sviluppo fisico e mentale perfettamente normale. Anche le lesioni istologiche del fegato (fibrosi e statosi) e del rene regrediscono ma, nella maggioranza dei casi, questo processo si prolunga per molti mesi e, talora, per anni. Nel bambino piccolo, soprattutto, un ingrossamento del fegato ed un aumento delle transaminasi possono persistere invariati per lungo tempo.
Nei casi trattati correttamente la diagnosi migliora progressivamente nel tempo anche perché nel bambino più grande e nell’adulto si sviluppa una naturale avversione a tutti i cibi contenenti fruttosio che viene così, spontaneamente, escluso dalla dieta.

Il trattamento
La prima precauzione consiste, ovviamente, nell’eliminare tutto quanto contiene fruttosio: frutta, verdura, miele e saccarosio. Occorre leggere attentamente sulle etichette dei cibi preconfezionati e anche delle medicine tutti i componenti, in particolare i dolcificanti usati. Lo scarso apporto di vitamine dovrà essere sostituito con integratori e fibre. È consigliabile che il soggetto porti con sé una piastrina o un documento sul quale risulti la sua intolleranza, per evitare, ad esempio nel caso di interventi chirurgici o di pronto soccorso, l’uso di infusioni endovenose con soluzioni contenenti fruttosio, che potrebbe avere conseguenze letali.

 

Prof.ssa Giuseppina Antognoni

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