prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Il microbioma o GUT intestinale è il regista dell’obesità

aprile 25, 2018 10:00 am

Scoperti i batteri coinvolti nell’assorbimento dei grassi: è la loro presenza intestinale a stimolare l’aumento di peso indipendentemente dalla dieta e dall’attività fisica di un ragazzo

Non solo dieta sbagliata e sedentarietà: sembra che anche una flora batterica poco equilibrata possa predisporre i bambini ai chili di troppo e rendere difficili i tentativi di perdere peso. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Chicago che hanno pubblicato il loro lavoro su Cell Host and Microbe. Lo studio è uno dei primi a dimostrare che specifici batteri dell’intestino tenue regolano direttamente sia la digestione sia l’assorbimento dei lipidi.

 

Più grassi per colpa dei batteri

Lo studio è stato condotto sui topi, divisi in due gruppi: uno, di cavie sane e l’altro di cavie altrettanto sane ma con al loro interno batteri comuni privi infettività, ovvero che non causavano malattie. Tutte le cavie sono state sottoposte a una dieta ricca di grassi. I ricercatori hanno potuto notare come a ingrassare siano state le cavie  con il GUT sbilanciato verso una famiglia specifica di batteri. La dieta aveva contribuito a far aumentare rapidamente alcune famiglie di batteri nell’intestino tenue, compresi quelli delle famiglie Clostridiaceae e Peptostreptococcaceae. È stato così scoperto che un gruppo di batteri della famiglia delle Clostridiaceae aveva un impatto specifico sull’assorbimento dei grassi. L’abbondanza di altre famiglie batteriche è invece diminuita con una dieta ricca di grassi, tra cui quelli delle Bifidobacteriacaea e Bacteriodacaea,  batteri comunemente associati alla magrezza. Già altri studi in passato avevano messo in relazione obesità e assunzione di probiotici. E’ stato notato che alcuni soggetti con problemi di obesità e di steatosi epatica, meglio conosciuta come fegato grasso, andavano incontro a un miglioramento dopo una cura con probiotici. L‘assunzione di probiotici specifici ha causato un netto miglioramento degli indici di funzionalità epatica. Una correlazione potrebbe anche esistere tra tipologia di colonizzazione intestinale e sviluppo di obesità. Quindi, lo studio della flora batterica intestinale, ovvero del microbiota  o GUT, potrebbe anche essere coinvolta nell’approccio all’obesità e al sovrappeso.

 

Più probiotici nella dieta

Gli esperti ritengono che l’utilizzo di pre o probiotici e persino di post-biotici, composti derivanti da metaboliti di origine batterica, siano utili all’assorbimento di sostanze nutritive per le persone con disturbi di malassorbimento, come la malattia di Crohn o si potranno testare nuovi modi per ridurre l’obesità. Nell’attesa di avere nuove conferme, è senz’altro possibile includere nella dieta dei bambini i probiotici.  Questi nutrienti non sono semplici fermenti lattici, ma organismi come il Lactobacillus rhamnosus, il Lactobacillus reuteri e Saccharomyces boulardii. Sono tutti nutrienti speciali in grado di raggiungere l’intestino superando indenni la barriera acida dello stomaco. Per poterne fare scorta non è sufficiente mangiare uno yogurt o una bevanda a base di latte fermentato, anche se fanno sicuramente molto bene!  Questi composti si trovano in speciali prodotti e in integratori, per sapere quali vanno bene e quando proporli ai bambini si può chiedere consiglio al pediatra. Per mantenersi in forma ovviamente è sempre essenziale fare del moto e nutrirsi bene, riducendo i grassi saturi e gli zuccheri semplici.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI