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Come difendersi dalle allergie partorite dalla primavera

Aprile 19, 2018 10:00 am

Antistaminici sempre a portata di mano, filtri in auto, sport all’aria aperta nelle ore più fresche e altro ancora: ecco le regole dei pediatri per affrontare le allergie figlie della primavera

In Italia circa un terzo dei bambini sotto i quattordici anni soffre di allergie. Il 10% ha l’asma bronchiale che nell’80% dei casi è associata e scatenata da allergie, il 18-20% ha la rinite allergica, il 10% la dermatite atopica. L’aumento della prevalenza delle allergie è un fenomeno complesso che ha varie cause tra cui gli stili di vita, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. In questo periodo dell’anno è l’allergia ai pollini il più importante fattore attivatore dei sintomi allergici nei bambini e nei ragazzi.

 

Come avviene una reazione allergica

La reazione allergica è la risposta esagerata dell’organismo a sostanze che sono tollerate dalla maggior parte delle persone. Queste sostanze vengono chiamate – allergeni – appunto perché sono in grado di provocare la reazione ostile. Quando queste sostanze penetrano nell’organismo, nel caso delle allergie di primavera solitamente sono inalate o entrano in contatto con pelle e mucose, provocano una risposta esagerata, con la produzione di un’elevata quantità di anticorpi detti Immunoglobuline E o – IgE.  Questi composti si legano a precise cellule, i mastociti, presenti in tutto il corpo. Una volta che entrano in contatto con quell’allergene, i mastociti vengono attivati, liberando varie sostanze che si propagano nei tessuti, dando origine al processo infiammatorio e quindi ai sintomi. Ad esempio, nel caso particolare delle manifestazioni respiratorie, si verifica aumento delle secrezioni nasali, difficoltà di respirazione, starnuti e tosse proprio a causa dell’infiammazione che segue alla liberazione di queste sostanze.

 

Quando uscire e fare sport

Per aiutare i piccoli allergici e le loro famiglie ad affrontare questo momento difficile dell’anno, senza tuttavia perdere il piacere di godersi la primavera, la Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica – Siaip – ha stilato un elenco di semplici regole da seguire nel periodo di picco delle allergie. Partiamo dal viaggio in auto: in primavera, quando fiorisce la maggior parte delle piante arboree e erbacee e si raggiungono elevate concentrazioni di polline in aria è meglio evitare di aprire i finestrini, evitando così l’ingresso tumultuoso di polline nell’abitacolo. E’ buona norma pulire periodicamente l’interno delle auto e non fumare, nemmeno sigarette elettroniche, specialmente se ci sono bambini. Altra regola riguarda le attività all’aperto: secondo gli esperti è bene limitare le attività sportive all’aria aperta, infatti maggiore è la quantità di aria inalata, maggiore è la quantità di allergeni che può penetrare nelle vie aeree. E’ invece sempre consigliato di evitare tassativamente di camminare vicino ai prati appena falciati, perché il taglio delle graminacee con lo scuotimento delle spighe libera una grande quantità di polline e una parte si deposita al suolo.

 

In vacanza e a casa

In caso di allergia alle graminacee, se si deve scegliere un luogo per qualche giorno di vacanza è preferibile andare al mare per passeggiate lungo gli arenili. Il vento dominante viene dal mare ed è privo di polline. Oppure si può scegliere la montagna a quote superiori ai mille metri poiché normalmente c’è un ritardo delle fioriture rispetto alle città di due-tre settimane e anche più. Sempre al di sopra dei 1100-1300 metri può andare chi è allergico alla parietaria: infatti sopra questa quota la parietaria non vive. In casa l’aria va cambiata regolarmente: le finestre vanno aperte al mattino presto o in tarda serata per ridurre la quantità di polline che può entrare nelle abitazioni depositandosi sulle superfici. È molto utile coprire il cuscino con un copriletto quando si aprono le finestre, senza lasciare all’aperto lenzuola o federe nelle ore centrali della giornata. Gli esperti raccomandano di seguire queste semplici regole in modo particolare quest’anno, dopo una stagione influenzale impegnativa. Le infezioni respiratorie potrebbero aver lasciato una condizione di iper reattività bronchiale che facilita e acuisce la comparsa di sintomi anche importanti al momento della esposizione ai pollini.

 

Sahalima Giovannini

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