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Quando il pediatra è in ferie

Agosto 7, 2009 11:09 am

Una guida per affrontare i piccoli malanni di stagione che possono rovinare una vacanza. Consigli utili tutto l’anno, ma essenziali nel periodo estivo, quando trovare il proprio medico è più difficile. Ecco le ferie! Dopo un anno di lavoro, di freddo e di stress, finalmente ecco il sole, il riposo e le agognate vacanze. Tutto…

Quando il pediatra è in ferie

Una guida per affrontare i piccoli malanni di stagione che possono rovinare una vacanza. Consigli utili tutto l’anno, ma essenziali nel periodo estivo, quando trovare il proprio medico è più difficile.

Ecco le ferie! Dopo un anno di lavoro, di freddo e di stress, finalmente ecco il sole, il riposo e le agognate vacanze. Tutto è ormai pronto e deciso: la macchina è stata controllata, l’albergo a misura di famiglia è prenotato, le valigie sono state preparate. Non resta che partire e godersi il meritato riposo! Ma, proprio non ci voleva, nel bel mezzo della vacanza, il bambino improvvisamente si ammala… Probabilmente sarete lontani da casa e inoltre in questo periodo potrà capitare con più facilità che il vostro pediatra non sia raggiungibile: anche a loro d’altra parte spetta il meritato riposo! Cosa fare allora se proprio in quei giorni di vacanza il vostro piccolo non sta bene? Ecco allora alcuni piccoli consigli per affrontare subito i più comuni malanni dei bambini, in attesa che il pediatra sia di nuovo rintracciabile.

La febbre
In caso di febbre, bisogna tenerla sotto controllo almeno per i primi tre giorni, senza però agitarsi troppo se nelle prime 24 ore la febbre ancora non scende, o oscilla tra i 38 e i 39 gradi, perché bisogna lasciargli fare il suo corso. L’unico farmaco utile da somministrare al bambino è l’antipiretico. E’ consigliato dargli da bere frequentemente per reintegrare i liquidi perduti con il sudore, ed evitare nella dieta dolci, fritti e grassi. Quando, nonostante il medicinale, la febbre resta sui 38 gradi o li supera addirittura, soprattutto se il bambino è sotto l’anno d’età, si deve chiamare il medico e nel frattempo applicare sulla fronte, sulle braccia e sulle gambe del bambino spugnature di acqua fredda, per scongiurare il rischio di convulsioni.

La tosse
Se il bambino ha la tosse, non pensate per prima cosa “Aiuto ha la bronchite!”, somministrandogli subito medicinali. Scegliere tra uno sciroppo sedativo (per la tosse) o mucolitico (per il catarro) è compito esclusivo del pediatra. Solo se c’è febbre si può dare al bimbo un antipiretico. Si può invece tenere la stanza del bambino ben umidificata per ammorbidire ed idratare le vie respiratorie e attenuare lo stimolo della tosse. Oppure utilizzare le soluzioni fisiologiche o l’apposita pompetta per liberargli il naso e tenerlo pulito, impedendo così che il muco ristagni e passi nell’orecchio. Nel caso in cui invece la tosse è secca, stizzosa, accompagnata da una febbre molto alta che non diminuisce neanche con i farmaci, bisogna rivolgersi al medico.

Il mal di pancia
Una comune infezione virale localizzata all’intestino, è il classico “mal di pancia”, accompagnato da scariche e a volte da vomito. Anche in questo caso niente farmaci: i virus vengono naturalmente vinti dalle difese immunitarie dell’organismo e si deve solo aspettare che eliminino le loro tossine. Un aiuto in caso di diarrea è la dieta astringente: riso, carote, tè leggero al limone, evitando latte e latticini. Se invece c’è stitichezza, può essere utile un piccolo clistere. Ma soprattutto è importante che il bambino beva spesso liquidi zuccherati, sia per evitare che si disidrati, sia per combattere il vomito e le crisi di acetone. Se non è ancora svezzato per un giorno il latte può essere sostituito con acqua zuccherata e qualche goccia di limone. Se invece è già svezzato va bene il brodo di carote e riso e tè leggero. Se il bambino non ha fame è normale e salutare con un disturbo di questo tipo: è un’arma di difesa messa a punto dall’organismo per eliminare i germi. Il solo mal di pancia che deve preoccupare è quello acuto, prolungato, accompagnato da febbre alta, vomito e stitichezza, perché indica un’appendicite.

Le macchie
Se compaiono delle macchie sulla pelle del bambino, potrebbe trattarsi di un’allergia, un’intolleranza alimentare o un’orticaria, soprattutto se c’è prurito intenso. La malattia infettiva quasi sempre è accompagnata da febbre. Occorre fare un esame delle cause che possono aver scatenato questo episodio (cibi insoliti, bagnoschiuma nuovo, maglione di lana, detersivo per panni troppo aggressivo, ecc.) e non allarmarsi subito: se nell’arco di 24-48 ore il disturbo passa e non compare la febbre possiamo stare tranquilli. Il medico va chiamato con urgenza se le macchioline sono accompagnate da febbre, perché si tratta di una malattia esantematica. E’ importante diagnosticarla e curarla sotto controllo medico, soprattutto nei piccolissimi, perché per alcune occorre somministrare l’antibiotico.

 

Marina Giulia Bordoni

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