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Attenti alle infezioni intestinali

Luglio 8, 2009 12:31 pm

Il caldo favorisce lo sviluppo dei germi nei cibi e nell’acqua, aumentando tra i bambini i casi di diarrea; le precauzioni prendere, quando è necessario preoccuparsi e come intervenire. D’estate il caldo favorisce la crescita di germi nei cibi e nell’acqua, pertanto i bambini presentano più facilmente diarrea acuta che, per definizione, consiste nell’emissione di…

Attenti alle infezioni intestinali

Il caldo favorisce lo sviluppo dei germi nei cibi e nell’acqua, aumentando tra i bambini i casi di diarrea; le precauzioni prendere, quando è necessario preoccuparsi e come intervenire.

D’estate il caldo favorisce la crescita di germi nei cibi e nell’acqua, pertanto i bambini presentano più facilmente diarrea acuta che, per definizione, consiste nell’emissione di feci liquide, almeno 3-4 volte al giorno per meno di 2 settimane. Se il sintomo dura di più si parla di diarrea cronica.
La diarrea, in genere, è il segno di una infezione intestinale (enterite o entero-colite) che si assume per via orale attraverso cibi o mani sporche, si può accompagnare a febbre e vomito (gastro-enterite) ed, in genere, guarisce spontaneamente, senza conseguenze stabili. Il rischio principale di questa condizione è la disidratazione, che, considerando il fatto che il lattante è composto per il 70% da acqua, può rappresentare un pericolo grave.

Quando preoccuparsi?
Il primo dato da conoscere in caso di diarrea è la perdita di peso del bambino: dato fondamentale per stabilire la gravità della situazione.
Se la perdita di peso è minore del 5% è sufficiente reidratare per bocca il bambino con acqua e soluzioni saline in commercio che, però, devono rispettare due requisiti fondamentali: un contenuto di sodio pari a 60 mEq/l e di glucosio pari a 74-110 mmol/l.
Se la perdita di peso è tra il 5 ed il 10 per cento e il bambino vomita, essendo impossibile reidratarlo per bocca, va prese in considerazione l’ipotesi di un ricovero per eseguire dele fleboclisi reidratanti.
Altri motivi che consigliano il ricovero sono la compromissione dello stato di coscienza, il collasso, l’età neonatale, la presenza di muco e sangue nelle feci al disotto dei 6 mesi di vita, la diarrea emorragica, la presenza di una immunodeficienza e l’incapacità della famiglia di gestire la situazione.

Vanno fatte analisi?
In genere non sono necessarie indagini di laboratorio, ma se la diarrea si prolunga oltre i 7 giorni o si ripresenta a breve termine o presenta anche sangue, ebbene, è utile eseguire un esame microbiologico delle feci alla ricerca di Rotavirus, Salmonella, Shigella e Campylobacter, che sono germi che possono richiedere una terapia antibiotica mirata.

Come si cura la diarrea?
Giova ripetere che la reidratazione è la cura principale e sconsigliamo l’uso di cola, succhi di frutta o soluzioni per atleti perché sono troppo concentrate, specie in zuccheri e povere di sodio. Analogamente non è giustificato l’uso di bevande fatte in casa con zucchero, sale e succo d’arancia. Se il bimbo vomita la soluzione va somministrata a cucchiaini distanziati di 1-2 minuti e se non ne gradisce il sapore si può aggiungere saccarina (mezza compressa in 500cc).
Non vanno somministrati farmaci contro il vomito.
L’alimentazione richiede una brevissima sospensione, (4-5) ore per consentire di bere, ma poi può essere ripresa, evitando cibi molto grassi o ricchi di zuccheri semplici. L’allattamento materno deve continuare e quello artificiale non va modificato con l’uso di latte privo di lattosio o di proteine del latte vaccino.

Vanno usati farmaci?
In genere no, fatta eccezione per gli antibiotici nelle condizioni prima citate o se vi è un grave stato di malattia, con segni neurologici o immunodeficienza.
Sono molto utili i probiotici, cioè microrganismi viventi che competono con i germi patogeni. Il più adatto è il Lactobacillus casei GG contenuto nel Diclofor bustine, capace di ridurre intensità e durata della enterite da Rotavirus.
E’ discusso l’uso della diosmectite, che favorirebbe la riparazione della mucosa intestinale, riducendo la durata della diarrea. Inoltre non vanno usati farmaci che riducono la motilità intestinale (loperamide) poiché nascondono l’entità della perdita idrica ed annullano l’effetto benefico del “lavaggio” che la diarrea fa sulla parete intestinale.

 

Prof. Luigi Tarani

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