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L’acetone: cause e rimedi

maggio 26, 2008 12:00 pm

Non è una malattia, ma un disordine del metabolismo che scatta quando l’organismo ha bisogno di energie Viene considerata una malattia “quasi” inevitabile, che prima o poi il bambino dovrà affrontare e per la quale la tradizione è ricca di rimedi popolari che si perdono nella notte dei tempi. Ma l’acetone, è questa la prima…

Non è una malattia, ma un disordine del metabolismo che scatta quando l’organismo ha bisogno di energie

Viene considerata una malattia “quasi” inevitabile, che prima o poi il bambino dovrà affrontare e per la quale la tradizione è ricca di rimedi popolari che si perdono nella notte dei tempi. Ma l’acetone, è questa la prima cosa da sapere, non è una malattia. E’ un disordine metabolico che interviene quando l’organismo, per far fronte alle proprie necessità energetiche, dopo aver bruciato tutti gli zuccheri a disposizione, comincia a bruciare anche i grassi. Si manifesta prevalentemente nella prima e seconda infanzia, quando già le richieste energetiche sono maggiori, e si presenta sempre più raramente fino a circa i 12 anni, scomparendo poi con la pubertà. Le situazioni recidive sono abituali ad intervalli più o meno regolari ma imprevedibili.

Le cause
Le cause, non trattandosi di una malattia, sono molto diverse e comprendono tutte quelle che determinano lo spostamento del metabolismo verso un maggior consumo di grassi. Vi possono essere cause psicologiche quali emozioni intense, infatti ne vanno più soggetti quei bambini che sono emotivamente instabili, o cause esterne quali un intenso sforzo fisico. Anche una alimentazione errata e irregolare specie se ricca di grassi, di cioccolato, di patatine, può scatenare una crisi di vomito acetonemico così come invece una qualunque malattia febbrile può rompere il delicato equilibrio metabolico di un bambino ed indurre una crisi acetonemica indipendentemente dalla alimentazione.

I sintomi
Il quadro clinico è rappresentato dalla comparsa di vomito irrefrenabile che talvolta, a seconda della intensità e della frequenza, può portare ad uno stato di disidratazione, talora accompagnato da cefalea o dolori addominali che possono far pensare ad una appendicite acuta. L’intolleranza alla introduzione di alimenti è assoluta ma la vista o l’odore del cibo non provoca di solito fastidio. L’alito del bambino ha il caratteristico odore di acetone o di mele dovuto proprio alla presenza di questo composto chimico che insieme all’acido acetilacetico e all’acido beta-ossibutirrico rappresenta il prodotto finale del metabolismo dei grassi. La crisi dura dalle 24 alle 48 ore e termina bruscamente come era iniziata con normale ripristino della funzionalità gastrica.

La terapia
La terapia deve soprattutto tenere conto della perdita di elettroliti con il vomito e deve consistere quindi essenzialmente nella reidratazione “a cucchiaini” con della soluzione glucosata e/o elettrolitica. Di solito il succhiare dei cubetti di ghiaccio preparati con queste soluzioni, può anche determinare la cessazione del vomito. Non vanno assolutamente somministrate sostanze alcalinizzanti (Biochetasi, Citriosodina) che possono accentuare l’alcalosi da vomito. È bene però sottolineare che il vomito rappresenta solo un sintomo che può essere presente in diverse malattie, che dovranno essere indagate dal medico nel caso che questo sintomo sia frequente o persistente, per non fare di tutti i vomiti una malattia che non esiste come l’acetone.

 

Dott. Giuseppe Baviera
Medico chirurgo,Pediatra di famiglia, specialista in Allergologia

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