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Bambini nottambuli più disturbi del sonno

13 Gennaio, 2017 10:00 am

I piccoli gufi o nottambuli, i bambini che vanno a letto tardi e che dormono molto il mattino hanno più probabilità di andare incontro a disturbi del sonno.

In tema di sonno, gli esperti parlano di gufi e di allodole: le personalità gufo sono quelle che tendenzialmente vanno a letto tardi perché rendono meglio nello studio o nel lavoro dal pomeriggio in poi, mentre sono un po’ fuori fase nelle ore del mattino. Le personalità allodola, invece, sono quelle pimpanti fin dal mattino, si alzano presto ma che già nel tardo pomeriggio iniziano a scendere di tono e vorrebbero andare a letto presto. Queste personalità si mettono in evidenza già da bambini e sono il frutto di predisposizione genetiche sì ma anche di abitudini comportamentali. Il problema è che le non corrette abitudini di quando andare a letto non sono adatte a nessuno, tanto meno ai bambini, che dovrebbero andare a dormire prima: i piccoli che vanno a letto tardi e si svegliano a fatica hanno più probabilità di soffrire di disturbi del sonno rispetto ai coetanei mattinieri. Sono i risultati di uno studio condotto a Singapore pubblicato su Sleep Medicine.

Bambini mattinieri e bimbi nottambuli

I ricercatori hanno arruolato decine di famiglie a Singapore, concentrandosi su 244 bambini sui quattro anni e mezzo. Le mamme hanno risposto a questionari permettendo così di identificare i cronotipi, dividendo i bambini in mattinieri, intermedi o notturni. Le madri hanno anche annotato i problemi riguardanti l’addormentamento dei figli: la resistenza per andare a letto, impiegare molto tempo per addormentarsi, sonnambulismo, disturbi respiratori durante il sonno. Inoltre sono stati utilizzati dei monitor per tracciare i ritmi sonno-veglia di 117 bambini nel corso di quattro giorni, per confermare i dati contenuti nei diari del sonno compilati dalle mamme. Sulla base delle domande sul cronotipo, 25 bambini sono stati giudicati mattinieri, quindi allodole, 151 intermedi e 64 nottambuli o gufi. L’ora di andare a letto durante la settimana per i mattinieri era in media attorno alle 10 di sera e la sveglia era puntata alle 7:30 del mattino. Gli intermedi tendevano invece ad andare a letto verso le 22:45 per svegliarsi attorno alle 7:40. I notturni o nottambuli andavano a dormire verso le 11 e si svegliavano dopo le 8:30.

Più problemi se si va a letto tardi

I ricercatori hanno scoperto che i bambini con cronotipi notturni avevano più problemi di sonno rispetto ai bambini mattinieri o intermedi. Sono quindi giunti alla conclusione che il cronotipo potrebbe essere un fattore che contribuisce ai disturbi del sonno nella prima infanzia, come il sogno d’angoscia, il pavor nocturnus, il sonnambulismo, problemi che possono iniziare nella prima infanzia e persistere durante lo sviluppo. Sono stati associati a conseguenze negative sulla salute che riguardano il comportamento, gli aspetti cognitivi ed emozionali. Resta da capire se il cronotipo può essere migliorato con le buone abitudini, oppure, se dipenda da bioritmi individuali. Sicuramente i genitori possono cercare di mettere in atto semplici indicazioni, per favorire un addormentamento più precoce. Questo è possibile cercando di portare in tavola la cena non oltre le 20, preferendo alimenti liquidi come latte, brodo vegetale, cereali integrali. È meglio evitare i formaggi, le uova e le carni rosse, piuttosto sono preferibili pesce e carne bianca. Dopo la cena, tutta la famiglia dovrebbe sforzarsi di creare un’atmosfera rilassante, smorzando le luci, abbassando il volume della televisione e scegliendo, comunque, programmi rilassanti. Anche l’esempio è importante: i bambini tendono ad adeguarsi ai ritmi dei genitori e se questi vanno a letto presto, tenderanno a imitarli, assumendo abitudini più sane che si ripercuoteranno anche in un miglior rendimento a scuola.

Giorgia Andretti

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