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Influenza e prevenzione

ottobre 30, 2006 12:00 pm

Ecco perché la Federazione Italiana Medici Pediatri consiglia la vaccinazione anche ai bambini sani La “Wisconsin”, l’influenza prevista per la stagione 2006/2007 colpirà soprattutto tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Ma sono queste le settimane nelle quali decidere se sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale per cercare di ridurre i rischi di contagio. La…

Ecco perché la Federazione Italiana Medici Pediatri consiglia la vaccinazione anche ai bambini sani

La “Wisconsin”, l’influenza prevista per la stagione 2006/2007 colpirà soprattutto tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Ma sono queste le settimane nelle quali decidere se sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale per cercare di ridurre i rischi di contagio. La campagna di vaccinazione del ministero della Salute prevede la vaccinazione gratuita per i bambini e gli adolescenti a rischio perché affetti da patologie croniche, ma da più parti arriva l’invito ad estendere la copertura vaccinale. I dubbi però non mancano. A chi deve essere somministrato il vaccino antinfluenzale? E’ necessario sottoporre a vaccinazione tutti i bambini? Come è corretto comportarsi nei confronti di bambini sani? Preoccupazioni comprensibili di molti genitori che, come ogni anno, intendono garantire salute e benessere ai propri figli in estrema sicurezza. E, come ogni anno, attendono indicazioni utili e risposte certe. Proviamo allora a fare chiarezza.

Prevenire in sicurezza
Una recente pubblicazione scientifica ha disciolto ogni dubbio in merito alla sicurezza delle vaccinazioni antinfluenzali. Secondo Jama “il vaccino antinfluenzale trivalente inattivato è sicuro nei bambini di età compresa fra i 6 e i 23 mesi e gli effetti negativi sono rari”. Nella precedente campagna di vaccinazione, la somministrazione del vaccino è stata raccomandata ai bambini appartenenti alla suddetta fascia d’età, ma la sua sicurezza non era stata finora adeguatamente studiata in ampie popolazioni. Le attuali ricerche, spiega la Jama, offrono conferme sulla assoluta sicurezza della vaccinazione nei bambini più piccoli, mentre sono ancora necessarie conferme per la fascia d’età compresa fra i 3 ed i 5 anni, sebbene la vaccinazione sia stata recentemente raccomandata anche per tale fascia di età.

I consigli dei pediatri
In linea con le disposizioni scientifiche di sicurezza la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) ha predisposto un documento ben articolato nel quale si sostiene, in modo comprovato, l’esigenza che la vaccinazione antinfluenzale venga affidata ai pediatri di famiglia i quali dovrebbero (attraverso opportune convenzioni) effettuarla in via prioritaria alle categorie a rischio per arrivare poi a coprire anche i bambini sani di età compresa tra i 6 e i 48 mesi. La Fimp ritiene inoltre che alla luce di recenti pubblicazioni scientifiche (Keren R Zaoutis TE Bridges CB et al. JAMA 2005) siano da inserire tra le categorie a rischio i piccoli affetti da malattie neurologiche e neuromuscolari mentre non è da considerare a repentaglio la categoria dei nati prematuri.

La prevenzione nei bambini sani
Le motivazioni che hanno indotto la richiesta da parte della Fimp di vaccinare anche i bambini sani sono molteplici. In primo luogo è dimostrato ampiamente, anche in Italia, che nei bambini di età inferiore a 4 anni l’incidenza della patologia influenzale è maggiore che in altre categorie: lo testimonia la curva delle segnalazioni dei Medici e Pediatri sentinella rilevabile settimanalmente dal sito www.flu.iss.it. dell’Istituto Superiore di Sanità. La seconda motivazione fa riferimento ad un recente studio giapponese (dott. Sugaya) che ha dimostrato come la vaccinazione antinfluenzale estesa in età pediatrica comporti risultati eccellenti in tema di riduzione dei ricoveri (Clinical Infectious Disease 2005). Indubbio è inoltre il beneficio indiretto di cui si avvantaggiano gli anziani e la riduzione delle loro morti. Tuttavia, secondo i pediatri, la discussione sull’influenza, non può esser limitata al solo controllo delle complicanze, delle ospedalizzazioni e delle morti, ma deve tener conto anche di altri fattori che il controllo della diffusione della malattia potrebbe determinare.

L’impatto socio economico dell’influenza
In un lavoro pubblicato nel 2000 (The effect of influenza on hospedalizations, outpatients visits and courses of antibiotics in children. N Engl J Med 2000) viene evidenziato quanto, durante il periodo influenzale, l’aumento delle richieste di visite e delle prescrizioni di antibiotici sia più spiccato nei primi anni di vita. Uno studio effettuato dalla Clinica Pediatrica di Milano evidenzia inoltre che nella stagione 2001-2002 c’è stato un notevole impatto socio-economico e familiare derivante dall’influenza, anche nel bambino sano. Questo studio, che peraltro fa riferimento ai veri casi di influenza, dimostra, come il bambino con sindrome influenzale, confrontato con quello con infezioni respiratorie da altra causa, abbia un aumento:

  • della entità e della durata della febbre,
  • dell’uso di antipiretici,
  • della somministrazione di antibiotici,
  • della necessità di visite mediche e di ospedalizzazione.
    Tale studio – cosa non trascurabile ai fini di una valutazione socioeconomica – dimostra inoltre che a causa delle influenze aumentano anche le assenze da scuola e le assenze dal lavoro dei genitori, reintroducendo dunque il concetto che il bambino diffonde la malattia ai propri familiari. Non dimentichiamo inoltre che nella stagione 2005-2006 la malattia influenzale praticamente non c’è stata, il che lascia ritenere con discreta certezza che quest’anno si possa avere un’annata peggiore.

    Vaccini e somministrazioni
    La composizione del vaccino, basata sui virus che hanno maggiormente circolato lo scorso anno, è:
    Virus A/Nuova Caledonia/20/99/(H1N1)
    VirusA/Wisconsin/67/067(H3N2)
    VirusB/Malaysia/2506/04
    Il Wisconsin ha rimpiazzato il tipo A/California/7/04
    La modalità di somministrazione dei vaccini è la seguente:

  • Da 6 a 36 mesi – Vaccino split o sub-unità ½ dose (0,25ml) ripetuta a distanza di almeno 4 settimane per bambini che vengono vaccinati per la prima volta.
    ½ dose (0,25 ml) se già vaccinati negli anni precedenti.
  • Da 3 a 9 anni– Vaccino split o sub-unità/virosomiale 1 dose (0,50 ml) ripetuta a distanza di almeno 4 settimane per bambini che vengono vaccinati per la prima volta.
    1 dose(0,50 ml) se già vaccinati negli anni precedenti.
  • Oltre 9 anni – Vaccino split o sub-unità/virosomiale 1 dose (0,50 ml).
  • età >o = 65 anni Vaccino split o sub-unità/adiuvato (incluso il virosomiale) 1 dose (0,50 ml).

     

    Dott. Giovanni Vitali Rosati

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