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Allarme varicella

maggio 29, 2006 12:00 pm

Secondo le stime stilate sulle segnalazioni dei pediatri si sono già registrati 630 mila casi dall’inizio dell’anno Centosettantamila casi nel solo mese di maggio; 630 mila da gennaio ad oggi; un milione, secondo le previsioni, entro la fine dell’anno. Ecco quanti sono stati e quanti saranno gli italiani, nella maggior parte dei casi bambini da…

Secondo le stime stilate sulle segnalazioni dei pediatri si sono già registrati 630 mila casi dall’inizio dell’anno

Centosettantamila casi nel solo mese di maggio; 630 mila da gennaio ad oggi; un milione, secondo le previsioni, entro la fine dell’anno. Ecco quanti sono stati e quanti saranno gli italiani, nella maggior parte dei casi bambini da uno a sei anni, che hanno avuto o avranno a che fare quest’anno con la varicella. Le stime, che fanno registrare un decisivo aumento di contagi rispetto agli anni passati, sono state elaborate nei giorni scorsi da Italo Farnetani, docente dell’Università di Milano sulla base delle segnalazioni inviate da un campione di pediatri italiani. “Maggio spiega Farnetani è il mese nel quale si registra il picco di contagio per la varicella. A quelli infettati fino ad oggi andranno ora sommati i 115 mila previsti per giugno. Poi, con la chiusura delle scuole, l’epidemia calerà, per registrare un secondo aumento a settembre”. Ma come sono divisi gli italiani, grandi e piccoli, infettati a maggio? ‘Circa 40 mila abitano nelle regioni del nord-ovest, 30 mila nel nord-est, altrettanti al centro, 50 mila al sud e 20 mila nelle isole.

Le conseguenze della varicella
Quello della varicella, ha ricordato il pediatra milanese, è “un virus molto contagioso: nel caso di un bimbo colpito, il resto della famiglia ha il 90% di probabilità di contagio”. Attenzione, poi, perché anche chi ha già avuto la varicella rischia: “Può contrarre il fuoco di Sant’Antonio”, avverte Farnetani. “I genitori – prosegue il pediatra – devono ricordare che il bimbo può tornare a scuola dopo cinque giorni dalla prima comparsa dell’eruzione, e che dopo i 12 anni c’è il rischio di qualche complicazione, soprattutto a livello respiratorio e del sistema nervoso”. Ai più piccoli, invece, la varicella “regala” soprattutto fastidi legati al prurito e alle lesioni da grattamento.

Vademecum contro il prurito
Proprio tenendo in considerazione i problemi a cui vanno incontro i più piccoli, Farnetani ha elaborato un mini-vademecum in cinque punti, con l’obiettivo di ridurre al minimo i disturbi e il rischio di cicatrici. I rimedi anti-lesioni da varicella, illustrati dal pediatra anche nel suo ultimo libro, I bambini guariscono sempre(Mondadori, € 16,00), puntano soprattutto a contrastare il prurito. Eccoli

  • Tenere poco coperti i bambini, per ridurre al minimo il sudore, che aumenta il fastidio.
  • Lavarli spesso, ricorrendo anche a due docce al giorno (capelli compresi), per rimuovere le sostanze irritanti e ridurre il prurito.
  • Occhio alle mani: i piccoli malati devono avere sempre le unghie corte e pulite.
  • La notte meglio optare per un pigiamino fresco e indossato a rovescio, per evitare che le cuciture possano irritare la pelle.
  • In caso di forte prurito, si può consultare il pediatra che può suggerire l’uso di farmaci antistaminici.

    L’impegno di GuidaGenitori.it
    Anche alla luce delle stime sul contagio diffuse nei giorni scorsi GuidaGenitori.it non può che ribadire il proprio impegno a favore della vaccinazione gratuita contro la varicella. “Insieme contro la varicella”, la campagna lanciata nei mesi scorsi, si è chiusa, lo ricorderete, con la raccolta di oltre 800 firme in calce ad una petizione con la quale mamme e papà di tutta Italia hanno chiesto ai Presidenti e agli assessori alla Sanità delle Regioni di inserire quella contro la varicella tra le vaccinazioni facoltative offerte gratuitamente dal sistema sanitario. La vaccinazione resta infatti l’arma principale attualmente a disposizione per prevenire ed evitare le piccole grandi complicazioni che, come ha ricordato anche il doto Italo Farnetani, questa malattia infettiva può comportare. Ed alcune Regioni sembrano averlo capito. La Sicilia l’ha già inserita da tempo tra le vaccinazioni consigliate, mentre la Puglia ha previsto di vaccinare quest’anno solo i dodicenni che ancora non hanno avuto la malattia per poi partire, da gennaio 2007, con la vaccinazione facoltativa a tutti i nuovi nati.

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    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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