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La Scarlattina è una malattia batterica

Febbraio 29, 2016 9:31 am

La scarlattina è una malattia dovuta ai batteri, quindi va curata con gli antibiotici prescritti dal pediatra dopo una corretta diagnosi. Inoltre, è importante restare a casa per non contagiare.

La scarlattina è una malattia esantematica, si manifesta, in altre parole, con un esantema, ossia con una eruzione cutanea di colore rossastro. Infatti, un tempo era anche chiamata febbre scarlatta, per la colorazione rossa che assumeva la pelle. Allora, quando non esistevano gli antibiotici, poteva essere una malattia molto seria fino a perdere la vita. Oggi la disponibilità delle penicilline e dei suoi derivati ha reso la scarlattina una malattia curabile, ma è bene comunque non sottovalutarla.

A rischio in età scolare
La scarlattina può presentarsi lungo tutto il corso dell’anno, ma ha dei picchi soprattutto in autunno e in primavera. Colpisce i bambini, in un’età compresa tra i quattro e gli otto anni. Dopo i dieci anni è più difficile che ci si ammali di scarlattina. Questa malattia può in qualche caso essere ripetuta ma le infezioni permettono al sistema immunitario di sviluppare anticorpi che rendono, con il tempo, immuni all’agente patogeno. La scarlattina, al contrario di tante altre malattie esantematiche, non è dovuta a un virus, ma a un batterio, lo Streptococco beta emolitico del gruppo A e, in particolare, del suo ceppo Streptococco piogene che è responsabile dell’eruzione cutanea e della diffusione di tossine che possono causare anche malattie più serie come la febbre reumatica o più banali come il mal di gola.

Le manifestazioni della malattia
Il batterio si diffonde facilmente tra bambini che vivono in piccole comunità, come le aule scolastiche. Si propaga da un individuo all’altro attraverso i colpi di tosse e gli starnuti, oppure con la manipolazione di oggetti e giocattoli che vengono passati di mano in mano ai bambini. Il batterio, infatti, riesce a sopravvivere nell’ambiente anche alcune ore. Il periodo di incubazione della scarlattina, dopo che un bambino è venuto in contatto con il batterio, è compreso tra uno e cinque giorni, durante i quali il piccolo è già contagioso ma non ha ancora i sintomi. Inizia a questo punto a sentirsi poco bene ed è soggetto a febbre anche alta, mal di gola che si accentua con la deglutizione, gonfiore dei linfonodi del collo e anche vomito. Compare poi l’eruzione cutanea che inizialmente riguarda il volto e le guance, è tipico il colore rosso intenso delle guance del bambino, quindi si diffonde un po’ a tutto il corpo. La lingua potrebbe diventare arrossata e le papille gonfiarsi tanto da avere un aspetto a lampone, dovuto ad una patina rosso vivo. Dopo la remissione della febbre lo strato della pelle arrossata può desquamare dando un intenso prurito cutaneo.

Occorrono gli antibiotici
La cura della scarlattina parte da una diagnosi corretta, che può essere effettuata dal pediatra dopo la visita e, soprattutto, dopo l’esecuzione del tampone faringeo. Questo test, rapido anche se un po’ fastidioso, si effettua toccando la gola del bambino malato con un bastoncino cotonato, per raccogliere un po’ di secrezioni mucose. Il risultato è immediato e, se si rileva in effetti la presenza del batterio, il bambino assume amoxicillina alle giuste dosi per circa una decina di giorni. La febbre può essere tenuta sotto controllo con del paracetamolo. Teoricamente, dopo 48 ore dall’assunzione dell’antibiotico il bambino non è più contagioso, ma è meglio attende qualche giorno prima di reintrodurlo a scuola perché la malattia lo potrebbe lasciare spossato. È bene offrirgli liquidi tiepidi da bere per lenire il dolore alla gola.

Giorgia Andretti

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