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Allarme sull‘obesità infantile

novembre 20, 2003 12:00 pm

I risultati della Giornata di studi promossa la settimana scorsa dall’Associazione Guida per Genitori Sabato 15 novembre si è svolta a Frascati la giornata di studio “Obesità infantile – Rapporto tra patologia e stile di vita”, organizzata dall’Associazione Guida per Genitori.Dall’incontro – a cui hanno partecipato docenti universitari tra i più qualificati nei settori della…

I risultati della Giornata di studi promossa la settimana scorsa dall’Associazione Guida per Genitori

Sabato 15 novembre si è svolta a Frascati la giornata di studio “Obesità infantile – Rapporto tra patologia e stile di vita”, organizzata dall’Associazione Guida per Genitori.
Dall’incontro – a cui hanno partecipato docenti universitari tra i più qualificati nei settori della nutrizione, della medicina dello sport, della diabetologia e della psicologia – sono emersi dati allarmanti. In meno di quindici anni anche l’Italia avrà la stessa percentuale di bambini soprappeso o chiaramente obesi che “vanta” oggi gli Stati Uniti: 37%. In Europa i bambini obesi sono oggi il 20% del totale ed il problema non risparmia neppure un Paese come la Cina, dove la percentuale è del 10%. Di fronte a questi dati l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già definito da anni l’obesità una “epidemia globale”.

Secondo quanto emerso dalla giornata di studi, i ragazzi in soprappeso sono esposti ad un rischio elevato di obesità in età adulta e sono maggiormente esposti al rischio cardiovascolare a causa della ipertensione arteriosa, dell’ipercolesterolemia, del diabete e delle relative conseguenze legate ad una “peggiore” qualità della vita.
E’ nell’infanzia che vengono acquisite le abitudini alimentari ed è sempre nell’infanzia che si può educare un bambino ad un corretto rapporto con le attività sportive.

Le cause dell’obesità infantile
La genetica, il metabolismo e lo stile di vita, sono l’insieme dei fattori responsabili dell’obesità. Per quanto riguarda la genetica sono state rintracciate alcune proteine responsabili dell’obesità tra cui la leptina .

Il metabolismo – Sempre più spesso vengono diagnosticati casi di diabete mellito sia di tipo 1 che di tipo 2 nei bambini, entrambe le forme hanno come sintomo l’ obesità. (a stimolare la comporsa del diabete di tipo 2 sono una forte interazione geni/ambiente e la vita sedentaria, la iperalimentazione e assunzione di cibi raffinati e privi di scorie). Il diabete stimola la produzione di alti livelli di insulina (ormone prodotto dal pancreas) la quale a sua volta stimola l’immagazzinamento delle calorie sotto forma di grasso e nello stesso tempo impedisce che il grasso venga rilasciato dal tessuto adiposo per essere utilizzato come energia. L ’ingestione di alimenti a contenuto esclusivo di grassi stimola di poco la produzione di insulina ma cibi con contenuto di grassi associati a zuccheri, stimolano la produzione di una maggiore quantità di insulina.

Lo stile di vita – E’ difficile pensare che l’aumento drammatico dell’obesità osservata negli ultimi anni nei Paesi occidentali sia dovuto soltanto a fattori genetici o metabolici. Le modificazioni culturali nello stile di vita, del cibo disponibile e della quantità di attività fisica, sono le principali responsabili dell’epidemia globale dell’obesità. Il progresso comporta la liberazione della fatica muscolare ed una minore spesa per il mantenimento del metabolismo basale.
I bambini si stanno malando di sedentarietà. E’ invece fondamentale che i bambini mantengano ogni giorno un discreto livello di attività fisica o di giochi che impegnino la muscolatura. Il ricorso alle diete ipocaloriche, illogiche e inappropriate nei bambini, possono esporre al rischio di carenze e malnutrizione in corso di sviluppo.
La spesa energetica per l’attività fisica quotidiana è scesa notevolmente, soprattutto tra i più piccoli costretti fra studio, televisione, play-station ed internet, ad una vita troppo sedentaria e le due o tre ore di “scuola di nuoto, basket, tennis o altre attività motorie” non possono riequilibrare la sedentarietà, spontanea o forzata, delle 168 ore di cui è composta la settimana.
Gli alimenti iper-energetici (merendine, pizze, bibite dolcificate, patatine frite, ecc) non sono la prima causa dell’obesità giovanile ma probabilmente sono la principale concausa su cui si può intervenire.
Va comunque ricordato che l’assunzione di 100 chilocalorie in più al giorno provocano, nell’arco di un anno, aumento ponderale di oltre 4 chilogrammi.

L’unica arma è la prevenzione
Una efficace prevenzione dell’obesità nel bambino consente di limitare il numero degli obesi adulti e di ridurre la durata dell’esposizione ai fattori di rischio cardiovascolare
La prevenzione deve prevedere una rieducazione delle abitudini familiari attraverso:

  • La modificazione delle abitudini alimentari dell’intera famiglia (orari, tempi e modi)
  • La riduzione dell’ingestione di calorie ed il ricorso a cibi a basso contenuto calorico
  • Il controllo nel ricorso a grassi saturi
  • L’aumento del consumo di vegetali
  • La promozione di uno stile di vita più attivo. Almeno due ore di attività fisica e non più di due ore di attività “sedentaria” davanti a televisione, computer e play-station.

    Bisogna anche tenere presente che i bambini di oggi consumano molto meno energia di quanto non abbiano fatto i bambini delle generazioni passate.

  • Grazie alla presenza del riscaldamento in case e a scuole e alla disponibilità di indumenti caldi, il corpo non ha bisogno di spendere energia per riscaldarsi durante l’inverno (approssimativamente 500 calorie in meno).
  • A scuola o in palestra si va con lo scuola bus o in macchina e non più a piedi ( 200-300 calorie al giorno in meno);
  • I giochi sono in prevalenza sedentari;
  • Si consuma meno energia per assumere alimenti: molti sono pronti, precotti “predigeriti”.

    La giornata di studio si è conclusa con un appello dei medici rivolto ai genitori: i bambini hanno bisogno di muoversi, di scaricarsi, di fare attività fisica. Lo sport è solo una soluzione, anche un’ora al giorno di giochi di movimento o all’aria aperta è più che sufficiente per prevenire l’obesità infantile.

     

    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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