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Gastroenterite, è frequente nei bambini, vediamo cosa fare

Agosto 4, 2015 9:54 am

I sintomi della gastroenterite sono: diarrea, vomito e febbre. I farmaci non sono utili, l’importante è la reidratazione con acqua, sali e fermenti lattici.

Le gastroenteriti sono un’evenienza frequente, non seria ma sicuramente fastidiosa per i bambini. In estate sono particolarmente frequenti e, con la complicità del caldo, possono esporre il bambino a rischio di disidratazione. Per questo motivo, quando si va in vacanza è consigliabile portare con sé, per sicurezza, una confezione di fermenti lattici e dei sali reidratanti, eventualmente chiedendo consiglio al pediatra.

I sintomi della gastroenterite
La gastroenterite difficilmente è dovuta a un alimento di difficile digestione o introdotto in quantità eccessiva: può capitare, certo, ma in questo caso si tratta di indigestione, un disturbo che si limita a qualche episodio di vomito nell’arco di poche ore. La gastroenterite vera e propria è dovuta sempre a virus: il rotavirus, ma anche il norovirus o l’adenovirus sono i più frequenti, oppure a batteri del tipo Escherichia coli, Shigella o Salmonella nei casi più seri. Batteri e virus entrano in contatto con il bambino attraverso le mani sporche o attraverso cibi contaminati. Nella fase di incubazione, il bambino appare semplicemente un po’ stanco e svogliato, quindi hanno inizio i malesseri veri e propri. Compaiono crisi di vomito anche violente, frequenti e ravvicinate. Successivamente, compare la diarrea, caratterizzata da scariche acquose, in cui è possibile individuare la presenza di muco e qualche volta tracce di sangue. Sono segnali che possono spaventare molto, ma è il tentativo dell’organismo di eliminare l’agente nocivo. Se l’infezione è causata da un batterio come la Salmonella, può trovarsi nelle carni crude o nelle uova non pastorizzate, può comparire la febbre anche molto elevata.

E’ essenziale far bere il bambino
In casi come questi non bisogna farsi prendere dal panico perché si è in vacanza e non si ha il proprio pediatra a portata di orecchio. Il rischio più serio è la disidratazione, ossia la perdita, da parte dell’organismo, di una adeguata percentuale di liquidi. Il rischio è tanto maggiore quanto più un bambino è piccolo, i neonati e i bimbi sotto l’anno di età l’acqua è il costituente principale dell’organismo. È allora essenziale garantire al piccolo un adeguato apporto di liquidi. È quindi importante riconoscere i sintomi che rappresentano le prime avvisaglie della disidratazione: il bimbo ha una perdita di peso superiore all’8% del suo peso corporeo, fa meno pipì e le urine appaiono scure, la salivazione è assente, pelle e labbra aride. È quindi essenziale prevenire la disidratazione facendo bere il più possibile il bambino. In farmacia di possono acquistare sali reidratanti in buste da sciogliere in acqua bollita e lasciata raffreddare, va quindi proposta a piccoli sorsi, in caso contrario potrebbe nuovamente indurre il vomito, aiutandosi con un cucchiaino. Non occorre che il bambino si alimenti se non ha appetito o è ancora soggetto a episodi di vomito. Se però è allattato al seno può continuare a nutrirsi in questo modo, il latte materno contiene liquidi e anticorpi. Se c’è febbre si può somministrare un po’ di paracetamolo, ma non occorrono antidiarroici o antibiotici: la gastroenterite passa da sola e il rischio maggiore è solo la disidratazione.

Quando correre dal medico
Se il bimbo ha più di tre mesi, beve in quantità sufficienti per ripristinare la perdita di liquidi e quindi non presenta alcun segno di disidratazione, né una significativa perdita di peso non c’è bisogno di preoccuparsi. Se però non riesce a bere è meglio consultare il pediatra fin dal primo comparire dei sintomi, in quanto potrebbe essere consigliabile il ricovero in ospedale, dove il piccolo può essere reidratato mediante l’impiego di fleboclisi. Quando poi il piccolo starà meglio, una cura con fermenti lattici per un paio di settimane può aiutare la flora batterica intestinale a ritrovare quell’equilibrio sconvolto dai germi patogeni dell’infezione subita.

Sahalima Giovannini

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