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Scoliosi estrema: la guarigione arriva con l’intervento

Novembre 6, 2019 1:00 pm

Spesso per curare la scoliosi è sufficiente ginnastica specifica, ma nei casi più gravi è necessario intervenire con la chirurgia. Di recente è stato eseguito un intervento risolutivo

Anche la scoliosi più grave può essere trattata con successo nei centri specializzati di ortopedia pediatrica. È successo in un importante ospedale romano, dove è stato ricoverato un bimbo di origini albanesi affetto da una malattia genetica rara, la sindrome di Prader Willi. Tra le varie manifestazioni, questa sindrome è caratterizzata da una grave forma di scoliosi, che comportava rischi seri per la corretta fisiologia del cuore e dei polmoni. Il bambino è stato preso in carico dall’Unità Operativa Complessa di Ortopedia del Bambino Gesù. A distanza di pochi mesi dall’intervento, la curva scoliotica del bimbo di cinque anni è passata da 116 a 60 gradi. Gli esperti hanno posizionato alcune barre di accrescimento magnetiche per guidare la crescita della colonna vertebrale, permettendo il controllo della scoliosi e lo sviluppo della colonna vertebrale. Al raggiungimento della pubertà, le barre verranno sostituite con un sistema permanente di viti e barre per correggere definitivamente la deformità vertebrale.

 

La scoliosi: asse della colonna vertebrale deviata

La scoliosi è una deviazione laterale della colonna vertebrale. Anziché essere diritta, questa segue una curvatura a destra o a sinistra e può essere più o meno accentuata. Si tratta di un difetto molto diffuso, si riscontra con una certa frequenza nei bambini e negli adolescenti. Gli specialisti valutano che almeno un bambino su cinque in età scolare ne sia soggetto e che ad esserne colpite siano soprattutto le bambine anche se le cause non sono tuttora ben chiare. Gli specialisti distinguono tra i cosiddetti – atteggiamenti scoliotici della colonna – e la scoliosi vera e propria. Gli atteggiamenti scoliotici sono provocati da cattive posizioni e si possono correggere con l’esercizio fisico o semplici accorgimenti. La scoliosi vera e propria, invece, è dovuta a cause congenite, cioè è legata all’ereditarietà. Per correggere questa forma la ginnastica non è sufficiente: occorre portare un corsetto specifico prescritto solo dall’ortopedico.

Le scoliosi vere e proprie

Si parla di scoliosi vera e propria idiopatica o genetica, quando la curvatura della colonna vertebrale non è dovuta a cause temporanee ed esterne e in alcuni casi può essere ereditata da un familiare. Esistono alcuni dati che aiutano il pediatra a capire se un’eventuale curvatura della colonna vertebrale rientra tra un atteggiamento scoliotico o una scoliosi vera e propria. Nell’atteggiamento scoliotico la colonna vertebrale effettua una semplice deviazione senza rotazione della colonna. Nella scoliosi vera e propria la deviazione della colonna può essere molto più pronunciata e le ossa vertebrali stesse appaiono come contorte, fino a formare una sorta di gobba. Una curvatura che si individua in età precoce è segno di una probabile scoliosi vera e propria e non di semplice atteggiamento scoliotico. Infine, se un genitore ha avuto diagnosi di scoliosi nella sua infanzia è possibile che anche il figlio ne soffra.

 

Come si cura la scoliosi vera e propria

Una volta accertata dall’ortopedico l’effettiva esistenza di una forma di scoliosi idiopatica, è necessario ricorrere all’uso del busto o corsetto. Si tratta di uno strumento indispensabile, che può essere prescritto solo dall’ortopedico, per contenere la deformazione della colonna e correggere la postura. È necessario che il bambino venga sottoposto a periodiche visite di controllo dall’ortopedico, che può verificare i miglioramenti del difetto della colonna e stabilire quando si potrà smettere di indossare il corsetto. Solo nei casi più gravi è necessario ricorrere a intervento chirurgico. Si tratta di operazioni che hanno lo scopo di fermare l’inclinazione progressiva delle vertebre e di riportarle nella corretta posizione. La scoliosi idiopatica non va mai trascurata perché può causare deformazioni del torace fino a ridurre lo spazio toracico stesso, con risentimenti fisici su polmoni e cuore.

 

Sahalima Giovannini  

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