

È importante che prima il pediatra, poi l’odontoiatra infantile visitino la bocca e controllino la crescita dei denti nei bambini. Se dovessero presentarsi dei problemi, sarà opportuno sottoporre il piccolo alla visita dello specialista in ortognatodonzia. Brutta parola? No è solo la branca dell’odontoiatria con l’obiettivo di correggere le malformazioni delle ossa mascellari e le anomalie di posizione dei denti, dette mal occlusioni.
Le malformazioni delle ossa mascellari possono provocare danni molto seri sull’estetica del volto e sulle funzioni respiratorie, masticatorie e fonatorie. L’apparato masticatorio è infatti un sistema dinamico organizzato per espletare una varietà di funzioni. Oltre alla masticazione, le ossa mascellari concorrono alla funzione del bere, succhiare, inghiottire e respirare, ma anche di sorridere, baciare, esprimersi e comunicare. L’intero sistema stomatognatico è insomma un perfetto esempio di bioingegneria multiuso. Per compiere tutte queste funzioni, le labbra, la lingua, le guance, le ossa, le articolazioni e i muscoli devono essere perfettamente correlati tra loro e con i denti: il tutto deve adattarsi all’interno del sistema senza interferire con ciascuna delle altre richieste funzionali e viceversa.
Una visita precoce permette all’ortodontista di determinare come e quando è meglio intervenire per avere il massimo risultato nel minor tempo possibile. Le linee guida del Ministero della Salute consigliano di effettuare la prima visita ortodontica dopo i 3 anni, ossia quando si è completata la dentizione da latte. Lo scopo di una visita così precoce è valutare se sono presenti alterazioni delle relazioni anatomofisiologiche tra le arcate dentarie superiori e inferiori o fra singoli denti o gruppi di denti, le mal occlusioni, o alterazioni dei rapporti scheletrici. Si possono così individuare, quando sono ancora presenti i denti da latte i segni premonitori o già evidenti di una futura grave mal occlusione. In questo modo è possibile intervenire in modo più efficace.
Le mal occlusioni dentarie possono essere dovute a diversi fattori: disordini endocrini, carenze nutritive e malattie dell’infanzia influiscono sul modello di crescita. Solitamente però la genetica fa la sua parte: fattori ereditati dai genitori influiscono sulla crescita e sulla conformazione dei denti del bambino. Possono essere coinvolte anche cause ambientali o acquisite. Vediamo allora di che cosa si tratta:
L’osso, in maniera particolare quello dei bambini, è dotato di una caratteristica plasticità, ossia cresce e si trasforma secondo schemi determinati. Queste evoluzioni dell’osso possono venire influenzate per esempio applicando ad esso delle pressioni. Ogni abitudine scorretta applica delle pressioni errate sulle ossa mascellari, che interferiscono con il loro normale sviluppo, dando origine ad alterazioni dei rapporti ossei e a mal posizioni dentali. Il risultato negativo di un’abitudine viziata può essere più accentuato in un bambino che ha già una tendenza ereditaria a mal occlusioni e sarà tanto più grave quanto più a lungo sarà durata l’abitudine.
Le mal occlusioni possono causare una non fisiologica masticazione, disturbi delle articolazioni temporomandibolari, problemi del linguaggio e anche difficoltà psicologiche. Normalmente infatti la fiducia in sé stessi aumenta quando il proprio sorriso e l’aspetto migliorano. Il desiderio di avere un bel sorriso, quindi non andrebbe sottovalutato. È giusto allora incoraggiare il bambino fin dai primi anni ad abitudini di igiene orale sane e a cure dentali eseguite da professionisti in ortognatodonzia. L’ortodontista potrà così prevenire i problemi più seri e curare le mal occlusioni al momento giusto perché un bambino abbia, in futuro, il sorriso più sano e più bello possibile.
Sahalima Giovannini
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