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Oltre alla rieducazione cognitivo-comportamentale l’iperattività si cura anche a tavola

Settembre 19, 2012 2:42 pm

L’alimentazione non è solo nutrimento, i bambini a cui è stata posta la diagnosi di iperattività, possono giovarsi, per contenerne gli effetti, anche di una dieta appositamente studiata per loro a base di omega 3, 6 e proteine vegetali.

I sintomi principali del disturbo di ADHD – disturbo di iperattività, sono rintracciabili in due ordini di valutazione: una carente o difficoltosa concentrazione ed una difficoltà nel controllo del movimento inteso come iperattività. A queste difficoltà se ne aggiungono altre, considerate di impatto inferiore anche se sempre di problematicità si tratta: difficoltà ad addormentarsi, ansia generalizzata e sentimento di negatività. Le cure farmacologiche specifiche per l’ADHD non esistono. Vengono utilizzati, nei casi più gravi, una classe di antidepressivi anfetaminici, la loro efficacia è riconosciuta solo nell’80% dei casi. Risultati soddisfacenti si ottengo invece con la terapia cognitivo – comportamentale. L’ultima frontiera per fronteggiare la sintomatologia dell’ADHD sono gli alimenti, infatti, eliminare dalla dieta alcuni nutrienti offre aiuto ai bambini con disturbo di iperattività e scarsa concentrazione.

La dieta ottimale
Alcuni alimenti apportano un beneficio alle cellule nervose aumentandone la capacità di ritenzione e di concentrazione. L’apporto quotidiano di questi nutrienti deve essere costante ed adeguato. Deve essere inoltre considerato un supplemento, oltre la dieta alimentare, di vitamine, di sali minerali e di altri nutrienti non inclusi nella dieta alimentare standard. Questi elementi usati quotidianamente possono contribuire ad una migliore performance della concentrazione. Dovrebbero invece, essere eliminati dalla dieta alcuni nutrienti che stimolano l’iperattività. Alcuni esperti, tra cui il dott. Richard Sogn e Daniel Amen, dopo vari ed approfonditi studi raccomandano l’introduzione e la riduzione quotidiana dei seguenti nutrienti:

  • Aumentare il consumo di proteine vegetali: fagioli, lenticchie e ceci; dalle uova, dalla carne e dalle noci e nocciole. Queste proteine devono essere assunte soprattutto il mattino prima di andare a scuola e come snack a metà mattina. Le proteine presenti in questi cibi facilitano la concentrazione e conseguentemente il lavoro di apprendimento;
  • Aumentare consumo di carboidrati complessi, tra questi soprattutto i vegetali e la frutta. Debbono essere consumati prioritariamente di sera, facilitano l’addormentamento regalando una buona qualità del sonno;
  • Aumentare consumo degli omega 3 e gli acidi grassi, questi nutrienti si trovano soprattutto nel tonno, nel salmone, nelle sardine, nelle noci, nocciole ed olive. In alternativa, in commercio posono essere utilizzati gli Omega 3 come integratori alimentari;
  • Ridurre fino ad annullare completamente l’alimentazione a base di carboidrati semplici, tra questi cibi troviamo: tutti i tipi di caramelle, il miele, lo zucchero e soprattutto tutti i prodotti realizzati con le farine bianche, il riso bianco e le patate senza pelle. Possono essere ammessi in lieve quantità riso e farine integrali.

Supplemento quotidiano
Gli integratori vitaminici devono essere assunti quotidianamente, soprattutto quando la dieta alimentare è carente. Sono moltissimi i bambini a non avere una dieta bilanciata tra l’alimentazione e l’energia consumata attraverso i vari sporti praticati. È preferibile quindi aggiungere, anche se non espressamente richiesto, un integratore a base di vitamine e sali minerali.

Nutrienti da eliminare
Non è stato accertato ma gli esperti concordano sul fatto che alcuni cibi possono risultare allergizzanti e come tali avere effetti negativi anche sui sintomi dell’ ADHD. Si è visto ad esempio che alcuni conservati o coloranti per alimenti possono aumentare la sintomatologia dell’iperattività. Dovrebbero quindi essere eliminati dalla dieta:

  • I coloranti artificiali per alimenti a base rosso e giallo;
  • I conservanti: aspartame, glutammato monosodico e nitriti vari;
  • I zuccheri presenti in tutte le farine bianche e nelle caramelle;
  • La caffeina, la teina e la teobromina: tutte sostanze che stimolano l’iperattività.

La psicoterapia cognitivo – comportamentale

La sindrome da iperattività risponde molto bene a questo tipo di psicoterapia. Il bambino viene visto dallo specialista due volte al mese e lo stesso ritmo deve essere osservato dalla madre. Infatti questo tipo di intervento è multifattoriale: alla madre vengono impartite le istruzioni su come lei deve rispondere alle provocazioni di suo figlio. E’ lei, la madre, a dover far rispettare le regole della casa, ovviamente regole concordate preventivamente nella prima seduta con lo psicoterapeuta. I primi mesi di psicoterapia saranno estremamente faticosi, è quindi fondamentale non arrendersi mai davanti a nulla e continuare ad andare avanti anche davanti ai fallimenti.

La dieta adatta al bambino con ADHD
La nuova composizione della dieta dovrebbe essere introdotta gradualmente. La gradualità aiuta anche a comprendere quale sono gli alimenti che maggiormente facilitano la concentrazione nel bambino. A questo proposito è importante avere un diario alimentare quotidiano dove annotare gli alimenti consumati in una settimana e scriverne i cambiamenti, se questi ci sono che siano essi positivi o negativi. Per apprezzarne i risultati la dieta deve essere mantenuta costante per parecchi mesi. Non dimenticare inoltre che in associazione al nuovo regime alimentare vanno osservate alcune piccole regole:

  • Far assumere regolarmente i medicamenti prescritti dal medico;
  • Far dormire abbastanza il bambino, almeno 8 ore per notte;
  • Far eseguire regolarmente dell’esercizio motorio, almeno mezz’ora tutti i giorni, anche solo una piccola corsa è sufficiente;
  • Insegnare le tecniche della respirazione profonda, aiutata ad ossigenare le cellule cerebrali oltre che aiutare il rilassamento generale.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

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