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Antidepressivi e adolescenza, la combinazione deve essere gestita dallo specialista

giugno 18, 2012 12:26 pm

Alcune associazioni sostengono che non debbono mai essere prescritti antidepressivi agli adolescenti, perché di fatto si favoriscono le multinazionali a danno dell’infanzia. Il più grande danno è invece non curare un ragazzo depresso.

Una ricerca canadese della McMaster University – Ontario, pubblicata un paio si settimane fa, sostiene che siano gli antidepressivi stessi a creare, oltre che ricadute depressive, anche effetti collaterali importanti a livello dello sviluppo in generale, del sistema gastrico, della coagulazione e della sfera sessuale nei pazienti con diagnosi di depressione.

Gli antidepressivi sotto accusa
Il dott. Paul Andrews, responsabile della ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sul giornale on-line Frontiers in Psychology, giustamente sostiene che nella pratica medica non bisogna mai nuocere al corpo: effettivamente deve essere questa la prima linea guida per ogni medico. Con il giuramento di Ippocrate, rilasciato immediatamente dopo il conseguimento della laurea in medicina, ogni medico giura di adempiere il proprio dovere curando e senza mai procurare danno. La conclusione del giuramento di Ippocrate è anche quella di scegliere la terapia migliore per la risoluzione del problema anche se temporaneamente dannosa: la chemioterapia insegna. Nella ricerca capitanata dal dott. Andrews viene affrontato il tema della depressione e dell’utilizzo degli antidepressivi. Il ricercatore sostiene che tutti coloro che utilizzano gli antidepressivi incorreranno a breve ad una ricaduta dovuta al malfunzionamento dei recettori specifici della serotonina a livello centrale. La serotonina è il neuro mediatore chimico responsabile del tono dell’umore, bassi livelli di serotonina potrebbero giustificare il tono dell’umore depresso. L’attività dell’antidepressivo è quella di aumentare il quantitativo di serotonina ma, nello stesso tempo, essendo la serotonina presente non solo a livello centrale ma anche in altri distretti, il suo quantitativo aumenterebbe e darebbe i suoi segnali anche il quelle aree specifiche.

Effetti collaterali dovuti alla serotonina
Gli antidepressivi di ultima generazione sono attivi esclusivamente sulla disponibilità della serotonina e come tali generano un aumento del mediatore chimico in altri distretti tra cui:

  • il sistema gastroenterico: con problematiche come la diarrea, la costipazione e nausee transitorie;
  • Il sistema dello sviluppo in generale nell’infanzia, con potenziale rischio di suicidario nell’adolescenza;
  • Nel sistema sessuale con cadute della libido transitorie;
  • Nel sistema ematologico con maggiore aggregazione piastrinica e quindi formazione di coaguli negli anziani.

Tutto questo è innegabilmente vero. Inoltre, l’aumento della serotonina libera è in rapporto alla quantità di antidepressivo assunto. Ogni medico specialista, psichiatra o neuropsichiatra infantile, conosce bene il meccanismo degli antidepressivi ed è l’unica figura in grado di ben gestirli.

L’antidepressivo deve essere prescritto solo su reale indicazione
Pensiamo alla febbre, che altro non è se non uno dei segnali utilizzati dal corpo per segnalare una infezione: sta poi al medico stabilire se è di natura batterica o virale; da questo dipenderà la terapia. La depressione ha lo stesso valore di un segnale: in questo caso, anziché il rialzo termico, a fare la differenza sarà il tono dell’umore. Per il dott. Andrews la risposta depressiva è secondaria ad uno stress, oppure alla perdita di un affetto come la morte di una persona cara o la fine di un amore o, ancora, la perdita del posto di lavoro. Questi stati emotivi andrebbero ad alterare il quantitativo di serotonina libera stimolando la reazione oltre che depressiva anche psicosomatica ma che, inevitabilmente, il sistema ritroverà il suo equilibrio iniziale. Purtroppo, tutto questo non è sempre vero. Se parliamo della depressione reattiva ad un evento la valutazione è corretta, ma il sintomo depressivo non è presente solo in queste situazioni stressanti. Abbiamo una serie di disfunzioni del tono dell’umore che rispondono ad altre situazioni di partenza: le depressioni bipolari, le depressioni schizoaffettive, le depressioni da dipendenza ed altre ancora, tutte classificate all’interno del Manuale dei Disturbi Mentali – DSM, il manuale di psichiatria riconosciuto a livello internazionale. Alcuni dei disturbi dell’adolescenza trovano spazio proprio in queste disfunzioni.

Lo specialista è l’unica figura in grado di gestire l’antidepressivo
Questa è una indicazione sempre vera e lo è ancora di più quando si tratta di un adolescente.
A nessun medico di base o psicologo verrebbe in mente di prescrivere o modificare una terapia a base di digitale prescritta dal cardiologo. La digitale è un medicamento specifico per l’insufficienza cardiaca, il dosaggio ha una finestra d’azione molto stretta, sono sufficienti alcuni milligrammi di digitale per tramutare un farmaco salvavita in un veleno ad altissima tossicità per la vita. La stessa identica cosa deve valere anche per l’antidepressivo, tutti coloro che non sono psichiatri o neuropsichiatri infantili dovrebbero fare un passo indietro e lasciar gestire la terapia a chi di dovere. Un adolescente può essere depresso e come tale va trattato ovvero: fare una accurata diagnosi e poi stabilire di cosa ha realmente bisogno. Nel caso di una depressione reattiva allo stress è indicata la sola psicoterapia, ricerche indicano essere la cognitivo – comportamentale la più indicata. Se il ricorso ai farmaci è indispensabile, questi debbono essere prescritti ed assunti, va comunque sempre associata una psicoterapia, anche in questo caso ad indirizzo cognitivo-comprtamentale. Fin troppo volte abbiamo letto fatti di cronaca di ragazzi suicidi e tutti a porsi domande sul perché…. Purtroppo la patologia psichiatrica esiste, deve soltanto essere riconosciuta e curata dagli esperti per questo formati dalle Università di tutto il mondo: gli psichiatri e neuropsichiatri infantili.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

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