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News e conferme dalla psichiatria nutrizionale

12 Marzo, 2020 10:00 am

Sono molte le ricerche focalizzate sulla correlazione: dieta sana – buona salute mentale. Le ultime ricerche hanno confermato la dieta mediterranea protettiva per depressione e ansia

Il collegamento tra la salute mentale e nutrienti specifici è sempre più sotto lo sguardo dei ricercatori ed anche se spesso non è ben evidente la causa beneficio o rimedio, c’è motivo di guardare alla ricerca con ottimismo. Infatti, recenti lavori hanno mostrato un legame tra la dieta mediterranea e un ridotto rischio di depressione e persino un effetto protettivo contro la malattia. Ma, d’altra parte, l’interfaccia tra intestino e cervello da un lato e dieta e salute mentale dall’altro lato è una delle questioni più dibattute nella psichiatria biologica è quindi bene capire cosa la ricerca sta scoprendo nella relazione cibo e salute mentale.

Il punto di arrivo della ricerca

Una meta-analisi di 14 studi pubblicati nel 2019 e composta da oltre 56.000 partecipanti ha mostrato una associazione significativa tra qualità dei nutrienti e salute psichica. Questi lavori, sostengono i ricercatori, devono incoraggiare l’attivazione di altri studi per verificare l’effetto di alcuni nutrienti specifici sulla salute mentale. – C’è una convinzione generale che i consigli dietetici per la salute mentale siano basati su solide prove scientifiche. In realtà, è molto difficile dimostrare che diete specifiche o componenti dietetici specifici contribuiscono alla salute mentale – ha affermato la dott.ssa Suzanne L. Dickson, PhD, Institute of Neuroscience and Physiology, Università di Göteborg, Svezia Dickson. – non possiamo però dimenticare che la psichiatria nutrizionale è la nuova frontiera da studiare ed anche se gli effetti della dieta sulla salute mentale sono reali, è necessario porre attenzione e non saltare alle conclusioni sulla base di prove provvisorie – conclude la dott.ssa Dickson.

I nutrienti in grado di modificare la salute mentale

I ricercatori dell’European College of Neuropsychopharmacology – ECNP – hanno trovato prove evidenti che seguire una dieta chetogenica a base di grassi buoni e con un basso contenuto di carboidrati può ridurre le convulsioni nei bambini con diagnosi di epilessia. Così come è stato accertato forte legame tra carenza di vitamina B12 e un aumentato rischio di affaticamento, depressione, mania, psicosi e depressione. Ed ancora, un altro studio sostiene che la dieta denominata DASH – ed utilizzata per tenere in controllo l’Ipertensione Arteriosa è stata correlata a un minor rischio di depressione. Questa dieta è ricca di verdura, frutta, cereali integrali, latticini poveri di grassi, pesce, fagioli, noci e oli vegetali;  limitando al massimo tutti gli alimenti ricchi di grassi saturi: la carne lavorata, oli di cocco e palma e tutte le bevande zuccherate. A proposito di alimenti e bevande ricche di zucchero, un aumento della quantità di questo nutriente raffinato, ovvero lo zucchero bianco nella dieta sembra aumentare i sintomi del disturbo di iperattività – ADHD, mentre, mangiare più frutta e verdura fresca sembra migliorarli.

Non saltare alle conclusioni definitive

D’altra parte, ci sono prove evidenti che il programma nutrizionali della prima infanzia può influenzare la funzione cerebrale in età avanzata. Una dieta di alta qualità è fortemente legata a un ridotto rischio di declino cognitivo e al miglioramento della funzione cognitiva negli anziani, mentre una dieta povera sembra aumentare il declino cognitivo e altri problemi di salute. Tuttavia, oggi ancora manca la comprensione dettagliata dei meccanismi metabolici e cellulari che sono alla base di queste associazioni, come giustamente osservano i ricercatori. Questo vale anche per il microbiota intestinale. Sebbene sia chiaro che può potenzialmente influire sulla salute mentale, il meccanismo deve ancora essere chiarito. La ricerca dovrà concentrarsi sulle relazioni alimentari dimostrabili associate a condizioni psichiatriche. E di questo ne è ben cosciente anche i dott. Wolfgang Marx, PhD, capo del flusso di ricerca nutraceutica presso il Food & Mood Centre, Deakin University, Geelong, Australia, il quale ha affermato che i ricercatori hanno fornito una visione chiara e obiettiva dell’attuale stato di psichiatria nutrizionale con il sostegno dei dati epidemiologici, clinici e meta-analitici sostanzialmente coerenti a supporto del legame tra qualità della dieta e depressione.

Rossi Lina

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