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Asperger e ADHD: poco riconosciuti e diagnosticati

11 Febbraio, 2020 10:00 am

Secondo gli esperti della Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia, sarebbero un milione e mezzo gli adulti con problemi di Asperger e ADHD, ma solo trecentomila ricevono terapie

La sindrome di Asperger è un disturbo dello spettro autistico, riguarda circa l’1% della popolazione e può passare a lungo sotto silenzio, la diagnosi arriva molto più tardi di altre forme di autismo. L’adolescente più famosa a soffrire dell’Asperger è Greta Thumberg, ha scoperto di soffrirne all’età di tredici anni, la scrittrice Susanna Tamaro dopo i quaranta. Lo stesso vale per il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività o ADHD: in Italia si stima che riguardi il 2% della popolazione, circa un milione di adulti, ma ne è consapevole meno di uno su cinque.

 

Le difficoltà del disagio psichico in età adulta

Mentre nei bambini queste patologie sono riconosciute e trattate in modo adeguato, negli adulti spesso non vengono individuate e, quando succede, non esistono specialisti di riferimento. Queste persone si ritrovano quindi a faticare nella vita di tutti i giorni per la loro impulsività, la disorganizzazione e incapacità di focalizzare o di gestire stress ed emozioni. Una vita più serena grazie a interventi mirati è possibile anche negli adulti, ma il primo passo è arrivare velocemente alla diagnosi corretta. Questo sarebbe possibile solo attraverso la collaborazione tra neuropsichiatri infantili e psichiatri, che infatti, inaugureranno un network nazionale per promuovere la ricerca nel settore, in collaborazione con le Associazioni di pazienti e familiari dei pazienti, per realizzare campagne informative nazionali in modo da diffondere la consapevolezza della necessità di occuparsi delle persone con ADHD, Asperger e altre patologie del neuro sviluppo durante tutto l’arco della loro vita. Lo ha annunciato la Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia, a Milano.

 

I disturbi del neuro sviluppo spesso si confondono

I disturbi del neuro sviluppo si manifestano di solito nell’infanzia, spesso in concomitanza fra loro, con deficit che possono influenzare il benessere anche in età adulta perché favoriscono la comparsa di altre malattie psichiche e compromettono il funzionamento sociale e lavorativo. Questi disturbi infatti persistono nell’adulto, pur con manifestazioni cliniche che possono modificarsi a seguito dello sviluppo individuale. Purtroppo, non sono rari i casi in cui i sintomi restano senza diagnosi ben oltre i diciotto anni: nell’adulto infatti l’ADHD e l’Asperger possono essere mascherati da altre condizioni psicopatologiche che spesso compaiono proprio perché le strategie di adattamento ai contesti risultano spesso insufficienti a un buon funzionamento nel lavoro, nello studio, nelle relazioni, esponendo di fatto il paziente a continui stress e micro-traumi. Così per esempio nel nostro Paese è stato stimato che picchi di ADHD siano presenti nel 25-30% dei pazienti con dipendenze e disturbi alimentari.

 

Riconoscere i primi sintomi è importante

Il primo passo per arrivare alla diagnosi è riconoscere i campanelli d’allarme dei disturbi del neuro sviluppo nell’adulto. I segni tipici dell’ADHD nell’adulto sono: la disorganizzazione e l’incapacità di darsi delle priorità, pianificare o focalizzarsi su un compito, la scarsa capacità di gestione del proprio tempo o di portare a termine gli obiettivi, l’impulsività, la scarsa tolleranza alle frustrazioni, gli sbalzi d’umore frequenti e la difficoltà nel gestire gli stress. Le persone con sindrome di Asperger hanno tipicamente scarse capacità di interazione sociale, sono spesso chiuse in un loro mondo e hanno difficoltà di comunicazione con gli altri, hanno una bassa autostima, interessi limitati e a tratti ossessivi, con un grande bisogno di routine fisse. In entrambi i disturbi i pazienti che arrivano all’età adulta senza avere avuto una diagnosi possono non sospettare il loro problema, ma semplicemente trovare molto faticosa la vita e le sfide di tutti i giorni.

 

Giorgia Andretti

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