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Il cervello sviluppa meno nei bambini dipendenti dai monitor

Novembre 15, 2019 10:00 am

Trascorrere troppo tempo davanti alla televisione comporta delle reali modificazioni alle strutture cerebrali responsabili delle attività cognitive dei bambini, arrecando danni stabili

Si diceva un tempo che trascorrere troppe ore davanti alla televisione possa danneggiare la mente dei bambini: era un’osservazione empirica, tipica delle nonne di altri tempi e invece avevano ragione. Un gruppo di scienziati ha scoperto che vedere troppa tv o usare a lungo lo smartphone o il tablet, insomma qualsiasi tipo di monitor apporta significative modifiche al sistema nervoso dei bambini, causando una diminuzione delle loro potenzialità cognitive.

 

Alterazioni nella sostanza bianca del cervello

Lo ha scoperto uno studio pubblicato da Jama Pediatrics basato sulla Risonanza Cerebrale, mettendo in relazione le modifiche attive sulla sostanza bianca con una perdita delle capacità cognitive. I ricercatori del Cincinnati Children’s Hospital hanno sottoposto quarantasette bambini e bambine tra tre e cinque anni ad un test per valutare le capacità cognitive, oltre che a una risonanza magnetica al cervello per stabilire la cosiddetta integrità della sostanza bianca, cioè la parte del cervello che garantisce il corretto passaggio delle informazioni fra le varie aree cerebrali. Ai genitori era stato fatto compilare un questionario sulle ore passate davanti a un qualsiasi monitor e quali fossero i contenuti guardati, da cui è scaturito un punteggio. Alti punteggi nel questionario sono stati associati ad un linguaggio meno espressivo, una minore abilità di dare il nome rapidamente agli oggetti e a più basse capacità di scrittura. All’aumentare del punteggio è risultata associata anche una minore integrità della sostanza bianca, soprattutto nelle aree che coinvolgono le funzioni del linguaggio e dell’alfabetizzazione.

 

Proponiamo attività più creative!

Questo è l’ultimo di una serie di allarmi lanciati dagli esperti sui pericoli dovuti al tempo passato dai ragazzini sui monitor, di qualsiasi tipo essi siano a cui si è unito anche Sean Parker, uno dei fondatori di Facebook. Ea ancora, non emerge nemmeno un tempo minimo sicuro, che si può concedere ai bambini. Sicuramente, ribadiscono gli esperti, l’ideale sarebbe che almeno fino ai tre anni i bambini vivano esperienze reali, giocando e interagendo con adulti e coetanei. Dopo questa età, senza essere eccessivamente rigidi, mezz’ora davanti alla televisione o al tablet, ovviamente assistendo a programmi di qualità, può essere concessa. Ma non più di questo tempo: lo schermo non può essere una baby sitter o l’unica risorsa di intrattenimento dei piccoli. Si deve investire tempo in passatempi di qualità. Prima di tutto il gioco all’aperto, con un abbigliamento adeguato in base al tempo. Quindi le attività sedentarie ma creative, come modellare, ritagliare, colorare o costruire meglio se invitando un paio di amichetti. Quindi musica e soprattutto letture adeguate all’età, nel fine settimana se possibile uscire con la famiglia anche per passeggiate in centri storici e quindi conoscere fin dai primi anni le bellezze delle nostre città.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico GuidaGenitori.it

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