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Convulsioni o epilessia: diagnosi e terapia

maggio 6, 2019 10:00 am

Convulsioni nei bambini: la migliore terapia è prevenirle bloccando il rialzo termico. Le forme patologiche dell’epilessia necessitano della corretta diagnosi e conseguente terapia specifica

La scorsa settimana abbiamo parlato della diagnosi delle convulsioni e dell’epilessia, in questa pagina affronteremo la tematica della diagnosi e quale terapia mettere in campo. Ovviamente per stabilire la corretta gestione farmacologica è necessario un corretto inquadramento della forma di epilessia da trattare.

 

Diagnosi dell’epilessia

La diagnosi è posta dallo specialista, neurologo o psichiatra specializzato prima del 1992, il quale esaminerà la storia medico-clinica e la descrizione degli attacchi, effettuerà quindi una visita neurologica per valutare lo stato sensoriale. Necessari allo specialista per una diagnosi il più possibile vicino alla forma di malattia sono un test chiamato elettroencefalogramma – EEG per confermare la diagnosi e ottenere maggiori informazioni sul quadro neurologico. L’EEG è una procedura indolore, registra con dei pennini speciali su carta l’attività elettrica del cervello una serie di linee ondulate. Queste linee normali in assenza di patologia possono diventare appuntite in alcune aree del cervello, infatti durante l’esame vengono stimolate le crisi di epilessia con flash luminosi; se durante lo stimolo il tipo di onda diventa irregolare e appuntita vuol dire che si è attivata la crisi e individuato il focus di partenza o se si tratta di crisi parziali.  Questo risultato può aiutare a guidare il trattamento. La TAC e la RMN, mostrano immagini dettagliate del cervello, queste metodiche possono aiutare a escludere alcune cause, come un cambiamento nella struttura del cervello dovute a presenza di sanguinamento in caso di trauma cranico o dello sviluppo di masse.

 

Messa in sicurezza e soccorso del paziente epilettico

Le crisi epilettiche, purtroppo possono attivarsi in qualsiasi momento e senza preavviso, tranne le forme di grande male che possono mostrare delle avvisaglie qualche istante prima della crisi: le auree, ovvero sensazioni particolari come un odore, un suono o un bagliore. L’imprevedibilità delle crisi consiglia di evitare alcune attività che potrebbero esporre i pazienti a pericoli per la vita, ad esempio perdere coscienza mentre si nuota o si fa il bagno. La stessa cosa vale per la pratica di alcuni sport.  In caso di crisi ecco cosa è necessario fare:

  • Allentare qualsiasi cosa intorno al collo che possa influire sulla respirazione
  • Mettere qualcosa di morbido sotto la sua testa
  • Non mettere nulla nella sua bocca se non un pezzo di stoffa, fazzoletto o asciugamano, tra i denti per evitare che si morda la lingua
  • Se la crisi dura più di 5 minuti o si ripresenta a distanza ravvicinata, se è una donna in stato di gravidanza o se ha il diabete chiamare il 118. Le crisi ricorrenti sono definite come una condizione detta di stato epilettico, questa condizione potrebbe causare seri problemi e deve essere bloccata con dei farmaci specifici somministrati da un medico insieme all’ossigeno

Alcune razze di cani possono essere addestrate ad avvisare i genitori in caso di una crisi del bambino.

 

Terapia dell’epilessia

  • I farmaci antiepilettici sono il trattamento più comune, non sempre la terapia è individuata immediatamente, lo specialista dovrà provare tra le varie molecole a disposizione quella più efficace a bloccare le crisi, quindi andrà avanti nella prescrizione fintanto che non si trova il farmaco e la dose adatta al paziente. Una volta individuatala terapia ideale, se viene assunta costantemente, le crisi non si presentano più.
  • Esistono altre forme terapeutiche come ad esempio la stimolazione del nervo vago o corticale, in questo caso si ricorre alla neurochirurgia, vengono infatti posizionati degli elettrodi sulla superficie del cervello.
  • Dieta chetogenica, se i farmaci non funzionano, può essere utile una dieta specifica ricca di grassi e proteine ​​e povera di carboidrati, questa dieta particolare aiuta a metabolizzare il grasso del corpo anziché gli zuccheri. Questo tipo di metabolismo attiva delle modificazioni a livello cerebrale tali da ridurre la probabilità delle crisi, È ovvio che questo tipo di dieta non può essere: fai da te, ma necessita del controllo medico.

I farmaci antiepilettici possono causare problemi al feto, se è in programma la nascita di un figlio è bene parlarne con lo specialista, potrebbe essere necessario rivedere il dosaggio o il tipo di molecola utilizzata.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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