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Convulsioni o epilessia: sintomatologia e diagnosi

aprile 29, 2019 10:00 am

Le convulsioni possono essere di due tipi: febbrili come capitano ai bambini piccoli quando hanno febbre elevata oppure essere uno degli eventi sintomatologici dell’epilessia

Le convulsioni febbrili  si presentano nei bambini piccoli, soprattutto quelli tra i dodici e diciotto mesi quando la febbre, di qualsiasi origine, superi i 38,5°. A soffrire di questa anomalia neurologica sono circa il 3% dei bambini al di sotto dei cinque anni. Il sintomo primario delle convulsioni è la perdita di coscienza del bambino, per prevenirle è necessario mantenere la febbre al di sotto dei 38°. Dopo i cinque anni il problema si risolve spontaneamente. Diverso è il discorso dell’epilessia, disturbo neurologico che può presentarsi con la stessa sintomatologia della perdita di coscienza ma in assenza di febbre, inoltre, i sintomi oltre a ripetersi posso anche presentarsi in forme diverse.

 

I sintomi neurologici dell’epilessia

Il sintomo primario sono le convulsioni, movimenti improvvisi in assenza del controllo cosciente, a queste possono associarsi disturbi motori o sensoriali anche in forma isolata, questi ultimi possono  mostrarsi come una semplice fissità dello sguardo fino a cadute improvvise senza causa. In tutte le forme sintomatologiche ciò che fa la differenza è la perdita di coscienza temporanea.  Di seguito un inventario dei sintomi che possono presentarsi:

  • Convulsioni generalizzate tonico-cloniche – dette anche grande male sono facilmente individuabili. Oltre alla perdita di coscienza, le braccia e le gambe si irrigidiscono e subito dopo iniziano a sussultare. Potrebbe verificarsi anche la perdita di urina per il rilascio degli sfinteri. Questo evento può durare fino a tre minuti. Al termine della crisi il paziente avverte uno stato di confusione associato a profonda stanchezza. Questo tipo di convulsione coinvolge molte aree del cervello proprio a giustificare l’insieme di sintomi che colpiscono il sistema senso-motorio;
  • Convulsioni focali – dette anche crisi parziali perché hanno origine in una parte del cervello. Il paziente potrebbe fare movimenti a scatti o vedere cose che non ci sono oppure potrebbe vagare, borbottare, schioccare le labbra o armeggiare con i vestiti. Lo spettatore di queste crisi potrebbe pensare che il paziente sia consapevole ma in realtà non è così, la consapevolezza è totalmente assente. Infatti, al termine della crisi il paziente potrebbe ritrovarsi in un luogo a lui sconosciuto oppure aver compiuto delle azioni di cui non ne ha alcun ricordo;
  • Assenze – conosciute anche come piccolo male, possono essere descritte come incantesimi fissi. La persona interrompe qualsiasi azione stia facendo, lo sguardo fisso nel vuoto per qualche secondo, poi continua come se nulla fosse accaduto. È più comune nei bambini e di solito inizia tra i quattro e i dodici anni. Alcuni bambini possono avere fino a cento attacchi di assenza in un giorno.

 

Quale è la causa dell’epilessia nei bambini

Tutto ciò che sconvolge la naturale architettura elettrica del cervello può causare questo disturbo e quindi la causa potrebbe essere:

  • Genetica;
  • Una modificazione strutturale dei circuiti neuronali a causa di infezioni in gravidanza;
  • Una grave lesione alla testa ad esempio gravi traumi cerebrali;
  • Infezione virale o batterica del cervello;
  • Mancanza di ossigeno a livello cerebrale ad esempio indice APGAR basso alla nascita o ictus per mancanza di ossigenazione delle cellule neuronali.

Nella maggior parte delle persone con epilessia non è facile individuare una causa specifica. L’epilessia nei bambini può essere curata, infatti, alcuni superano il disagio in pochi anni, i farmaci presi regolarmente spesso lo fermano. Nei casi in cui il farmaco specifico non dovesse riuscire nel controllo totale della malattia, saranno gli adulti: la famiglia o lo staff scolastico ben informato ad aiutare un bambino con epilessia a prendere parte in sicurezza alla maggior parte delle attività quotidiane comprese quelle sportive.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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