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Adolescenti e depressione, binomio frequente

Marzo 20, 2019 10:00 am

Negli ultimi dieci anni i disturbi mentali come ansia e depressione sono sempre più frequenti tra i giovanissimi. Riconoscerne i segnali premonitori è fondamentale per prevenire la malattia

L’adolescenza è un’età difficile, ma forse non lo è mai stata come ai giorni nostri. Sono infatti in aumento disturbi psichici come l’ansia e la depressione, probabilmente a causa di fattori estrinseci come l’uso eccessivo di dispositivi tecnologici e la carenza di sonno. Lo ha rivelato una ricerca pubblicata sul Journal of Abnormal Psychology, sostenendo che l’aumento dei casi è riscontrabile soprattutto in questa fascia di età.

 

Stress: ansia e depressione

Lo studio è stato condotto da Jean Twenge, autrice del libro – iGen – e docente di psicologia presso la San Diego State University. Ha coinvolto più di 200.000 adolescenti di dodici – diciassette anni tra 2005 e 2017 e quasi 400.000 adulti di diciotto anni o più per un periodo che va da 2008 a 2017. Il tasso di individui che hanno riferito sintomi depressivi è aumentato del 52% negli adolescenti tra 2005 e 2017 passando dall’8,7% al 13,2% dei teenager e del 63% tra i giovani adulti di diciotto – venticinque anni tra 2009 e 2017 passando dall’8,1% al 13,2%. C’è stato anche un aumento del 71% dei giovani adulti che hanno lamentato forte stress, dal 7,7 al 13,1% e del 43% del tasso di giovani che hanno dichiarato di pensare al suicidio dal 7 al 10,3% dei giovani. Secondo gli esperti la colpa va ricercata nei condizionamenti culturali come l’abuso tecnologico e la carenza di sonno che ne deriva, attivando effetti devastanti sul cervello in via di sviluppo dei teenager. I disturbi mentali possono sfociare proprio dall’incapacità del cervello di adattarsi alla velocità dei cambiamenti imposti dallo sviluppo tecnologico e dai nuovi trend culturali.

 

I possibili sistemi di prevenzione

Il problema ha dimensioni ormai pandemiche e gli specialisti richiamano l’attenzione sull’importanza di sviluppare interventi mirati e capire meglio come la comunicazione digitale favorisca i disturbi dell’umore fino all’ideazione del suicidio. È essenziale, secondo gli autori dello studio, rivalutare i tradizionali canali di socializzazione faccia-faccia limitando l’uso degli smartphone, diventati oggi il luogo di incontro favorito dei giovanissimi, i gruppi dei social di fatto sostituiscono gli incontri reali sul classico muretto o nei giardini. Stare a lungo attaccati allo smartphone causa disturbi del sonno secondo due meccanismi: prima di tutto un ragazzo tende ad andare a dormire sempre più tardi, quindi non riesce a riposare un adeguato numero di ore e tutto questo favorisce lo squilibrio della serotonina, che è connesso ad ansia e depressione. Inoltre, la luce blu crea alterazioni del ritmo del sonno, preziosissimo per il cervello in sviluppo dei giovani. No quindi a telefoni o tablet in camera da letto durante la notte e spegnerli almeno un’ora prima di andare a letto.

 

I segnali ai quali prestare attenzione

Oltre alla prevenzione, anche l’attenzione ai segnali  psichici è importante per capire se un ragazzino ha un inizio di depressione o di ansia. In questo caso è bene rivolgersi allo specialista psichiatra, il medico in grado di valutare l’eventuale disturbo. Compare un persistente senso di tristezza più accentuato in particolari momenti della giornata, soprattutto al mattino. Il ragazzo ha crisi di pessimismo e ripete di sentirsi una nullità, di non valere niente, di non essere amato da nessuno. Spesso ha crisi di pianto e inizia a manifestare un rendimento discontinuo, perdendo interesse verso quello che prima lo coinvolgeva. Inoltre ha difficoltà a riposare: si sveglia nel corso della notte, si alza, non riesce a prendere sonno. Quando si presentano anche solo tre o quattro di questi sintomi associati, non bisogna perdere tempo: ci si deve recare immediatamente da un valido psichiatra.

 

Lina Rossi

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