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Solarium vietati agli under 18

I lettini solari vanno utilizzati una volta ogni tanto, solo dai maggiori di 18 anni e sempre con adeguata protezione. Sono le indicazioni dei dermatologi per difendere la pelle.

Ha 17 anni e deve già fare i conti con il melanoma, un invasivo tumore della pelle che raramente colpisce in età così precoce. Lei è una ragazzina inglese che, per dare più colore al suo incarnato nordico, dall’età di dodici anni si è sottoposta a frequenti sedute di lampada solare: uno strumento che sfrutta l’azione di raggi ultravioletti per stimolare la produzione della melanina, il pigmento che conferisce un colorito ambrato della cute. La melanina funge anche da filtro contro gli effetti nocivi dei raggi, che causano scottature e predispongono, appunto, al tumore della pelle. Le pelli troppo chiare, però, di melanina ne producono poca, perché hanno pochi melanociti e sono quindi più sensibili e più a rischio di sviluppare malattie.

No alle lampade da bambini!
A rischiare malattie cutanee non sono solo le persone con le pelli chiare, ma anche i più giovani e soprattutto i bambini, i cui melanociti sono ancora in via di formazione e non riescono quindi a schermare la pelle in modo adeguato. Il discorso vale anche per il sole, naturalmente: i raggi solari sono però un elemento naturale ed esporsi alle ore giuste, con una protezione elevata in crema, può essere anche un fattore positivo per la crescita delle ossa. Un altro discorso vale per le lampade e i lettini solari: sottoporsi, nel caso dei bambini, non ha alcun senso, a meno che i raggi UV non facciano parte di un preciso programma terapeutico per curare alcune malattie come la dermatite atopica o la vitiligine. Ma non si dovrebbe mai permettere ai minorenni di “fare una lampada”: lo scotto che si potrebbe pagare è molto alto, come succede nel caso della ragazza inglese.

Rischi noti già da tempo
Un primo allarme sulla pericolosità delle lampade abbronzanti è stato diffusolo lo scorso anno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che alzato il livello di rischio delle apparecchiature Uv, passandole dalla categoria di «probabili cancerogeni» a quella di «cancerogeni per l’uomo». Gli esperti si sono infatti accorti che il rischio di melanoma sale del 75 per cento se l’uso delle apparecchiature abbronzanti inizia prima dei 30 anni. Non è tutto. Uno studio parziale della Commissione Ue, anch’esso diffuso poco tempo fa, ha riscontrato un basso livello di sicurezza nelle apparecchiature impiegate per lampade, lettini e docce solari. Un lettino su sette ha un livello di raggi UV superiore al consentito da una specifica direttiva Ue. Inoltre, i clienti non sono adeguatamente informati sui rischi per la salute e ai minori di 18 anni viene consentito l’utilizzo, quando invece dovrebbe essere vietato.

Più controllo sulle apparecchiature
Adesso, proprio in coincidenza con Euromelanoma Day, campagna europea di prevenzione contro il tumore alla pelle, la proibizione viene ribadita in un decreto legislativo che riguarda le apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico. Il decreto stabilisce che lettini e lampade a raggi ultravioletti dovranno possedere certe caratteristiche di sicurezza contenute in una delle schede tecnico informative allegate al regolamento predisposto da ministero della Salute e dello Sviluppo Economico. Nel decreto non mancano indicazioni su chi non dovrebbe proprio sottoporsi a sedute di lampada abbronzante. I raggi Uv sono off limits per minorenni, donne in stato di gravidanza, persone che soffrono o hanno sofferto di forme tumorali acute. Niente lampada anche alle persone con pelle chiara, che si abbronzano poco e si scottano con facilità. Alcune apparecchiature sono addirittura messe fuori legge: ne sono un esempio gli apparecchi che combattono la cellulite con la cosiddetta tecnica della cavitazione e quelli che effettuano il foto- ringiovanimento della pelle con la luce pulsata.

Tutti i rischi della lampada
Secondo il decreto, dovrà aumentare anche la sicurezza nei confronti degli utenti dei centri estetici, che dovranno essere resi più consapevoli che un uso scorretto può comportare un rischio per la pelle, in primo luogo una maggiore esposizione al melanoma. Dovranno essere esposti cartelli ben visibili dove si sconsigliano i raggi a persone con elevato numero di nei, a coloro che tendono a sviluppare lentiggini e che in età infantile e adolescenza hanno riportato ustioni solari frequenti e a chi è predisposto all’eritema solare. Inoltre sarà specificato che devono intercorrere almeno 48 ore tra una seduta abbronzante e l’altra e che tra un ciclo di trattamento e il successivo dovrebbe trascorrere almeno un mese. Prima di “fare la lampada” è importante eliminare ogni traccia di trucco e di profumi, che hanno un effetto foto sensibilizzante sulla pelle, aumentando il danno della luce. Precauzione anche con gli occhi: chi porta lenti a contatto deve toglierle prima del trattamento. Tutti, poi, devono usare sempre occhiali protettivi con caratteristiche idonee che devono essere messe a disposizione dei clienti.

 

Sahalima Giovannini

 

Ha collaborato:
Dott.ssa Caterina Dianzani
MD,Phd. Responsabile Dermatologia Università Campus Biomedico Roma

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