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Con il freddo la pelle reagisce con la dermatite

Dicembre 3, 2019 10:00 am

Il calo delle temperature, i tessuti ruvidi, il riscaldamento spesso eccessivo negli ambienti chiusi possono riattivare nei bambini la dermatite atopica, con prurito e rossore

La dermatite atopica è definita una malattia infiammatoria cronica recidivante con periodi di remissione e periodi in cui si riacutizza. In estate, l’effetto positivo della luce solare, il relax e i vestiti leggeri favoriscono un miglioramento. Nei mesi invernali, possiamo notare nei nostri bambini con dermatite atopica un netto peggioramento. Le lesioni tornano ad essere arrossate ed evidenti con prurito intenso.

Dermatite atopica, di cosa si tratta?

La dermatite atopica è una malattia della pelle su base genetica, si presenta accompagnata da pelle secca e talvolta con sintomi asmatici e rinite. Ad essere colpita è soprattutto la pelle del viso ma anche vaste aree del corpo: il collo, il décolleté, il retro delle ginocchia, i piedi, il cuoio capelluto, le mani e gli avambracci con pelle arrossata e desquamata con essudato Il tutto è accompagnato da prurito intenso, talvolta incontrollabile. Il bambino è geneticamente predisposto a soffrire di questo problema. Si verifica un’alterazione della funzione della barriera cutanea per modificazione del metabolismo dei lipidi epidermici, la conseguenza è che la pelle perde grassi e acqua diventando secca e ruvida, permeabile, facilmente irritabile anche da stimoli che per altre persone sono normali. È senz’altro coinvolta anche un’origine allergica. La persona con dermatite atopica è soggetta a una risposta esagerata del sistema immune verso gli allergeni ambientali, che così penetrano più facilmente nel corpo e danno origine alle manifestazioni cutanee. Sono anche responsabili fattori ambientali: inquinamento, fumo, riscaldamento domestico eccessivo che asciuga l’aria di casa, durezza dell’acqua, inquinamento atmosferico.

Conseguenze della dermatite a topica

Ai ricorrenti problemi di insonnia dovuti al prurito, sono diverse le attenzioni e le rinunce che chi ne è affetto deve mettere in atto nella sua vita quotidiana: in ciò che indossa, nelle sostanze con cui entra in contatto e a cui si espone. Sul fronte psicologico i soggetti più gravi sono affetti da stress, frustrazione, senso di discriminazione e sfiducia in se stessi. Gli effetti più ricorrenti sono imbarazzo e disagio nei confronti del prossimo che possono sfociare in paura del confronto e del giudizio dell’altro. Per questa ragione è importante portare il bambino dal pediatra ed eventualmente dal dermatologo pediatrico. La diagnosi della dermatite atopica è clinica e si basa sui segnali di maggiore rilevanza. Questi sono la secchezza cutanea ed eczema cronico recidivante. Per una diagnosi ancora più precisa è indispensabile l’anamnesi, in cui si rivelano fondamentali dettagli riferiti dalla persona stessa o dai genitori del bambino. Gli esami allergologici sono utili se uniti al riscontro clinico, solo nei casi in cui allergeni alimentari, inalatori, da contatto hanno un ruolo significativo nello scatenamento della dermatite.

Pelle, le cure da applicare in inverno

La cura della dermatite si avvale di pomate al cortisone, sempre dietro controllo medico, e di prodotti emollienti per contrastare la secchezza. Per l’igiene vanno preferite docce tiepide e non troppo prolungate, con una piccola quantità di detergente delicato, poco schiumogeno. È anche importante evitare il contatto con tessuti ruvidi: a contatto della pelle deve esserci il cotone, attenzione alla lana, pur tenendo caldo, è irritante. La temperatura in casa non deve essere troppo calda ed è essenziale mantenere una adeguata umidità, per non disidratare la pelle. Buone speranze vengono da dupilumab, un anticorpo monoclonale presentato al congresso annuale dell’American Academy of Dermatology, in corso di approvazione per i bambini con dermatite atopica grave. I soggetti trattati hanno ottenuto un significativo miglioramento della malattia rispetto all’utilizzo del solo cortisone, in termini soprattutto di miglioramento delle lesioni cutanee, della serietà complessiva della malattia e di riduzione del prurito, con ricadute positive dirette sulla qualità di vita.

Lina Rossi

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