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Come riparare la pelle dalle ustioni dai raggi solari

agosto 6, 2019 10:00 am

Pelle arrossata, calda, urente con dolore intenso e che spesso si copre di vescicole. Ecco cosa fare se, nonostante le mille raccomandazioni sulla protezione, l’ustione presenta il conto

Lo abbiamo ripetuto tante volte: le scottature da sole vanno evitate, perché possono predisporre a malattie serie della pelle. Se però, nonostante tutto l’ustione arriva, è opportuno trattarla in modo appropriato per riparare il più possibile i danni.

 

Se si tratta di una scottatura

La scottatura da sole è una ustione di primo grado, provocata dall’aggressione dei raggi solari sulla pelle non ancora pronta a difendersi. Prima compare un eritema, caratterizzato da bruciore e arrossamento. Quindi, lo strato cutaneo più superficiale, danneggiato, si stacca, lasciando il posto alla pelle sana. Per lenire il bruciore, è molto utile applicare impacchi di camomilla. Sono molto efficaci anche gli impacchi di pane: si eseguono inumidendo in acqua fredda un po’ di pane e applicandolo sulla pelle dolorante. Oltre a questi rimedi della nonna, vanno benissimo i doposoli lenitivi e le creme specifiche contro le scottature a base di aloe e calendula, si acquistano in farmacia. In seguito, è possibile esporsi al sole a patto di applicare un prodotto solare a schermo totale, ovvero protezione cinquanta. Una volta che la scottatura è in via di guarigione e si sta formano lo strato cutaneo nuovo, non si deve commettere l’errore di esporsi senza protezione. La pelle sottostante è molto delicata e la scottatura è in agguato.

 

Altra cosa sono le ustioni

Le ustioni sono offese degli strati più profondi della pelle. Sono più serie delle scottature della pelle causate dall’eccessiva esposizione ai raggi solari, che vengono chiamate ustioni di primo grado e si curano facilmente. In genere sono provocate dall’azione diretta del calore, dal contatto con sostanze chimiche, acidi o corrente elettrica. Possono essere di due tipi: più superficiali o di secondo grado e più profonde, in questo caso sono dette di terzo grado. Le ustioni di secondo grado devono essere curate dal medico. Prima è comunque opportuno lavare la parte ustionata con acqua fredda corrente, per circa venti minuti. L’area va poi protetta con una garza sterile. E’ infine necessario far bere molti liquidi alla persona. Anche le ustioni più serie, quelle di terzo grado, che interessano gli strati più profondi, sono di competenza esclusiva del medico. Nel frattempo, si può cercare di pulire con delicatezza la zona ustionata con acqua fredda, proteggendola poi con garze sterili, e far bere molto la persona colpita. Non si deve cercare di curare da soli le ustioni. I trattamenti adatti a queste ferite prevedono l’impiego di pomate a base di nitrato d’argento o di cerio, rimedi che non sono a disposizione neppure del medico generico, ma che devono essere applicate esclusivamente dallo specialista.

 

Giorgia Andretti

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