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Piercing e tatuaggi, sono necessari più controlli

settembre 21, 2018 10:00 am

Sempre più adolescenti minorenni si sottopongono a piercing e tatuaggi nonostante i divieti. Così facendo corrono seri rischi per la salute. I dermatologi europei chiedono più controlli

Piercing e tatuaggi sono sempre più ricercati dai giovanissimi: e poiché per legge non possono essere effettuati su minorenni, sono in molti a ricorrere a figure prive di certificazioni r quindi non professionisti, correndo seri rischi per la salute dovuti al mancato rispetto di cautele e norme igieniche elementari. La moda del piercing coinvolge in effetti circa il 30% dei giovani europei. In Italia emerge che circa il 20,3% dei ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni ha applicato un piercing, con maggiore incidenza nel sesso femminile, secondo un’Indagine Eurispes su 3.800 ragazzi. Particolare attenzione va riservata ai rischi clinici e alle motivazioni psicologiche. Con tatuaggi e piercing si possono trasmettere, infatti, infezioni batteriche sulla pelle, che a volte possono penetrare nel sangue e coinvolgere perfino il cuore. Si possono trasmettere i virus dell’epatite B e C e, in misura minore, anche il virus dell’Aids. Anche gli inchiostri utilizzati per il tatuaggio e i metalli per il piercing possono rappresentare un problema. L’hennè nero, ottenuto attraverso un composto molto pericoloso come la parafenilendiamina – PPD – può provocare allergie temibili.

 

Dermatologi europei, più controlli

Per garantire più sicurezza, i dermatologi europei rivolgono un appello all’Europa per rafforzare la normativa sugli inchiostri per tatuaggi. Regolamenti di igiene e sicurezza esistono ma si concentrano sulle norme igieniche per prevenire le infezioni. Si parla poco della qualità degli inchiostri che possono contenere germi, batteri e scatenare serie reazioni allergiche. Se ne è parlato durante il 27esimo Congresso dell’Eadv, l’Accademia Europea di Dermatologia e Venereologia in corso a Parigi. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha preparato due proposte per migliorare la composizione degli inchiostri per tatuaggi purtroppo ancora insufficienti per garantire inchiostri sicuri senza alcun rischio di tossicità e cancerogenicità. Per eliminare le sostanze cancerogene e limitare gli effetti tossici a lungo termine, sono necessarie misure rigorose e limiti di sicurezza ben definiti con metodi analitici appropriati. Gli inchiostri per tatuaggi dovrebbero soddisfare almeno gli stessi standard di sicurezza dei prodotti cosmetici.

 

Troppi batteri negli inchiostri

Uno studio danese sulla contaminazione batterica degli inchiostri ha mostrato come uno su dieci sia contaminato da batteri, uno di questi è lo stafilococco responsabile di infezioni alla pelle. Gli inchiostri per tatuaggi inoltre sono costituiti da pigmenti e coloranti con additivi e tracce di metalli pesanti nano-particolati. I coloranti per tatuaggio possono rilasciare ammine aromatiche cancerogene e idrocarburi aromatici policiclici. In molti casi, gli ingredienti e i prodotti chimici non vengono chiaramente etichettati. Secondo i dermatologi i rischi sono principalmente quello di contaminazione batterica, allergie e il rischio di effetti tossici. In due casi su tre i medici segnalano alcuni effetti collaterali dopo i tatuaggi, come per esempio la sensibilità al sole. È quindi opportuno andare oltre le raccomandazioni di osservare se sono rispettate le norme igieniche, essenziali per la prevenzione dell’epatite Va anche controllata la qualità di sostanze che, entrando a contatto con la pelle, possono penetrare a fondo, arrivando al sangue e ai linfonodi.

 

Giorgia Andretti

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