Le malattie intestinali croniche nei bambini

dentice
Il nostro menù del giorno 02_04_2021
2 Aprile 2021
zuppa di lenticchie
Il nostro menù del giorno 05_04_2021
5 Aprile 2021

Le malattie intestinali croniche nei bambini

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, meglio conosciute con l’acronimo italiano – MICI  o quello anglosassone Inflammatory Bowel Diseases – IBD sono malattie a base infiammatoria e ad andamento cronico-recidivante. Questo significa che sono sempre presenti e che in alcune situazioni si fanno sentire di più.

Le MICI o IBD colpiscono anche i bambini

Le malattie infiammatorie croniche intestinali si suddividono in due forme: Colite ulcerosa e Malattia di Crohn. Sono caratterizzate da un’eccessiva risposta immunitaria agli antigeni presenti nella mucosa intestinale. In altre parole, per cause ancora ignote, il sistema immunitario produce autoanticorpi che attaccano le strutture dello stesso organismo. Compaiono sintomi spesso difficili da collegare a una malattia intestinale di tipo cronico, per esempio dolori addominali, diarrea con sangue, vomito, febbre, calo ponderale, astenia. Ad essere colpiti da questi disturbi sono almeno duecentomila persone nel nostro Paese, quasi tutte in giovane età e sono molti i casi tra bambini. Il disturbo provoca un gran disagio personale e relazionale. I ragazzi che ne soffrono non riescono ad avere una vita regolare come i coetanei. Infatti, non riescono a pianificare una serata fuori casa da un amico o un pomeriggio a studiare insieme, perché hanno sempre l’incubo di avere sintomi dolorosi e imbarazzanti. Ecco perché il problema va diagnosticato   attentamente e affrontato con la terapia di ultima generazione ed efficacie.

Malattie croniche intestinali di cosa si tratta

La Colite Ulcerosa coinvolge una parte limitata dell’intestino, localizzandosi nella mucosa del retto e del colon provocando ulcerazioni multiple. La malattia tende a presentarsi all’interno della stessa famiglia colpendo adolescenti tra di quindici e sedici anni. I segni e sintomi più comuni sono: dolori addominali, diarrea mista a muco e sangue, febbre, astenia, dimagrimento ma spesso sono poco evidenti e quindi non è facile capire il problema. Le complicanze intestinali includono emorragie, gonfiore, perforazioni. La malattia di Crohn solitamente si localizza nel colon e nell’ultima parte dell’intestino tenue ma può colpire un po’ tutto l’intestino. Il Crohn non è ereditario anche se è presente una componente genetica, e dà luogo a gonfiori addominali e dolori, diarrea cronica, perdita di peso, febbre, sanguinamento rettale. La malattia può dare frequentemente luogo a complicanze come la fibrosi intestinale.

L’importanza della diagnosi

Se un ragazzo accusa i sintomi descritti, è importante che ne parli con il medico e con un gastroenterologo. Per impostare la cura corretta e quindi avere un miglioramento globale della salute, occorre avere una diagnosi esatta, distinguendo il Crohn o la colite ulcerosa dalla celiachia, un’altra malattia cronica in cui l’intestino viene colpito e causa dolore, gonfiore, diarrea, malassorbimento. Il medico può iniziare ad avere un sospetto già con anamnesi e visita, ma soprattutto con esami come l’endoscopia con biopsia, la Risonanza Magnetica e la Tac dell’intestino. Sempre più diffusa è poi l’ecografia delle anse intestinali. Per la celiachia si va invece alla ricerca degli anticorpi. Gli adolescenti devono essere consapevoli che il fumo di sigaretta è un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Crohn e che i fumatori hanno un decorso più aggressivo di malattia con maggiore probabilità di avere un intervento chirurgico, una recidiva post-chirurgica e una minore risposta al trattamento medico.

La terapia di ultima generazione per le malattie croniche intestinali

Mentre un tempo queste malattie si potevano affrontare solo con il cortisone, oggi sono disponibili farmaci biologici per bloccare selettivamente i meccanismi che promuovono l’infiammazione limitando i danni sull’organismo. La loro introduzione ha permesso di trattare più precocemente le forme più aggressive di malattia consentendo trattamenti efficaci e sicuri, con un netto miglioramento della qualità di vita delle persone colpite. Solitamente si somministrano in fase acuta per via sottocutanea attraverso una siringa pre-riempita pronta per l’uso e alcuni tipi si possono utilizzare anche a casa. L’uso di questi farmaci ha ridotto notevolmente la necessità di ricorrere all’intervento chirurgico, un tempo era quasi obbligatorio. Per quanto riguarda la dieta, oggi la tendenza è lasciare che un ragazzo segua una dieta variata, evitando le fibre in fase acuta perché possono aumentare gli attacchi di diarrea. È necessario comunque l’aiuto di uno specialista per impostare l’alimentazione indicata al proprio stato di salute e al proprio fisico. Sono anche sconsigliati gli alimenti ricchi di grassi e di sale oltre ovviamente al junk food che va limitato il più possibile.

Giorgia Andretti

Registrati o Accedi

Comments are closed.