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Otto su dieci: è il numero delle scuole dove il bullismo purtroppo resta un problema

novembre 20, 2012 12:00 pm

Secondo esperti toscani, il bullismo continua ad essere presente. L’intervento delle famiglie e della scuola è essenziale, ma è importante che anche le istituzioni intervengano per arginare il triste fenomeno in crescita.

Secondo gli esperti, il bullismo è una triste realtà purtroppo in crescita e quello che viene evidenziato è solo la punta dell’iceberg. In una regione come la Lombardia, dove il fenomeno è molto diffuso, i dati ufficiali parlano di dieci episodi seri di bullismo accertati. Ma è solo la punta di un iceberg: in ogni scuola, centro sportivo, perfino oratorio ogni giorni si verificano episodi di bullismo, troppo spesso sottovalutati o etichettati come “normali dinamiche di crescita tra ragazzi”. Gli esperti ritengono che la forbice dell’età del bullismo si allarghi sempre di più: se una volta riguardava soprattutto i ragazzi tra i 13 e i 15 anni, oggi i bulli hanno tra i 12 e i 17 anni e tra loro sono in aumento le ragazze. Il bullismo è un fenomeno trasversale: è diffuso cioè tra i ragazzi di qualsiasi tipo di scuola, licei compresi, ma soprattutto “attraversa” tutte le classi sociali. Alcuni psichiatri dell’Università di Pisa hanno segnalato il bullismo come un problema presente in otto scuole su dieci.

Un ragazzo oggetto di bullismo cambia
La lotta al bullismo deve partire dall’ambiente domestico. Rendersi conto che il proprio figlio è preso di mira dai bulli, però, non è un processo mentale facile per una famiglia. Infatti, il dolore può indurre a convincersi che si tratti solo di ragazzate, di qualcosa che è sempre successo nella scuola e che tutto si risolverà. Invece, è importante osservare con attenzione il comportamento del proprio figlio per un periodo di tempo sufficientemente lungo da non poter pensare a una crisi passeggera, dovuta magari a un litigio con un amico, ma a un reale disagio. È il caso di rivolgersi agli esperti se il ragazzo:

– si dimostra ancora più chiuso del solito
– ha un calo nel rendimento scolastico
– si dimostra disinteressato a quello che normalmente lo attraeva
– entra in crisi al mattino, specie all’inizio della settimana, quando deve andare a scuola
– è aggressivo e rabbioso
– a volte scoppia in lacrime senza motivo

Atteggiamenti da seguire, errori da evitare
Se in famiglia si ha il sospetto che il proprio figlio sia vittima di bullismo, è giusto rivolgersi agli esperti. Prima di tutto, però, si deve affrontare il discorso con il ragazzo e con gli insegnanti, senza sottovalutare gli episodi e facendo sentire al giovane tutto il proprio affetto e sostegno. È essenziale evitare frasi di rimprovero del tipo: “succede così perché non sei in grado di farti valere con gli altri”. Gli insegnanti vanno resi partecipi del momento difficile che il ragazzo sta vivendo. Da essi è giusto pretendere ascolto e collaborazione. È meglio evitare di cambiare scuola al ragazzo: lo vivrebbe come un fallimento e non è detto che in un nuovo ambiente saprebbe affrontare una situazione simile. Si sentirebbe probabilmente più debole e insicuro.

Le conseguenze di un problema nascosto
Oggi ci si interroga sulle ragioni del bullismo e quasi mai ci si occupa del destino dei ragazzi e delle ragazze che ne sono vittime. Non si parla mai delle conseguenze devastanti che uno o più episodi di bullismo hanno, con il suo carico di violenza psicologica o fisica. Un ragazzo che ha vissuto questa esperienza porta dentro di sé una carica di frustrazione molto forte, perché si sente debole, incapace di reagire davanti agli insulti ed alle provocazioni. Tutto questo mina un’autostima già traballante e la questione si complica se al ragazzo-vittima viene fatta cambiare scuola, cosa che viene vissuta come una rinuncia a lottare, un fallimento. In questo modo perde i pochi punti di riferimento e tutto questo lo fa sentire un ragazzo che non sa affrontare la realtà. Un rischio da non trascurare: una persona che ha vissuto questa esperienza può diventare a sua volta un bullo, dando così sfogo alla rabbia repressa. E non è raro vedere ragazzi vittime di bullismo soffrire di disturbi nervosi, come crisi di ansia o depressione fino ad arrivare all’atto estremo: il suicidio.

Giorgia Andretti

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