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Alcol, spinelli e sostanze nate in laboratorio sono sempre più diffuse tra gli adolescenti

settembre 19, 2012 11:40 am

Non solo cannabis e alcol, ma anche altri tipi di droghe minacciano la salute dei ragazzi sempre più attratti dalla ricerca dello sballo. Da una indagine effettuata su oltre mille persone emerge un calo del Q.I. di circa 8 punti.

I nostri ragazzi sono sempre più a rischio per quello che riguarda le droghe. Uno studio condotto in Nuova Zelanda, per esempio, ha portato alla luce le conseguenze derivanti dall’utilizzo precoce di cannabis. Ma non è solo questo tipo di droga a destare la preoccupazione dei genitori: spesso, complice una serata in discoteca con gli amici, gli adolescenti tendono al consumo di alcol e sostanze stupefacenti. La convinzione di smettere quando si desidera li conduce in breve tempo alla dipendenza e a li espone a gravi rischi per la salute. Una volta scoperto il disagio dei propri figli è necessario affidarci al supporto psicologico di un medico che aiuti tutta la famiglia a superare questo genere di difficoltà.

Le conseguenze dell’utilizzo di cannabis
Chi inizia precocemente a far uso di cannabis è destinato ad incorrere in una notevole riduzione del quoziente intellettivo. A dimostrarlo è uno studio condotto in Nuova Zelanda, a Dunedin, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS e coordinato da Madeline Meier della Duke University di Durham, in North Carolina. La ricerca è stata effettuata su più di mille persone nate tra il 1972 e il 1973 e seguite fino ai 38 anni di età, da questa indagine è emerso che il quoziente intellettivo dei soggetti che hanno fatto utilizzo di cannabis è notevolmente ridotto, peraltro in modo irreversibile, rispetto ai coetanei che non hanno fatto uso di marijuana durante l’adolescenza: il punteggio QI medio è calato addirittura di 8 punti . È stato riscontrato in questi soggetti un vero e proprio declino neurologico, comprovato dagli scarsissimi risultati ottenuti in seguito allo svolgimento di test psicologici per valutare la memoria, la velocità di elaborazione, il ragionamento e l’elaborazione visiva. Il confronto è stato effettuato con persone che non avevano fatto uso di cannabis fino alla completa formazione del cervello, che avviene dopo i 18 anni, fare uso di droghe prima di questa età potrebbe rendere più vulnerabili ai danni causati dalle sostanze stupefacenti e provocare più facilmente dipendenza.

Le droghe più diffuse tra i giovani
Tra le droghe più diffuse tra i giovani, oltre alla cannabis, sono da annoverarsi cocaina, ecstasy, lsd- acidi e popper. Ognuna di queste sostanze produce effetti che alterano lo stato emotivo e che conducono il consumatore alla dipendenza. Finito l’effetto però le conseguenze sono devastanti:

  • Cannabis: è una pianta tropicale da cui si estraggono e marijuana e hashish. Oltre ad essere fumata può essere mangiata o bevuta in infusi, Nell’immediato esalta le sensazioni di allegria e rilassatezza, a lungo andare causa stanchezza, difficoltà di concentrazione e aumento di peso. I segnali che permettono i genitori di accorgersi dell’eventuale consumo di marijuana o hashish da parte dei propri figli sono le pupille dilatate, gli occhi arrossati e un inconsueto aumento dell’appetito.
  • Cocaina: può essere inalata, fumata o iniettata, si presenta come una polvere bianca e comporta eccitamento e sensazione di onnipotenza per 3-4 ore dopo l’assunzione, svanito l’effetto è causa di depressione, insonnia, sanguinamenti dal naso, nervosismo, inappetenza, calo di peso, difficoltà mnemoniche, infarto e impotenza.
  • Ecstasy: fa parte della famiglia delle anfetamine ed esiste in oltre 90 versioni sottoforma di pasticche. Svanito il suo effetto, più duraturo rispetto agli altri tipi di droga, i postumi sono devastanti. L’ecstasy infonde adrenalina, disinibizione e iperattività accompagnate da aumento della frequenza cardiaca, sudorazione e temperatura corporea superiore ai 42°C. Le conseguenze si rinvengono in insonnia, aggressività, depressione, distrazione, calo del rendimento scolastico e nello sport
  • Lsd- acidi: esistono in pastiglie o cartoncini colorati da succhiare, provocano allucinazioni e al termine dell’effetto causano catalessi.
  • Popper: droga sintetica liquida che si inala, provoca euforia e tachicardia per pochi secondi.

Un ulteriore forma di dipendenza da non sottovalutare nei giovani è quella derivante dal consumo di alcol. Dai dati della ricerca scientifica emerge che iniziare a bere prima dei 16 anni di età comporta un rischio di sviluppare alcoldipendenza in età adulta 4 volte maggiore rispetto a chi inizia dopo i 21 anni. Le implicazioni derivanti dall’eccessivo consumo di alcol oltre ad essere di carattere sanitario, coinvolgono anche lo stato emotivo comportando spesso assunzione di comportamenti a rischio, calo del rendimento scolastico, sviluppo di aggressività e violenza. Le condizioni patologiche estreme che possono derivarne sono l’intossicazione acuta alcolica o l’alcoldipendenza: 1 caso su 5 di intossicazione acuta alcolica che giungono al pronto soccorso coinvolge ragazzi sotto i 14 anni.

Cosa spinge i giovani verso alcol e droga
Dietro l’utilizzo da parte dei ragazzi di alcol e sostanze stupefacenti possono celarsi diverse motivazioni. Spesso, a muovere gli adolescenti verso queste forme di autolesionismo, contribuisce lo spirito di aggregazione con gli altri compagni che già ne sono coinvolti: imitare il ragazzo considerato forte, determinato ed intraprendente per il sol fatto che ha il coraggio di fare cose socialmente non accettate, permette automaticamente di sentirsi al suo stesso livello. A questa soluzione giungono generalmente i giovani che non si riconoscono in niente, ragazzi che hanno bisogno di credere in qualcosa al di fuori di loro stessi, è come se non avessero strutturato un IO forte in cui riconoscersi. In altri casi invece è la ricerca di quel che viene chiamato “sballo” a muovere i giovani verso le droghe: il desiderio di trasgredire, la convinzione che l’utilizzo di alcol e droga comporti un maggior divertimento, sicuri di poter smettere in qualunque momento, inconsapevoli del fatto che l’assuefazione arriva prima di quanto ci si aspetti.

Come affrontare un problema di dipendenza
Aver costruito un rapporto aperto al dialogo con i propri figli negli anni precedenti all’adolescenza può consentirci di conoscere dettagli della loro vita molto importanti: al rientro a casa è necessario parlare con loro, senza mostrare atteggiamenti inquisitori, ma semplicemente discutendo delle rispettive giornate, raccontando di come si è trascorso il nostro tempo e facendoci raccontare come hanno trascorso il loro, accertandosi così anche delle amicizie frequentate. Non è semplice per i genitori cogliere i primi segnali di dipendenza, ci sono tuttavia dei comportamenti utili a far scattare il campanello d’allarme, tra questi potrebbero esserci un improvviso calo del rendimento scolastico, le insistenti richieste di denaro giustificate da motivazioni poco convincenti e accompagnate da reazioni di disagio, aperte manifestazioni di rabbia qualora gli si impedisca di uscire quando lo richiedono. Qualora venga scoperta la dipendenza ad avere bisogno di un sostegno psicologico sono soprattutto i genitori, è indispensabile per loro essere guidati e resi coscienti dei problemi che si trovano a dover affrontare. Senza indugiare è necessario affidare il proprio figlio alle cure di un buono psicoterapeuta, ancor meglio se anche medico, per aiutarlo tutti insieme ad uscirne fuori. A seconda del grado di dipendenza, potrebbe non essere sufficiente il solo dialogo, può essere altresì indispensabile, oltre al sostegno dei genitori, anche l’intervento di un medico che coordini il tutto che associ, se lo ritiene necessario, una terapia farmacologica per superare i primi momenti della dissuefazione.

Simona Marchionni
Con la collaborazione della dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

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