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L’adolescenza all’epoca del Coronavirus

25 Marzo, 2020 1:00 pm

Maturi nel valutare le notizie che circolano sul Coronavirus e più ligi alle regole di sicurezza rispetto agli adulti: è il ritratto degli adolescenti italiani al tempo del Coronavirus

Avevamo paura che si ribellassero alle misure di sicurezza del decreto – Io resto a casa – che trascorressero le giornate davanti allo smartphone. Invece, a quanto pare, noi genitori italiani dobbiamo essere orgogliosi del nostri ragazzi. Secondo un’indagine condotta da un gruppo di esperti, i ragazzi si sono dimostrati rispettosi delle norme restrittive e attenti nel valutare l’informazione corretta. Spesso, ancor più di certi adulti.

Una ricerca online dimostra la consapevolezza degli adolescenti

Lo spiega un’indagine online svolta da Laboratorio Adolescenza: per gli adolescenti le misure di prevenzione sono giuste e da rispettare e, a dispetto di quanto si possa pensare, i giovani si dimostrano attenti e più responsabili degli adulti. Ovviamente, la preoccupazione per il Coronavirus esiste ed è diffusa un po’ in tutto il paese, non solo nelle zone dove il contagio è maggiore. La metà dei ragazzi si dichiara abbastanza preoccupata, il 14% molto preoccupato, il 35% poco o per nulla. Le ragazze hanno risposto in modo più massiccio al questionario e risultano più preoccupate rispetto ai maschi. La preoccupazione aumenta con l’età: tra i quattordici e sedici anni è molto preoccupato l’11%, il 13% i ragazzi tra i diciassette e diciannove anni, il 23,5% dei ragazzi tra i venti e venticinque anni. Più della metà degli adolescenti ritiene che i genitori siano mediamente più preoccupati di loro, ma il 44% sostiene che il livello di preoccupazione genitori-figli sia sostanzialmente uguale. Solo una piccola percentuale, 4%, è più preoccupato dei rispettivi genitori.

Adolescenti più responsabili in Emilia che in Lombardia

Confrontando le risposte dei giovani residenti in Lombardia ed in Emilia Romagna, ragazze e ragazzi di quest’ultima regione si dimostrano leggermente più attenti e prudenti rispetto ai coetanei lombardi. I ragazzi comunque in generale hanno compreso l’importanza di rispettare le precauzioni necessarie per ridurre la diffusione del virus: lavarsi sempre le mani a lungo con sapone e strofinando bene, usare se necessario un disinfettante alcolico, restare in casa e se si esce tenersi a distanza da chiunque. I pediatri del Laboratorio Adolescenza e della Società Italiana di Cure Primarie Pediatriche – SICuPP – che hanno contribuito alla stesura del questionario, giudicando complessivamente il tenore delle risposte, descrivono i ragazzi consapevoli, responsabili e prudenti senza eccessi, anche se la definizione di piccoli adulti non è corretta perché spesso sono proprio gli adulti a non dare dimostrazione di altrettanta maturità.

Informazione: bene giornali e Tv, no ai social

Oltre a condividere ed attenersi in larga maggioranza alle misure di prevenzione, gli adolescenti promuovono anche giornali e Tv per l’informazione che sta circolando sul tema. La maggioranza la considera corretta ed adeguata, il 36,6% troppo allarmistica e il 20,2% reticente per non spaventare. Tra i maschi aumenta la percentuale di chi la considera eccessivamente allarmistica. Nonostante i ragazzini vivano sui social soprattutto in questo periodo di clausura, non sono convinti della correttezza delle notizie che girano sui social. Ben il 71,6% la ritiene imprecisa, per cui è difficile valutarne la veridicità e a questo si aggiunge un ulteriore 10% che pensa sia prevalentemente falsa o non affidabile. Per quanto riguarda la durata dell’emergenza, il 76% è convinto che durerà dei mesi: anche in questo si dimostrano assolutamente sul pezzo. Solo un 22% di ottimisti ritiene che il tutto si potrà esaurire in qualche settimana.

Giorgia Andretti

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