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Il cyberbullismo peggiora i sintomi della depressione

5 Febbraio, 2020 1:46 pm

Dannoso di per sé, il cyberbullismo ha un odioso risvolto: può rendere più intensi i disturbi depressivi e creare quindi un quadro psicologicamente devastante per la vittima. Il cyberbullismo non è solo un modo perfido e pessimo per danneggiare la psicologia della vittima. Ha anche una conseguenza molto seria: peggiora i sintomi della depressione e…


Dannoso di per sé, il cyberbullismo ha un odioso risvolto: può rendere più intensi i disturbi depressivi e creare quindi un quadro psicologicamente devastante per la vittima. Il cyberbullismo non è solo un modo perfido e pessimo per danneggiare la psicologia della vittima. Ha anche una conseguenza molto seria: peggiora i sintomi della depressione e del disturbo post traumatico da stress nei giovani. Lo afferma uno studio dell’Università di Miami e pubblicato sul Journal of Clinical Psychiatry, ha coinvolto ragazzi che si trovavano già in cure all’interno di una clinica per la cura di disturbi mentali. Il lavoro ha permesso di scoprire che i bambini con una storia di abusi alle spalle hanno avuto maggiori probabilità di essere vittime di cyberbullismo. Per questo gli studiosi pensano che durante le valutazioni di un trauma infantile si dovrebbero includere anche quelle legate a questo fenomeno digitale.



Cyberbullismo: persecuzione sottile e dannosa

Secondo gli autori della ricerca, il cyberbullismo è più dannoso di altre forme di bullismo a causa della sua portata e può essere virale e persistente. I ricercatori hanno notato che gli adolescenti, vittime di bullismo in passato, avevano un rischio maggiore di esserne nuovamente coinvolti. In generale, le vittime avevano una gravità significativamente più elevata del disturbo post-traumatico da stress, della depressione, della rabbia e della dissociazione fantastica rispetto a quelli che non erano vittime di bullismo. Genitori e adolescenti possono agire per evitare il fenomeno, suggeriscono gli esperti. Farlo non sarebbe difficile: quando su internet compare qualcosa di sgradevole, che ferisce oppure offende, che si tratti di messaggi di testo, Facebook, Twitter o dell’invio di immagini, è indispensabile bloccarlo.

Non sempre si riesce a farlo, la prevenzione è indispensabile

Per bloccare un messaggio che offende però è necessaria una certa maturità psicologica, che non tutti possiedono, soprattutto tra gli adolescenti. Sono loro, infatti, a costituire la categoria più fragile, perché vivono una vera e propria vita sociale in rete e temono quindi di tagliarsi fuori da giri interessanti, di precludersi possibilità, di sembrare deboli e incapaci. Quindi a volte si sta al gioco, quasi sfidando le proprie capacità di reazione e alla fine si entra in un circolo in sui si è vittime. Si deve invece imparare a dire NO. Gli smartphone di oggi ne danno la possibilità: usiamola. Fatto una volta, eliminato dal proprio mondo il vile e fastidioso bullo, si acquisterà più fiducia in sé stessi. Se non si trova il coraggio da soli, è indispensabile aprirsi con qualcuno: l’amico vero, l’insegnante che dà fiducia, lo psicologo della scuola, l’allenatore sportivo. Qualche volta i genitori, anche se è difficile per il timore di passare per bambini ancora piccoli o di ricevere limitazioni alla libertà. A breve, potrà essere consultato il Centro di Ascolto dell’associazione Guida per Genitori,  l’associazione sta lavorando a questo progetto.  È però essenziale cercare un sostegno se da soli non si riesce a eliminare dalla propria vita i cyberbulli: sono a rischio serenità e autostima.

Lina Rossi

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