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Ipotiroidismo: disfunzione dovuta a deficit ormonale

aprile 19, 2019 10:00 am

La condizione di ipotiroidismo può manifestarsi a qualsiasi età della vita, anche se è più comune tra la popolazione adulta. Il disturbo è più frequente tra le donne: il 10% circa

La tiroide è una delle ghiandole a secrezione endogena, ovvero il prodotto ormonale secreto è utilizzato internamente dall’organismo. Le altre ghiandole sono: le ovaie e testicoli dette anche gonadi, le surrenali, il pancreas e l’ipofisi. La tiroide è stimolata a produrre gli ormoni circolanti dall’ipotalamo, la ghiandola regina di tutto il movimento ormonale ed è l’unica ghiandola in grado di produrre la tireoblobiulina. Bisogna pensare ad una disfunzione tiroidea se presenti i seguenti segni: stipsi, intolleranza al freddo, aumento di peso non congruo all’alimentazione, cambiamento di personalità, espressione del volto stanca e voce roca, perdita di capelli e pelle secca, parestesie sia alle mani sia ai piedi. A livello cardiologico è possibile riscontrare un rallentamento del battito: bradicardia fisiologica conseguente appunto al metabolismo basale rallentato.

 

L’ipotiroidismo può essere primario o secondario

E’ possibile riconoscere un ipotiroidismo primario, la forma più comune e un ipotiroidismo secondario.

  • La forma primaria è dovuta alla patologia della ghiandola tiroide, in questo caso l’ipotalamo invia regolarmente il suo input interno alla tiroide attraverso l’ormone chiamato TSH stimolandola a produrre i propri ormoni interni: il T4 o L-tiroxina, il T3 e la calcitonina. Questi tre ormoni sono il centro della regolazione di vari aspetti del nostro organismo, il primo fra tutti è il metabolismo basale, ovvero regolano lo sviluppo di tutte le cellule dal feto al neonato e in ogni età della vita. Il T3 e il T4 regolano il metabolismo basale delle proteine, dei glucidi e dei lipidi mentre l’ormone calcitonina è attivo sul metabolismo osseo attraverso l’avvio e blocco dei valori del calcio circolante nel corpo. Affinché gli ormoni propri della tiroide siano utilizzati è necessaria la presenza dello iodio,  sostanza assunta attraverso l’alimentazione l’acqua, ecco perché in alcune aree a bassa presenza di iodio è necessario utilizzare il sale iodato in cucina.
  • L’ipotiroidismo secondario è conseguente a una scarsa produzione di TSH, l’ormone prodotto dall’ipotalamo, che a sua volta non stimola a sufficienza la tiroide per produrre i propri ormoni T3, T4 e calcitonina.

 

Terapia sostitutiva in caso di ipotiroidismo

La forma più comune di ipotiroidismo è la Tiroidite di Hascimoto, ovvero una infiammazione della tiroide, cronica quindi attiva per tutta la vita, su base autoimmune. In genere il disturbo riconosce un andamento famigliare, possiamo infatti ritrovare anche in ipotiroidismo acquisito del bambino.  In questo caso la terapia sostitutiva deve essere assunta per sempre. La terapia è a base di Levotiroxina, la forma sintetica della Tiroxina.  Nel 2017, la Levotiroxina è stato il farmaco più prescritto negli Stati Uniti, superando quelli usati per il diabete, la pressione arteriosa e le malattie cardiache, si calcola che circa il 7% della popolazione mondiale assuma questo farmaco. Per monitorare il dosaggio ottimale del farmaco sono necessarie analisi del sangue per verificare i livelli del T4 e T3.  Per consentire che il farmaco venga assorbito nel modo più coerente possibile i pazienti devono essere ben istruiti su come assumere la Levotiroxina.  Il medicamento è assorbito nell’intestino tenue per questo deve essere assunto a digiuno così da avere il miglior effetto possibile. In questo caso il picco di utilizzo del farmaco viene raggiunto dopo circa due ore dall’ingestione orale, se però viene assunto insieme ad altri farmaci, integratori o cibi interferenti l’assorbimento può essere ritardato anche di tre o quattro ore.  Le linee guida dell’Associazione Americana della tiroide consigliano di assumere la Levotiroxina almeno sessanta minuti prima del primo pasto della giornata o prima di coricarsi ma almeno tre ore dopo il pasto serale e almeno quattro ore di distanza da altri farmaci.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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