prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

17 anni, uno su tre ha già avuto il primo rapporto sessuale

26 Febbraio, 2019 10:00 am

A 17 anni sembrano ancora bambini eppure uno su tre ha già avuto il primo rapporto sessuale. La news emerge da uno studio del Ministero della Salute e dell’ISS sulla salute riproduttiva

Altro che ragazzini: un adolescente su tre ha già avuto un rapporto sessuale completo: nello specifico, il 35% dei maschi e 28% delle femmine, eppure lo fanno a proprio rischio e pericolo. In oltre otto casi su dieci si informano online e la scuola è carente da questo punto di vista. In famiglia, poi, se ne parla ancora meno: anche se mamma e papà sono disponibili al dialogo e a informare i ragazzi, i figli provano una forma di imbarazzo chiudendosi ad ogni forma di colloquio. E’ quanto emerge dallo Studio Nazionale Fertilità, promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva in Italia.

 

Gli adolescenti sono poco informati

Nello specifico, la parte dell’indagine relativa agli adolescenti è stata condotta in ambito scolastico su un campione di 16.063 studenti di 941 classi terze di 482 scuole superiori su tutto il territorio nazionale. In generale i ragazzi intervistati credono di saperne più di quanto in realtà non sappiano e il 94% ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione sui temi della sessualità e riproduzione. Eppure, proprio la scuola è la grande assente in questo campo. Nella maggior parte dei casi: il 89% i maschi e 84% le femmine cercano, infatti, informazioni sul web, in famiglia difficilmente affrontano argomenti importanti per la loro salute come la riproduzione, le malattie sessualmente trasmissibili e i metodi contraccettivi. Il 23% di loro non utilizza i preservativi e non si protegge quindi contro infezioni quali Hpv  e Hiv. Rimangono infine pochi i contatti con i medici specialisti, e ancor meno quelli con i consultori familiari.

 

I dubbi e le lacune dei nostri figli

I giovanissimi purtroppo mostrano ancora troppe lacune in fatto di sessualità, mettendo così a rischio il futuro nel caso di una gravidanza non programmata e ovviamente il benessere per via delle malattie sessuali. Sono ancora molti i ragazzi con il dubbio che si possa restare incinte al primo rapporto sessuale: anche se non si è mai fatto sesso prima, la gravidanza è assolutamente possibile. Così come lo è il fatto di avere rapporti durante le mestruazioni. È vero che, teoricamente, il periodo della mestruazione non è fertile, perché è il momento in cui l’utero espelle il tessuto non utilizzato e si prepara alla nuova ovulazione. Se, però, si hanno mestruazioni abbastanza lunghe, più di sei giorni e un ciclo mensile breve per esempio di ventidue giorni, possono terminare in corrispondenza dell’inizio dell’ovulazione. E’ necessario sapere che gli spermatozoi vivono quarantotto ore all’interno del corpo femminile, possono quindi fecondare un ovulo giunto a maturazione.

 

L’importanza di utilizzare il preservativo

C’è anche molta confusione per quello che riguarda i metodi contraccettivi, i ragazzi li conoscono ma li usano ancora troppo poco. Molti credono che i contraccettivi ormonali: la pillola o l’anello possa proteggere anche dall’infezione da Hiv e da malattie sessualmente trasmesse, come per esempio la sifilide, la clamidia e il papilloma virus. In realtà contro questi problemi l’unico presidio efficace è la barriera costituita dal preservativo, dovrebbe essere usato anche nei rapporti orali, i virus sono efficaci in qualsiasi ambiente interno. L’ideale sarebbe utilizzare, per la propria sicurezza, il doppio sistema, ossia profilattico e pillola oppure cerotto o altro contraccettivo ormonale. Il discorso è soltanto uno: dove possono rivolgersi per queste informazioni i ragazzi? A scuola al momento non esistono sportelli dedicati alla sessualità. Quindi i giovanissimi si trovano spesso preda delle loro paure. E’ necessario far arrivare loro il messaggio che esistono i consultori famigliari presso le ASL e i pronto soccorsi ginecologici, si ottengono aiuto e informazioni anche a tutela della privacy. Altra opportunità è il nostro centro di ascolto –  SOS adolescenza le risposte arrivano nell’arco di un paio di giorni direttamente sulla casella di posta del richiedente.

 

Sahalima Giovannini

- -


ARTICOLI CORRELATI