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Vigoressia: disturbo dell’immagine in aumento tra i giovanissimi

gennaio 23, 2019 1:00 pm

Bulimia, anoressia e la recente vigoressia: l’età scende fino a otto- undici anni. Secondo gli esperti, è un problema dilagante e l’uso dei social amplifica il problema

Sono circa due milioni, tra questi sempre più giovanissimi, gli adolescenti italiani che soffrono di disturbi alimentari, tra cui anoressia e bulimia. L’età di insorgenza del problema si abbassa sempre di più, tanto che il malessere inizia a fare il suo esordio già a undici anni e in alcuni casi, secondo i pediatri, addirittura in bambine di soli otto anni. E un nuovo disturbo di cui si parla, la vigoressia, ossia la fissazione di essere belli, in forma e sul pezzo, è reso più pericoloso dall’uso dei social. Troppi giovanissimi oggi fanno della salute o, più esattamente, della mania di salutismo, la principale ragione di vita.

 

Vigoressia, un problema in aumento

La vigoressia è l’ossessione per la forma fisica, quella fatta di muscoli iper-tonici che si possono ottenere frequentando assiduamente la palestra o praticando molta attività sportiva. Il moto però non è visto come un divertimento o un modo per tenersi in forma, ma è il pensiero fisso della propria giornata e il tramite per acquisire un fisico muscoloso e scolpito, senza un filo di grasso, in modo eccessivo e innaturale. Il vigoressico ha come unico interesse l’attività sportiva finalizzata alla forma fisica. Ogni minuto libero dal lavoro è dedicato alla palestra o allo sport, al punto di rinunciare a uscite con gli amici quando queste non prevedono che ci si dedichi al movimento. Per aumentare ulteriormente il tono muscolare, i vigoressici spesso assumono farmaci o altre sostanze anabolizzanti, prodotti che possono avere serie ripercussioni sulla salute, soprattutto su quella del cuore. Fino a qualche anno fa erano a rischio i ventenni, ma il problema sta iniziando a dilagare tra gli adolescenti. La vigoressia, o anoressia reversa, è una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare, l’allenamento, una dieta ipocalorica e iperproteica, a cui spesso si aggiunge l’uso di sostanze illegali per raggiungere tale obiettivo. Attenzione ai campanelli d’allarme: un improvviso controllo estremo del cibo con paura di ingrassare, difficoltà a mangiare con gli altri, bassa autostima, attività fisica eccessiva, scomparsa di grandi quantità di cibo e ritrovamento di cibo in posti anomali come camera da letto o armadi, rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare.

 

Perché nascono le manie di forma fisica

L’idea del benessere e forma fisica oggi sono così diffuse per effetto di diversi fattori che coinvolgono non soltanto la struttura di personalità individuale, ma sicuramente anche il contesto culturale nel quale siamo inseriti. Il corpo, la salute, la bellezza divengono ambiti in cui scaricare le proprie ansie e in cui far emergere la propria capacità di controllo. Non tanto per essere semplicemente belli da vedere o sani o felici, ma per darsi quella sicurezza che all’esterno non si riesce più a trovare, in un ferreo autocontrollo che alla lunga si rivela dannoso. Di qui il conteggio ossessivo delle calorie, la rinuncia al consumo di certi alimenti, il controllo ripetuto continuamente del peso corporeo, il ricorso senza limiti all’esercizio fisico.

Alla base di tutto, vi sono problemi di disagio e insicurezza: tali comportamenti hanno sempre lo scopo di preservare uno stato di benessere, per cui ci si abbuffa per far fronte alla noia, alla mancanza di affetto o per evadere da una situazione, per placare lo stress, per soffocare un’emozione, così come si ricerca la magrezza e la forma perfetta del corpo per un bisogno di sentirsi più sicuri. Bisogna, quindi, imparare a mangiare in modo consapevole, tornare a riconoscere i segnali di fame e sazietà, non imporsi divieti e lavorare sui fattori cognitivi ed emotivi per comprendere quali sono i reali motivi che conducono al disturbo alimentare. Se necessario può essere utile intraprendere un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, assieme a un nutrizionista e a un trainer.

 

Giorgia Andretti

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