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Coronavirus: gli animali domestici non sono portatori

19 Marzo, 2020 10:00 am

Cani e gatti non sono portatori del virus e non contraggono la malattia, ma vanno tenuti ben puliti per evitare di farli entrare in contatto con germi raccolti in passeggiata

Gli abbandoni di cani, gatti e altri animali domestici, nel nostro paese e soprattutto in alcune zone rurali si sono sempre verificate. Così come al tempo delle vacanze gli abbandoni aumentano in modo esponenziale. Da quando è in corso la pandemia di Covid-19, sono perfino un po’ aumentati, infatti, qualcuno pensa, in modo del tutto sbagliato, che le bestiole da compagnia possano essere portatrici dell’infezione. Scopriamo insieme perché non è vero.

Il coronavirus predilige gli umani

Un caso di Coronavirus in un cane si è verificato: a Hong Kong un volpino è stato sottoposto al test ed è risultato positivo, ma non ha mostrato sintomi. Di conseguenza è possibile che la bestiola abbia assunto il virus dall’ambiente esterno, per esempio leccando la cute della padrona che era positiva. Il volpino non ha manifestato alcun sintomo, ma per sicurezza, in attesa di ulteriori conoscenze sul virus, è stato posto in quarantena per due settimane in una clinica veterinaria. Si è trattato però di un solo caso, isolato, di conseguenza si può affermare che, al momento, non ci sono prove scientifiche che dimostrino gli animali come untori del coronavirus. È vero che il virus sembrerebbe essere derivato da un animale, ma si tratta probabilmente di rettili o pipistrelli, specie che possono costituire un rischio per l’uomo anche per altre malattie. Nella forma in cui il coronavirus è giunto alla specie umana, sembra che sia trasmissibile soltanto da persona a persona.

Replica virale nell’uomo

Inoltre, secondo gli esperti dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, i coronavirus quando mutano si adattano all’uomo oppure al cane, non è mai successo diversamente. Infatti se uno di questi virus si adatta all’uomo non trova nel cane, nel gatto o in altri animali i recettori genetici che permettono la sua replicazione. E avviene anche il contrario: un virus che muta nei geni di un animale domestico come il cane o il gatto poi non riesce ad adattarsi all’organismo dell’uomo. Insomma si può affermare che i cani non trasmettono il virus, quindi un enorme errore sarebbe sbarazzarsi della loro meravigliosa compagnia per credenze anacronistiche. Questo perché se un virus si adatta all’uomo non trova poi nel cane o nel gatto i recettori idonei alla sua replicazione.

L’igiene dei nostri amici pelosi deve sempre essere accurata

Tuttavia il Coronavirus è un germe scoperto da poco e gli studi in merito sono recentissimi. Occorrerà ancora del tempo perché si acquisiscano altre informazioni sul suo comportamento. Nel frattempo è essenziale prendersi cura degli amici di casa, per tutelare il loro benessere. Nel caso si fosse positivi al Coronavirus è bene evitare di manipolare il proprio animale, facendosi leccare il viso da lui: infatti può raccogliere il virus e trasportarlo altrove, cosa che succede anche con altri oggetti (infatti il virus sopravvive per qualche ora anche sugli oggetti inanimati). È meglio che ad occuparsi della bestiola sia un’altra persona e se questo non è possibile si devono usare guanti e mascherine. Il cane può essere portato a fare una passeggiata per sgranchirsi le zampe ed espletare i bisogni, ma l’uscita non deve essere troppo lunga e si deve restare nei paraggi di casa. Una volta rientrati è bene pulire il pelo e soprattutto le zampe con le salviette sanitarie specifiche per il pet. Si deve anche prestare attenzione che il cane non prenda tra i denti fazzoletti di carta trovati per terra, non lecchi avanzi di cibo in giro perché potrebbero anche essere stati lasciati da persone positive a virus e quindi i germi possono essere trasferiti in casa.

Sahalima Giovannini

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